Charles Dickens, 200 anni e la spina dorsale di Nabokov. E del lettore

(Wiki Commons)

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@gruppodilettura

Il 7 febbraio, Charles Dickens compie 200 anni (7 febbraio 1812 – 9 giugno 1870).
Ne stanno parlando e scrivendo in molti. Anche noi ci occuperemo in questi giorni di qualche aspetto dell’attualità del grande Charles.

Qui però mi limito a riportare alcune righe di Valdimir Nabokov. Sono le famose righe dedicate alla lettura e alla spina dorsale che prende il sopravvento, con le quali Nabokov inizia il suo saggio su Dickens e in particolare sul romanzo Casa Desolata (Bleak House), in Lezioni di letteratura (il saggio di Nabokov si può leggere, in una versione leggermente ridotta, nell’edizione Einaudi di Casa Desolata).

Ve le propongo, ricordando però - anche se non dovrebbe essere necessario, visto che stiamo parlando di Vladimir Nabokov - che ovviamente Nabokov non semplificava (non sia mai!) e non ci proponeva una lettura puramente emozionale. (Lo dico per evitare l’equivoco: sappiamo infatti che il web è pieno di giudizi un poco sommari sui libri letti: fra i quali la tipologia “mi emoziona”, è prevalente).

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CHARLES DICKENS UNO DI NOI
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Come è facile immaginare, il saggio di Nabokov su Casa Desolata è ricchissimo di analisi su più piani, di spunti, di riflessioni, di chiavi per entrare e reinterpretare le scene (ci si potrebbe esercitare per esempio sulla “autocombustione di Krook“, capitolo trentaduesimo), i personaggi, gli innumerevoli temi del romanzo.

Allora, dopo tutto ciò, le posso finalmente citare queste prime righe della Lezione di letteratura di Nabokov su Casa Desolata di Charles Dickens:

Ciò che dobbiamo fare, leggendo Casa Desolata (Bleak House), è rilassarci e lasciare che sia la spina dorsale a prendere il sopravvento. Benché si legga con la mente, la sede del piacere artistico è tra le scapole. Quel piccolo brivido che sentiamo lì dietro è certamente la forma più alta di emozione che l’umanità abbia raggiunto sviluppando la pura arte e la pura scienza. Veneriamo dunque la spina dorsale e i suoi fremiti.
Siamo fieri di essere dei vertebrati, perché siamo dei vertebrati muniti nella testa di una fiamma divina. Il cervello è solo una continuazione della spina dorsale; lo stoppino corre in realtà per tutta la lunghezza della candela. Se non siamo capaci di godere di questo brivido, se non sappiamo godere della letteratura, rinunciamo a tutto questo e concentriamoci sui fumetti, sulla Tv, sui libri-della-settimana. Ma io penso che Dickens si rivelerà più forte.

Buon compleanno Mr Dickens.

Commenti

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Il 7 Febbraio 2012 alle 10:43 Charles Dickens, 5 libri per festeggiare i 200 anni | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] Qual è il modo migliore per celebrare le 200 primavere? Dato che il festeggiato porta il nome di Charles Dickens (nato a Portsmouth il 7 febbraio 1812), la risposta è quasi scontata: riprendendo in mano le opere che lo hanno reso grande. Fra i tanti suoi libri, o forse sarebbe più giusto parlare di “pietre miliari”, ne abbiamo scelti cinque in grado di provocare un fremito lungo la spina dorsale. [...]

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