
Giuramento di sangue: particolare della copertina
L’abbrivio coincide con un topos d’eccezione: un uomo solo, seduto su una panchina dispersa in un parco. Succede ogni giorno: “Sempre lo stesso viale. Sempre la stessa panchina immersa tra colline boscose ed ettari di prati”. Ma è solo l’abbrivio, appunto.
La storia raccontata da Patrick Graham in Giuramento di sangue, da poco pubblicato da Nord edizioni, è in realtà molto più torbida e articolata.
Racconta la vicenda di un uomo pieno di nevrosi e attacchi di panico di nome Peter Shepard che proprio su quella panchina scopre in un giorno come tanti altri che la figlia e la moglie sono state brutalmente assassinate dopo un rapimento fulmineo.
È l’inizio di un racconto a tinte forti, che presto si intreccerà con il passato dello stesso Shepard, pieno di violenze e di abusi.
Nelle più di quattrocento pagine del romanzo, Graham non si fa scrupoli nell’utilizzare una tecnica serrata e una descrizione a volte ruvida, quasi pulp.
Anche grazie a questo, raggiunge il principale risultato che una storia del genere deve ottenere: tenere incollato il lettore fino al finale (a dire il vero, un po’ troppo lirico).
- Giovedì 10 Novembre 2011

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