“Tabula Rasa” di Danila Comastri Montanari. Prosegue il cammino di Publio Aurelio Stazio

Danila Comastri Montanari, Tabula rasa, particolare della cover - Credits: Mondadori

Danila Comastri Montanari, Tabula rasa, particolare della cover - Credits: Mondadori

Torna nelle librerie l’autrice che ha fatto la sua scelta, colei che sa di cosa scrive (il giallo storico) perché lo studio del passato e l’amore per gli intrecci mystery sono semplicemente i suoi principali interessi.

Danila Comastri Montanari aggiunge alla sua già lunghissima lista di titoli anche Tabula rasa (Mondadori). Per chi già conosce e ama il senatore-investigatore Publio Aurelio Stazio si tratterà di una felicissima conferma, per ogni lettore che con questo romanzo si affacci sull’universo narrativo di Danila Comastri Montanari sarà la scoperta di un intero mondo, ricostruito con amore e competenza, ma soprattutto abitato da personaggi dalla trascinante, strepitosa vitalità.

La cosa più complicata l’autrice ce la rende facile facile: all’inizio del suo nuovo romanzo un bell’elenco dei personaggi principali, giusto per non perdere il filo del discorso.
A seguire, l’inizio dell’intreccio. Vale a dire, il ritorno di Publio Aurelio Stazio, il senatore-investigatore più famoso dell’antica Roma. E noi lettori subito alle prese con un morto. Perché Danila Comastri Montanari non lascia spazio all’attesa.

Combinando sapientemente ricostruzioni storiche accuratissime con l’uso di avanzate tecniche investigative - del tutto simili ai metodi della polizia scientifica di oggi - e muovendosi tra il cimitero dei gatti e il tempio del Dio-Coccodrillo, tra i papiri della Biblioteca e le schiere di ancelle dagli occhi bistrati, Danila Comastri Montanari dà vita a un romanzo d’investigazione dal ritmo serrato, drammatico, tra le cui pieghe l’irresistibile ironia dell’autrice suggerisce di leggere la storia antica come specchio impietoso dei nostri giorni.
Il libro.
I sec. d.C. Su richiesta dell’imperatore Claudio, il senatore Publio Aurelio Stazio si reca ad Alessandria d’Egitto, incaricato di una missione riservatissima che riguarda i rapporti con i Parti, da sempre nemici di Roma. Durante il suo soggiorno vengono trovati i resti di due fanciulle giovanissime, seguaci di Bast, l’antica dea-gatta… Intanto nell’inquieta metropoli si moltiplicano le dimostrazioni di protesta, si attenta alla vita dell’ambasciatore dei Parti e una mano misteriosa arriva a colpire persino le macchine da guerra negli accampamenti militari: una spia favorisce gli interessi dei nemici di Roma. I sospetti sono molti, e a complicare le cose ci si mettono anche due donne affascinanti: la stravagante moglie del viceprefetto e la cortigiana più quotata di Alessandria, che scompare all’improvviso. Tra il cimitero dei gatti e il tempio del dio-coccodrillo, tra i papiri della biblioteca e gli occhi bistrati delle cortigiane, Publio Aurelio dovrà mettere in campo tutta la sua astuzia e chiarire molti misteri…

Quello che ci piace sapere dell’autrice.
Accanita fumatrice, apprezza gli alcoolici, rifugge dalle diete, frequenta stazioni termali e scavi archeologici, legge polizieschi, saggi, classici latini, greci e cinesi, è una fanatica utente di internet e ama i videogiochi di strategia. Vive in una grande casa al centro di Bologna con il marito, la figlia, due gatti, duecento piante, diecimila libri e cinque computer.

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