
luiginter, flickr
Anche questa settimana, alcuni libri messi sul comodino, pescati fra le novità.
1) Sandro Modeo, Il Barça, Isbn Edizioni.
Il primo che cito è l’ultimo che ho incrociato: ne parla proprio oggi (6 dicembre 2011) su La Stampa, Jacopo Iacoboni (Barça, i campioni della società liquida). Come dicono gli editori di questo libro: “c’è davvero di tutto, dalla biologia alla fisica, dalla storia all’antropologia, fino ad arrivare alla musica classica”. Iacoboni nella sua recensione parla di “squadra liquida”, di come Modeo la definisca “tollerante”: un libro sulla libertà catalana, sul calcio totale e di come il calcio totale possa essere anche noioso se non è giocato come lo gioca la squadra di Guardiola. E poi ovviamente sulla città, Barcellona: Roberto Bolaño quando parla di Catalogna è come se descrivesse il gioco del Barça di oggi.
2) Luigi Ciotti, La speranza non è in vendita, Giunti, Edizioni del Gruppo Abele.
“Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non c’è speranza senza speranza di giustizia. In un mondo d’ingiustizie sempre più intollerabili, la speranza rischia di diventare un bene alla portata di pochi”.
Piccolo libro per grandi idee e grande coraggio: Don Ciotti sistematizza in breve, ma con precisione, le sue categorie di analisi e le sue speranze sul mondo. I suoi valori. “Una piccola summa del suo pensiero”, come ha scritto sabato la Stampa/Tuttolibri ,che gli ha dedicato una delle recensioni del numero del 3 dicembre.
3) Thomas Bernhard, Autobiografia, Adelphi.
Adelphi mette insieme per la prima volta, in unico volume, i cinque libri autobiografici pubblicati da Bernhard (nato nel 1931, morto nel 1989) nella seconda metà degli anni Settanta, fino al 1982. In questa autobiografia Bernhard è cattivo quanto lo è stato nei suoi romanzi e nel suo teatro, entrando, senza risparmiare i dettagli, nella sua vita nell’Austria nazista e poi bigotta, passando dal sanatorio, dove entrò per la prima volta giovanissimo, e dal suo soggiorno olandese, scelto per fuggire la patria. Dell’autobiografia di Bernhard parla, con la consueta icasticità, Goffredo Fofi su Internazionale.
4) Yona Friedman, Hai un cane? E’ lui che ti ha scelto(a), Quodilibet.
Un grande architetto visionario, Friedman, spiega con un fumetto, “scritto e disegnato da un cane e dal suo padrone“, come gli uomini dovrebbero stare insieme ai cani. Lo fa con disegni dal segno semplice, essenziale, che ritraggono i corpi, poco più che linee, e gli oggetti della vita quotidiana in comune fra cane e padrone. Gianluigi Recuperati, su la Repubblica di domenica scorsa, 4 dicembre, ci ha ricordato come Friedman abbia da sempre una teoria sulla percezione visiva dei cani: guardano in modo “olistico”, senza soluzioni di continuità fra gli oggetti, i soggetti, gli spazi e i colori. Per distinguere e orientarsi si servono dell’olfatto. Ecco, nei suoi disegni, Friedman vuole anche ricordarci questa visione del mondo.
- Martedì 6 Dicembre 2011

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