
Morte di un biografo: particolare della copertina
Da oggi, pochi dubbi: se avete ancora qualche perplessità sul significato della parola ibridazione applicata alla letteratura e alla narrativa contemporanea rivolgetevi direttamente a lui. O meglio, al suo libro.
Prima di essere un bel romanzo, Morte di un biografo di Santiago Gamboa è infatti un romanzo inaspettato, imprevedibile, insperato.
Non è né un noir né una commedia, ma ha qualcosa di entrambi i generi, e non solo di quelli.
Racconta la storia di un “egregio scrittore”, inviato inopinatamente a un improbabilissimo congresso di scrittori a Gerusalemme.
Scrittori, si fa per dire: c’è un antiquario di vetro pressato, un bibliofilo esperto di testi religiosi ebraici e un’attrice porno, “protagonista, tra l’altro, del film Il cimitero delle scopate perdute”.
Gli elementi per una commedia ci sono tutti, ma occhio alla svolta: José Maturana, un pastore evangelico ex drogato ed ex carcerato, tra i convenuti del surreale convivio, viene infatti ritrovato morto. Tocca allora all’“egregio scrittore” cecare di sciogliere la matassa.
Sembra una svolta noir, se non fosse che il tono di Gamboa scivola sempre lieve, e colora di toni surreali una storia che altrimenti scivolerebbe nel solito tran tran. Non è un merito dappoco, che vale tre-quattro ore di una piacevole lettura.
- Mercoledì 16 Novembre 2011

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Commenti
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Il 7 Dicembre 2011 alle 18:35 Narrativa, i cinque libri più belli pubblicati nel 2011 | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] scelto per una qualità, difficile da riscontrare nella narrativa contemporanea: l’irregolarità. Morte di un biografo di Santiago Gamboa è infatti un romanzo inaspettato, imprevedibile, insperato. Non è né un noir [...]
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