«Il poliziotto è come il poeta, non può accontentarsi delle apparenze»: è quasi una confessione, quella del commissario Martin Barck, in forza alla polizia portuale di Helsinborg. Perché la sua passione segreta è scrivere versi. E quando è coinvolto nell’ardua indagine sulla morte del poeta Jan J. Nilsson, un omicidio truccato da suicidio, gli viene spontaneo pensare a un’analogia fra sé e la vittima: entrambi, infatti, sono ricercatori di verità. Ma davvero Jan J. è stato ucciso perché stava scrivendo un poliziesco sugli squali della finanza?
Con questa «specie di giallo» (così il sottotitolo) Björn Larsson surclassa il popolarissimo Stieg Larsson sul piano della letteratura. Senza rinunciare a suspense e colpi di scena, disegna attorno al suo umanissimo commissario una trama avvincente e una vivida folla di personaggi plausibili.
Ma I poeti morti è qualcosa in più: un’indagine sui meccanismi profondi e sull’etica della scrittura. Leggetelo.
“I poeti morti non scrivono gialli” di Björn Larsson
Iperborea, 353 pagine, 17 euro
GIUDIZIO: ottimo
- Lunedì 14 Novembre 2011

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