Il pappagallo bruciaticcio «col rostro a naso di duchessa»; il vecchio Zavattari espettorante e spetezzante; il pregiudicato Besozzi Achille, salvatore di bambine e di orologi d’oro; e poi il Balossi in mutande con in braccio la Maldifassi, dopo che la tapina «slittò giù con il culo (…) in un toboga orribile»: che gran rogo verbale, quasi a ritmo di slapstickcomedy, ci sciorina Carlo Emilio Gadda nell’Incendio di via Keplero.
Non meno sfavillante e crepitante è la sua lingua di beneducato Robespierre, infiammato d’amoroso odio per la cara vecchia borghesia lombarda, in un piccolo capolavoro come San Giorgio in casa Brocchi o negli esilaranti
Accoppiamenti giudiziosi che danno il titolo a questa mirabolante raccolta: un’ «autoantologia» del 1963, che la Adelphi ripropone, per le cure minuziose di Paola Italia e Giorgio Pinotti, come primo volume dell’opera completa. Gadda si conferma una vetta del nostro ‘900: qualche parete di sesto grado aumenterà nel lettore il piacere della conquista.
Accoppiamenti giudiziosi di Carlo Emilio Gadda
Adelphi, 488 pagine, 27 euro
GIUDIZIO: DA NON PERDERE
- Mercoledì 30 Novembre 2011

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