“In morte di un collega” di Fabrizio Rinaldini

di Pietrangelo Buttafuoco

Ecco il thriller che non ti aspetti. Protagonista è un normale tecnico informatico, ma poi scopri che è un mastino dell’investigazione. Intorno a lui la sua piccola comunità di vecchi camerati, periferie italiane, azione, colpi di scena, una lei che seduce… Il tutto è un cocktail ad alta gradazione. Un racconto di lotta e ideali, contro la delinquenza visibile e quella invisibile dei dittatori dello sfruttamento globale. E poi frammenti di ideologia qua e là, ben dosati: «Padrone? Mi sembra un’espressione un po’ veterocomunista, o no?» cambiò discorso lei, con un mezzo sorriso. «L’hanno utilizzata George Sorel, Filippo Corridoni, Ugo Spirito e tanti altri che comunisti non erano per niente…». Insomma Rinaldini è lanciato: leggere per credere. Il romanzo giallo è il veicolo. Poi c’è il messaggio, bello denso. Cercavate un evento di controcultura? Questo lo è: un giallo intriso di «nero».

In morte di un collega di Fabrizio Rinaldini
Sassoscritto, 304 pagine, 14 euro
GIUDIZIO: BUONO

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