Superga, le vittorie e i retroscena: il racconto degli uomini che hanno fatto grande il Torino

Particolare del libro edito da Castelvecchi

Particolare del libro edito da Castelvecchi

Emiliano Mondonico, Luca Marchegiani, Gianluigi Lentini. E poi la tragedia di Superga, con la scia di lutto che ancora oggi ritorna nei ricordi di ogni tifoso.

Se chiedi a qualcuno che segue calcio di fare dei nomi legati alla storia del Torino è molto probabile che tiri fuori qualcuno di questi. Ci sarà poi chi, tra i più anziani, rievocherà i successi di Paolino Pulici e Luigi Radice.

Troppo facile. La storia del Toro è piuttosto complessa per essere racchiusa in una mezza dozzina di istantanee. È già difficile contenerla in 100 cartoline. A Lorenzo Longhi, allora, va innanzitutto dato atto di esserci riuscito in un agile libretto da poco pubblicato per i tipi di Castelvecchi.

Si intitola Tutti gli uomini che hanno fatto grande il Torino F.C. e dietro un titolo a metà tra l’ammiccante e il didattico nasconde un universo di aneddoti e di curiosità, gran parte dei quali probabilmente poco noti perfino ai più agguerriti aficionados granata.

A chi tifa Toro da qualche decennio, ad esempio, il nome di Ossola non dirà niente. E invece, nella squadra che negli anni Quaranta vinse quasi tutto, era un punto fermo. Di più: “un goleador che – come racconta Longhi - nell’arco della sua avventura granata, registra la media di una rete ogni due partite circa, media peraltro che non vive di picchi e crolli ma di una chiara continuità”.

Ma il bello del libro è che non si ferma mai sulla cronaca o statistica. Trova la forza, in poche righe, di scavare nel backstage di ricordi personali legati a ognuno dei protagonisti.

Di Ossola, si scopre così che “morì a Superga, prima ancora che nascesse suo figlio Franco, battezzato nel nome del padre, che avrebbe scritto le pagine più emozionanti e commoventi sui protagonisti del Grande Torino, e che di un padre mai conosciuto ha il ricordo della voce («la vocetta», come l’ha definita) registrata su un disco che «non era in vinile, ma fatto di metallo giallo e lucente»”. Solo una delle molte storie che si trovano nel negativo di un fotoracconto denso e controverso.

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