Salman Rushdie è tornato Salman Rushdie, ridicolizzando Facebook su Twitter

Schermato del tweet "vittorioso" di Salman Rushdie (Twitter)

Schermato del tweet "vittorioso" di Salman Rushdie (Twitter)

“Victory! #Facebook has buckled!”. Facebook ha ceduto e lo scrittore Salman Rushdie è ritornato Salman Rushdie, se stesso, vincendo una piccola battaglia personale contro le bizzarre regole di registrazione del social network. “Sono di nuovo Salman Rushdie. Mi sento molto meglio. Una crisi di identità alla mia età non è divertente. Grazie Twitter!” ha cinguettato sull’altro social network. E sì, perché la  battaglia ha avuto come mezzo Twitter, dove Rushdie ha postato diversi tweet di denuncia, accolti con solidarietà dagli utenti.
Lo scrittore e saggista britannico famoso per I versi satanici lunedì mattina aveva twittato una raffica di messaggi esasperati. Colpevole Facebook che nel week-end aveva disattivato il suo account, non credendo all’identità dell’autore, aveva chiesto un documento identificatorio e, una volta ottenuta una copia del passaporto, aveva trasformato Salman Rushdie in Ahmed Rushdie. Ahmed, il nome presente sul passaporto, sì, ma mai usato visto che il mondo ormai conosce lo scrittore come Salman.

“Se F. Scott Fitzgerald fosse stato su Facebook, lo avrebbero costretto a essere Francis Fitzgerald? Che dire di F. Murray Abraham?” aveva protestato sempre su Twitter.

E ancora: “Caro Facebook, costringendomi a cambiare il mio nome su FB da Salman a Ahmed Rushdie è come costringere J. Edgar a diventare John Hoover”.

Rushdie ha provato di tutto per far cambiare Ahmed in Salman. Ha cercato di contattare il supporto tecnico e qualcuno di Facebook che potesse rispondergli, ha addirittura twittato all’ideatore di FB Mark Zuckerberg: “Dove ti nascondi, Mark? Vieni qui e ridammi il mio nome!”.
Infine ha sperato di ottenere qualcosa mettendo Facebook in ridicolo su Twitter.
Fino alla vittoria finale. Salman Rushdie è ritornato. “Appena ricevute le scuse dal team di Facebook. Tutto è dolcezza e luce“.

E intanto Rushdie ne ha approfittato per inventare un nuovo gioco, sempre su Twitter, il social network amico di battaglia: il #MiddleNameUsers. Il divertimento consiste nel trovare personaggi famosi dal doppio nome, noti però solo per il secondo. Ecco quindi: Joseph Rudyard Kipling, Nelle Harper Lee, Christopher Ashton Kutcher, Willard Mitt Romney, Keith Rupert Murdoch… E addirittura Brad Pitt (William Bradley Pitt).
Chi vuole, continui pure la lista.

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