
La terza crisi, particolare del disegno di copertina
Produrre, consumare, crescere. La trimurti del modello di sviluppo liberista è entrata in crisi insieme all’economia mondiale e a milioni di famiglie. Perché, si chiedono in molti, di fronte all’impasse strutturale che ha messo alle corde la società occidentale l’unico a non essere imputato è proprio il sistema neoliberista? Qualcuno, come l’ex ministro Tremonti, si rivolta contro gli economisti mainstream e denuncia il primato della finanza sulla politica, lanciando in pompa magna la sua Uscita di sicurezza nel libero mercato (cattivo). Ma la ricetta è ancora tutta interna al sistema. Nell’attesa di intravedere un paradigma all’orizzonte, ecco cinque libri freschi di stampa che propongono qualche alternativa alle dottrine economiche egemoni.
Danilo Bonato, La terza crisi (Edizioni Ambiente)
La genesi e gli sviluppi delle prime due grandi crisi, quella finanziaria e quella economica, sono il preludio a una terza crisi globale, quella ecologica, che cova strisciante sotto il peso dei debiti delle nostre società ma è come un vulcano pronto ad esplodere. Poiché il funzionamento stesso dell’economia dipende dalla salute dell’ambiente, per difendere il futuro di imprese e famiglie il settore manageriale dovrebbe sforzarsi di trasformare dall’interno il sistema economico, riportandolo in equilibrio. Come? Meno prodotti e più servizi, un piano di rilancio industriale basato su strategie e progetti ispirati alla green economy, un deciso impulso alle nuove tecnologie.
Gianluca Comi, Donato Speroni, 2030 La tempesta perfetta (Rizzoli)
È quella che secondo alcuni studi commissionati dal governo inglese si scatenerà nei prossimi 20 anni, quando la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi e ci saranno altri 2 o 3 miliardi di aspiranti consumatori a livelli occidentali. Poiché come disse Gandhi “la Terra possiede risorse sufficienti a provvedere ai bisogni di tutti ma non all’avidità di alcuni”, l’economia e la politica sono chiamate a una svolta. Di fronte agli opposti egoismi e all’inerzia dei governi, scrivono gli autori, sarebbe giusto che proprio dall’Europa muovesse l’impegno a costruire un modello di mondo sostenibile. A partire dai semi che hanno già attecchito nella società civile, con migliaia di organizzazioni no profit che si sbattono per riformare i comportamenti individuali e collettivi nel nome di una crescita etica e sostenibile.
Colin Crouch, Il potere dei giganti (Laterza)
Dove sta scritto che le grandi banche sono “troppo grandi per fallire”? Non certo nei testi sacri del neoliberismo. Nella dialettica fra stato e mercato al tempo della globalizzazione le megaimprese, come tanti polifemo accecati dal profitto, impongono il loro potere basato sul dominio dei mercati, sulle pratiche monopolistiche e sulla sistematica eliminazione della concorrenza. Ecco perché la crisi ha travolto tutto tranne un sistema (il neoliberismo) funzionale alle lobby: perché il mercato possa continuare a fare finta di autoregolarsi, lo stato agisce insieme alle banche per salvare il big business. Dall’autore di Postdemocrazia, una cupa, irriverente riflessione sui rischi a cui sono esposte le società democratiche, con un richiamo ai movimenti della società civile perché facciano sentire la loro voce.
Serge Latouche, Per un’abbondanza frugale (Bollati Boringhieri)
Il guru della decrescita, studioso di antropologia economica e docente di economia all’università di Parigi, approfondisce la riflessione iniziata qualche anno fa spiegando Come si esce dalla società dei consumi. Il punto di arrivo è l’utopia concreta che il titolo del libro ben riassume. Se ci pensiamo, la società della crescita senza crescita è il paradosso che rimanda al paleolitico come età dell’abbondanza, quando le società erano in grado di autolimitarsi eliminando gli sprechi. Rovesciamento del paradosso è il ritorno alla “gioiosa ebbrezza” della sobrietà, o almeno a una società in cui il denaro sia ancora un mezzo e non un fine, per una migliore qualità di vita e un benessere più diffuso.
Henry Sutton, Tiratemi fuori di qui (E/O)
Come in American Psycho di Bret Easton Ellis ambienti e atmosfere erano il nitido ritratto di un’epoca, gli anni Ottanta, in cui si annidavano i germi dell’attuale disastro, nel nuovo romanzo di Sutton è una Londra in piena recessione economica a costituire l’inquieto, ostile palcoscenico su cui il giovane imprenditore Matt Freeman, ossessionato dalle apparenze, dal lusso e dalle grandi firme, precipita inesorabilmente verso l’abiezione.
Mirco Maselli, Storia dell’immondizia (Editoriale Scienza)
Outsider ma non intruso nel presente elenco, è un divertente viaggio nel tempo sulle tracce delle nostre deiezioni. Dal creatore di Lupo Alberto, una storia illustrata dei rifiuti per grandi e piccini, dagli spazzini dell’età classica alle cloache romane, dalle grandi epidemie dell’età medievale alle prime, benedette fognature, dagli effetti indesiderati della rivoluzione industriale alle discariche, dalle scorie nucleari alla spazzatura spaziale. Dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile, ogni civiltà si è ingegnata nel tempo a risolvere un problema di attualità sempre più stringente. Cielo, terra, acqua: ci siamo immersi fino al collo.
- Lunedì 20 Febbraio 2012

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Commenti
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Il 20 Febbraio 2012 alle 17:34 dagborn ha scritto:
Proprio cinque libri per passare delle ore coinvolti nella bramosia dei sensi, nella inquietudine dell’amore, nella perniciosa bellezza del dubbio della propria amata, o della doppia vita del proprio amato. Tutto questo per leggere i racconti narrati da Pio Bovio. Fino alla follia ed. Campanotto-Il peccato dei fiori ed. Campanotto- Intervista al piacere ed.MJM- Brava Gente ed.Il mio libro.it L’ultimo è Gli anni dei sogni ed. MJM Le miracolose righe della Milano operaia anni 70. Ecco questa è la meraviglia dell’amore, la troverai tra le pagine, tra le righe, nei libri di Pio Bovio. Beati, sodomizza la tua mente…
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