“L’amante di Goebbels” di Anna Kanakis

di Pietrangelo Buttafuoco

Lui fu l’uomo che inventò l’apostolato per il cancelliere tedesco e dunque il creatore della comunicazione nell’epoca della mobilitazione totale. Lei, sperduta in una mattina di sole cauto sul marciapiede, a Berlino, giusto per farsi guardare da lui che sta lavorando per il Reich millenario, non è la moglie, non la madre di quei bimbi biondissimi che moriranno di cianuro tra le macerie del bunker, non è la signora Goebbels, bensì l’amante. La storia di Lida Baarova, attrice cecoslovacca che si innamorerà del ministro della Propaganda in Germania per precipitare nel buio di un destino di solitudine e dolore, ha avuto in Anna Kanakis quella voce a lungo attesa, quel fuori campo asciutto e poetico che nel metterla in scena (con ferma maestria) potesse restituire l’innocente Lida alla pietas. Non commiserazione, dunque, ma catarsi. Lei ascolta dal suo Joseph quello che è solo un ordine: «Bleib wie du bist!». Lui l’ama non potendola più amare: «Rimani così come sei!». È rimasta amante. E sola.

L’amante di Goebbels di Anna Kanakis
Marsilio, 158 pagine, 16 euro
GIUDIZIO: DA NON PERDERE

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