“One Big Union”, il sindacalismo americano raccontato da Valerio Evangelisti

Valerio Evangelisti, One Big Union, particolare della copertina - Credits: Mondadori

Valerio Evangelisti, One Big Union, particolare della copertina - Credits: Mondadori

Valerio Evangelisti, autore di culto, scrive a cicli, tra tutto quello che scrive: il ciclo di Eymerich, il ciclo del metallo, il ciclo messicano, il ciclo dei pirati. Con One Big Union prosegue, invece, il ciclo americano iniziato con Antracite e proseguito con Noi saremo tutto.

One Big Union (Mondadori) è basato sulla storia degli Industrial Workers of the World (IWW), vale a dire il percorso del sindacalismo americano in un arco di tempo che va dalla fine dell’Ottocento alla nascita degli Wobblies, l’organizzazione libertaria e internazionalista che provò, nei primi decenni del secolo scorso, a unificare operai precari di tutte le etnie, attraverso strumenti culturali come il fumetto e le canzoni satiriche. L’obiettivo, che non ebbe successo, era quello di dar vita al grande sindacato One Big Union.

Nella bibliografia del libro, l’autore scrive:

Gli IWW, dopo una grave scissione nel 1924, e un declino che ebbe il suo culmine alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, erano dati per scomparsi. In realtà esistono ancora, negli USA ma anche altrove
(…)
Hanno avuto un rilancio inatteso una decina di anni fa, come unica organizzazione sindacale che si occupasse dei lavoratori del settore della ristorazione veloce.

Il libro.
Robert W. Coates è un giovane meccanico americano, di buon carattere, religioso, affezionato alla famiglia. Coltiva però pregiudizi razziali e un patriottismo che sconfina nel nazionalismo. Ciò lo induce a diventare un infiltrato, per conto di agenzie specializzate, nei sindacati e nel movimento operaio, con il fine di spezzare gli scioperi e di ricondurre i lavoratori alla disciplina. Attraverso i suoi occhi seguiamo il percorso spesso tragico del sindacalismo americano lungo l’arco di un cinquantennio, con i suoi episodi grandiosi e terribili. Dai grandi scioperi dei ferrovieri di fine Ottocento fino all’epopea degli Wobblies, gli Industrial Workers of the World, nei primi vent’anni del Novecento: l’organizzazione che cercò di unificare gli operai precari e non specializzati di tutte le etnie, usando armi inedite quali i volantini multilingue, la canzone, il fumetto.

Un romanzo dalle tinte via via più nere, costellato da figure storiche e memorabili, tra cui lo scrittore Dashiell Hammett. Lo stesso Robert W. Coates fu, negli anni Trenta, tra i protagonisti del processo che svelò la cupa realtà dello spionaggio sindacale negli Stati Uniti.

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