Joyce Lussu, “Portrait”. Lei, la pioniera

Joyce Lussu e i guerrieri - Credits: Armungia Musei

Joyce Lussu e i guerrieri - Credits: Armungia Musei

@violablanca

Con l’autobiografia di Joyce Lussu si inaugura “Omero”, la prima collana di narrativa della casa editrice L’asino d’oro. “Omero”, che prende in prestito il nome dal padre di ogni narrare, si caratterizza per una forte attenzione alla scrittura, allo spessore e all’originalità, attraverso la pubblicazione di titoli sia stranieri, che italiani ed esordienti.

Portrait è l’ironica e spregiudicata autobiografia di una donna irriducibile: dalla Firenze degli anni Venti alla Heidelberg di Jaspers; dalla clandestinità, alla guerra antifascista; dall’incontro  con il patriota Emilio Lussu, alla ricerca di grandi poeti da tradurre, dal ‘68, alle lotte femministe e a quelle  del popolo curdo e più recentemente ambientaliste.
Portrait è la storia di una donna che non voleva essere considerata speciale. Una donna vitale, intelligente, coraggiosa che, raccontando se stessa svela pensieri e passioni, denunciando, con una semplicità e immediatezza spesso disarmanti, verità enormi e problemi di tutti i giorni, sia politici che umani.
Portrait è una lettura dei fatti vissuti in prima persona che, con parole semplici e toccanti fa aprire gli occhi su realtà importanti e profonde: dal rapporto uomo-donna a quello genitori-figli.

La prefazione di Giulia Ingrao è un dialogo con il lettore per mostrare la Lussu e per fare un parallelismo con la sua esperienza, di figlia, di donna di madre. Ci avvicina quindi maggiormente alla lettura facendocene apprezzare ogni sfaccettatura. Come quando la Ingrao usa gli aggettivi vitalità e affettività. La Lussu racconta del dono più prezioso ricevuto dai genitori: una vita ricca e stimolante. Affiancata alla figura di un padre affettuoso e sempre presente che ha saputo sopperire alla mancanza di denaro con un bene assai più prezioso: il tempo e la cultura. Seguono poi il primo incontro, o scontro, con il fascismo, la ribellione, la fuga, l’attività politica. L’amore, definito come una “deflagrazione interiore innescata dal primo sguardo” che la farà entrare nel mondo. Grazie al quale costruirà un rapporto uomo-donna nuovo. Fino all’esperienza, misteriosa e difficile, della maternità, con tutte le sue mille domande e il vuoto delle sue risposte. Arriverà poi alla nuova identità di moglie e madre che la stringeranno. Il suo bisogno d’aria la farà diventare la traduttrice di poeti rivoluzionari del Terzo Mondo, dei popoli oppressi e delle culture diverse. Come di quel Nazim Hikmet turco di etnia curda, incarcerato, poi esule, poi perseguitato, semplicemente uno dei poeti più letti in Italia. Grazie alle traduzioni di Joyce Lussu.
Tutto questo era Joyce Lussu, senza mai perdere la sua vitalità, il suo entusiasmo, il suo pensiero e la sua ricerca personale, mai come ora un vero punto di riferimento per tutti.

Joyce Lussu, Portrait, L’asino d’oro

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