
Pierpaolo Vettori, Le sorelle soffici - Credits: Elliot edizioni
@violablanca
Quella di Pierpaolo Vettori è una voce al femminile che vuole raccontare l’Italia trafficona e corrotta di Tangentopoli domandandosi se può sopravvivere l’innocenza in un mondo come questo? Le sorelle soffici (Elliot edizioni), il suo romanzo d’esordio, segna la scoperta di una voce nuova e originalissima.
Segnalato dalla giuria della XXIV edizione del Premio Calvino, Le sorelle soffici è la storia della decadenza di una famiglia nell’Italia di Tangentopoli raccontata attraverso gli occhi di Veronica Soffici, una ragazzina che vive in un mondo a metà strada tra il reale e il fantastico, popolato di animali parlanti, scrittori defunti, circensi ultraterreni e altre creature immaginarie. Un libro affascinante e ricco di riferimenti letterari, scritto in uno stile potente e ammaliante.
La notte scorsa la mamma ci ha chiamate e ci ha fatto scendere in salotto. Aveva un’aria triste e severa. Assieme a lei c’era un ratto alto quasi due metri. «Vi presento Anton» ha detto la mamma. «È un vostro lontano cugino. Viene dall’Ungheria come me. Gli voglio molto bene e desidero che lo rispettiate».
Cecilia e io lo abbiamo guardato. Il ratto enorme ci ha salutato muovendo la testa di lato con un piccolo scatto. La mamma è arrivata con la teiera e io ho dovuto prendere una sedia per Cecilia vicino al pianoforte. Anton stava seduto a fatica, la sua grossa mole gli impediva di appoggiare i gomiti sul tavolo. La sua lunga coda grigia vibrava di piacere quando la mamma ha cominciato a servire il tè.
Il libro.
Veronica Soffici è una ragazza molto speciale, parla con gli scrittori defunti che popolano la biblioteca di casa, mangia chiodi di garofano e protegge come può la sorella Cecilia da qualsiasi forma di pericolo si possa presentare all’orizzonte. La sua è una famiglia più che agiata, ma l’ombra del fallimento sembra alle porte e qualcuno è disposto a tutto pur di mantenere inalterato il prestigio e il potere dei Soffici: un ambiguo faccendiere, infatti, sembrerebbe in grado di offrire una via d’uscita ma è necessario sacrificare qualcuno, e allora la scelta cade sulla vulnerabile Cecilia. Ci vorrà l’aiuto di un tram giallo come un uovo e di un circo ultraterreno perché le sorelle possano giocare la crudele partita con il mondo.
Ambientato agli albori degli scandali di Tangentopoli, questo romanzo è un manifesto della resistenza contro il declino del nostro tempo, una lotta combattuta con l’immaginazione e il rifiuto di ogni compromesso con una realtà inaccettabile e corrotta. Narrata in prima persona dalla voce struggente e disarmante di Veronica, la storia si svela pian piano attraverso l’intreccio sapiente di elementi fantastici e reali, che l’autore dosa con abilità e padronanza, rivelando uno stile maturo e originalissimo.
- Venerdì 10 Febbraio 2012

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Il 8 Maggio 2012 alle 08:12 Doppia recensione: Le sorelle Soffici di Pierpaolo Vettori | Via dei Serpenti ha scritto:
[...] approfondire: leggi la recensione di Alessia Caputo su Via dei Serpenti leggi la recensione su Panorama.it leggi la recensione sul Recensore [...]
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