
Fedeli a San Siro (Mondadori) è il libro che Claudio Sanfilippo ha scritto insieme con Tiziano Marelli. Nel libro ci racconta di calcio e di molto altro. E anche lui, come l’altro, continua a farlo qui
1. Tuto quel che se movi su l’erba, daghe. Se xe la bala, pasiensa.
2. Vinca il migliore, Signor Rocco. “Ciò, speremo de no”.
3. Primi anni sessanta, trasferta del Milan in Francia, un giornalista si rivolge al Paròn: “Monsieur Rocco, mon ami…”. Risposta: “Mona a mi? Mona a ti e anca testa de gran casso”.
4. Viene nominato Cavaliere della repubblica: “Ma no i ga altri mone de darghe premi, ’sti Italiani?”
Lo zibaldone orale di Nereo Rocco, il Paròn, è un’apoteosi della battuta schietta.
Un grande personaggio e un grande uomo di calcio la cui memoria merita un libro bello come quello che gli ha dedicato Gigi Garanzini, La leggenda del Paròn. La prima edizione risale alla fine degli anni novanta, edita da Baldini & Castoldi.
Due anni fa ne è uscita una aggiornata e arricchita di nuovi interventi che porta un titolo leggermente diverso: Nereo Rocco. La leggenda del paròn continua (Mondadori - Strade Blu).
Garanzini racconta Rocco con amore e stile, fiutando tra le radici della passione che ha rappresentato un porto franco per milioni di Italiani negli anni del post-dopoguerra e del boom economico. Dalle sue pagine la figura del Paròn si materializza in un corpo che trasmette i valori che già allora facevano a pugni con le nuove sirene della modernità: amicizia, convivialità, rispetto, sportività, umorismo, umiltà.
Quelle cose che sono (dovrebbero) stare sempre al centro (o a centrocampo…) e che Nereo Rocco ha testimoniato senza un’oncia di retorica in una vita spesa a far correre il pallone sul prato. Garanzini ama la visione della vita che il Paròn incarna, e la racconta a più voci, senza sperperare nulla di quel tesoro che il grande triestino ha costruito nel tempo. Ogni episodio è il pretesto ideale per restituire al lettore l’origine di quella passione capace di sentire sport, saggezza e tradizione come un’unica bandiera, come un bel modo di stare al mondo. Da tenere sempre in parte al comodino.
- Venerdì 16 Dicembre 2011

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