Si arriva a fatica, perdendosi fra le uscite dell’autostrada, ci si ferma a piazzale Michelangelo e Firenze dall’alto appare altrove, presa nel suo riverbero, come se stesse scorrendo da un’altra parte. La ragazza non vuole un passaggio, ma offre subito il numero di telefono. Però la sera al Duomo ne compare un’altra, un po’ brilla, col suo collo di marmo e così libera da portarselo dietro e propinargli una fellatio in un salone rinascimentale trasformato in dormitorio per turiste. Tutto è brutto, violento, casuale e senza senso nella Firenze di Vanni Santoni. Così, lo studente di lettere che va a studiare al Vieusseux sognando la redenzione con Umberto Eco, ma per campare fa il commesso in un negozio di borsette, continua a rimanere prigioniero di un egotismo narcisistico e molto nichilista.
Se fossi fuoco, arderei Firenze di Vanni Santoni
Laterza, 148 pagine, 10 euro
GIUDIZIO: MEGLIO MEZZ’ORA DI TAPIS ROULANT
- Lunedì 6 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 8 Febbraio 2012 alle 04:38 stregaransie ha scritto:
Leggendo queste poche righe si ha l’impressione che il recensore si sia fermato a pagina 6 o 7, dove più o meno appare (tra l’altro per non ritornare) il personaggio del commesso. Non credo si possa liquidare un libro del genere in questo modo, senza neanche entrare in uno solo dei molti livelli di lettura che contiene, o riconoscere il “bello” in descrizioni come quella di San Miniato nel capitolo finale. Consiglierei di dare un’occhiata qua: http://criticaimpura.wordpress.....i-santoni/
Il 27 Febbraio 2012 alle 18:44 paoletts ha scritto:
è un brutto vizio quello del giornalismo italiano di recensire libri senza averli letti!!
in questo caso è super-ovvio poiché il libro è caratterizzato soprattutto da una struttura geometrica precisa (tipo città invisibili, ma con le persone) e da bellissime descrizioni dei beni artistici di Firenze!!!! Poi ci si chiede perché leggiamo blog come Finzioni o Carmilla invece dei settimanali…….
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