
Il riso nascosto di Osama Bin Laden, genio mimetico, e la crudeltà dei medici che prolungano le sofferenze dei malati terminali; Silvio Berlusconi visto come il Tintin dei fumetti e lo «sciopero del dolcetto» di Sophia Loren. Ma, accanto a figure note della politica o del costume, ecco il semplice venditore di bottarga, il mendicante, o le ragazzine ridenti che allietano un altrimenti disastroso viaggio in treno. Come in uno dei presepi che ama, Pietro Citati raduna in questa raccolta figure, spunti, riflessioni stravaganti proprio in senso etimologico, spaziando, avrebbe detto Karl Kraus, «da un rigagnolo alla Via Lattea». È questa capacità, esercitata fuori dal consueto ambito letterario, a fare di Elogio del pomodoro un libro felicemente spiazzante. Altro che esteta da torre d’avorio: Citati scende in obliquo sotto la superficie di un paesaggio, d’un carattere, o dell’illusoria realtà, e ce li fa vedere con occhi nuovi, come per la prima volta.
Elogio del pomodoro di Pietro Citati
Mondadori, 266 pagine, 20 euro
GIUDIZIO: OTTIMO
- Lunedì 12 Dicembre 2011

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Commenti
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Il 12 Dicembre 2011 alle 23:24 cantastorione ha scritto:
..incredibile….solo qualche mese fa avevo cominciato a scrivere un libro che avevo provvisoriamente titolato “l’elogio del carciofo”….. mi toccherà di cambiar titolo….lo chiamerò probabilmente: “la differenza..” (tra una supposta ed un ortaggio …con le punte spinose…)
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