“Livelli di guardia” di Claudio Magris

"Livelli di guardia" di Claudio Magris

Dire che il pregio principale di Claudio Magris scrittore civile è il buonsenso può sembrare un complimento ambiguo e riduttivo, se si confonde questa dote oggi rarissima con il volgare senso comune. Eppure, leggendo Livelli di guardia ci si trova davanti al fatto documentabile ed elementare che Magris, quasi sempre, ha ragione. Sia che si occupi di temi forti come il fine vita («Anche il diritto di morire può affidarsi solo alla libertà e al senso del sacro»), sia che fustighi il teatrino pop della politica italiana o gli eccessi del politically correct, come i bambolotti gay nel presepe di Montecitorio, Magris è bussola preziosa nel mare di pigrizia etica e appiattimento mentale in cui non ci è dolce navigare. Merito della scrittura chiara e sorvegliata; merito d’una lucidità mentale capace di andare al cuore delle cose con lo scandaglio della ragione, senza rinunciare al «vibrato» delle passioni. Perché l’indignazione è a volte la miglior forma di buonsenso.

Livelli di guardia di Claudio Magris
Garzanti, 204 pagine, 18 euro
GIUDIZIO: OTTIMO

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