Come leggere Murakami

Un'immagine di Haruki Murakami - credits: EPA/JORDI BEDMAR / POOL

Un'immagine di Haruki Murakami - credits: EPA/JORDI BEDMAR / POOL

Un articolo sul The Daily Beast aiuta a interpretare il mondo tanto affascinante quanto difficile dei romanzi di Haruki Murakami, in questo momento in cima alle classifiche col bestseller 1Q84. Proprio partendo da quest’ultimo romanzo l’autrice del pezzo, Emily Parker, prova a dare una chiave di lettura all’opera intera e all’immaginario dello scrittore giapponese, fornendo un interessante punto di vista.

La base di partenza è questa: il tutto è maggiore della somma delle sue parti. La forza di Murakami è nella sua narrazione, nella sua immaginazione e nella sua capacità di attirare i lettori in un universo irriconoscibile. 1Q84 è, come dire, un bel “mattone”, ma secondo la Parker la lunghezza ha i suoi vantaggi. Più si spende tempo nel mondo apparentemente complicato e insensato di Murakami e più si è in grado di farlo proprio. Le numerose ripetizioni di concetti e immagini che si possono rintracciare nel libro sono essenziali per costruire quella che la Parker chiama “marea narrativa”, e che è quel qualcosa in più, appunto, della somma delle parti.

Ma c’è dell’altro. L’opera di Murakami non è catalogabile semplicemente come letteratura giapponese: se uno scrittore del Sol Levante è riuscito a diventare una star in tutto il mondo è perché in quello che scrive si amalgamano i toni, i modi e ritmi della cultura nipponica con sentimenti universali di paura, vendetta e amore, capaci di richiamare un pubblico allargato.

Un accenno a George Orwell non può ovviamente mancare. Il titolo del libro 1Q84 è chiaramente un riferimento al maestro della distopia; il distacco tra i due sta nel fatto che il mondo di Orwell è ben definito e potenzialmente verosimile, radicato in qualche modo alla realtà, mentre Murakami crea un mondo parallelo che arriva dal suo subconscio, lasciando al lettore la libertà di decifrarne i significati.

Emily Parker chiude l’articolo con un consiglio per leggere un po’ tutta l’opera dell’autore di Norwegian Wood, ricevuto da un suo amico giapponese:
Non ho mai provato a capire quello che sta cercando di dire. Ho semplicemente goduto del flusso delle sue parole trasferendole nel mio film mentale. Capito cosa intendo?”.

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