È un poliziesco in bianco e nero, per cinefili accaniti, quello che Loren D. Estleman, giallista californiano noto anche in Italia per i suoi apocrifi sherlockiani, costruisce attorno a Valentino: non lo stilista, non il divo Rudy, ma un giovane archivista cinematografico dell’Università di Los Angeles. È lui l’Hollywood detective del titolo.
La trama ruota attorno alle bobine di Rapacità, il capolavoro censurato e sommerso di Eric von Stroheim, riapparse assieme a uno scheletro durante i lavori di ristrutturazione in un cinema dei tempi del muto. Strizzando l’occhio al noir morbido della serie sull’Uomo ombra e ai gialli hollywoodiani di Stuart Kaminsky, Estleman risulta godibile malgrado il finale un po’ scontato.
Su tutto aleggia il fantasma di von Stroheim, geniale regista incompreso ma anche istrione mitteleuropeo, in divisa e con l’inseparabile monocolo, come appare nella Grande illusione. Chi non vorrebbe analizzare il suo dna?
Hollywood detective di Loren D. Estleman
Gargoyle 208 pagine, 16,50 euro
GIUDIZIO:DISCRETO
- Martedì 17 Gennaio 2012

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