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Un invito a cena di troppo (particolare della copertina)
@fmbattaglia
Partiamo dal contesto: “L’Italia, che aveva improvvisamente capitolato, perse la sua alleata. Sin dai tempi immemorabili, il mondo aveva assistito a innumerevoli rotture di alleanze, ma quella che adesso l’Italia sperimentava rappresentava un lutto senza precedenti”. È una storia drammatica e nota, quella del settembre 1943: divisi, accusati di fellonia, insultati, derisi, calpestati, e non solo tra i confini nazionali. Continua

La statua di Charles Dickens, a Sidney (Credtis: Ansa/Epa/Dean Lewins)
@fmbattaglia
È considerato un classico, e dunque come tutti i classici è piuttosto difficile da circoscrivere in una definizione. Certo, si può dire che è stato il fondatore del cosiddetto romanzo sociale, ma il suo merito non può finire qui. Charles Dickens è ancora oggi un’istituzione letteraria, non solo tra la perfida Albione. Meno di Dante, di Shakespeare e di Goethe, ma una spanna sopra quasi tutti gli altri.
Per provare a ricordarlo, e per conoscerlo meglio, a duecento anni esatti dalla sua nascita (il 7 febbraio 1812, in quel di Pourtsmouth), proviamo allora a segnalare quattro cose che vale la pena fare (e vedere). Continua

Il ciclista dei Chernobyl (particolare della copertina del libro edito da Guanda)
@fmbattaglia
Si chiamava Vasilij Nesterenko e non era un uomo qualunque. Di professione faceva il fisico per l’esercito sovietico. Con quel ruolo, nel 1986 si trovò a fare i conti con la più grande tragedia nucleare, il disastro di Chernobyl. Continua

(Credits: Ansa/Onorati)
@fmbattaglia
Si intitola La chiesa contro, è edito da Longanesi e sin dalla premessa ha un intento esplicito e ambizioso: “Fornire al lettore uno sguardo complessivo sul modo in cui alcuni paesi dell’Europa cercano di adattare la loro legislazione alle due grandi rivoluzioni degli ultimi decenni: quella dei costumi sessuali e quella biologica o bioetica”. Intento – vale la pena puntualizzarlo subito - pressoché raggiunto attraverso una curiosa ibridazione, che è la principale qualità del libro. Continua

(Credits: Ansa/Silvi)
Una necessità. Peggio: un incubo, che però può trasformarsi in un’opportunità inattesa, e in ogni caso in una spia significativa per tracciare una radiografia del disagio di un’intera generazione. Continua

Una donna accende una candela commemorativa al campo di Auschwitz-Birkenau (Credits: Ansa/Epa/Grzegorz Momot)
Partiamo dalla legge, la numero 211 del 20 luglio 2000. Prescrive di allestire un calendario di “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti (…) affinché simili eventi non possano mai più accadere”. Continua

Cristina D'Avena (Credits: Ferraro/Ansa)
Un libro che sta racchiuso (quasi) tutto in una definizione. Meglio, in un titolo. E allora partiamo da quello, appunto. Generazione Bim bum bam è un saggio, che arriva oggi in libreria per Mondadori. E conviene ammettere subito che proprio il titolo, oltre a essere brillante, è anche molto, molto azzeccato. Spieghiamoci meglio.
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Il campo di concentramento di Auschwitz (Credits: Ansa)
Ci sono le pietre miliari, d’accordo. Saggi e romanzi diventati veri capisaldi per ricchezza documentale e resa letteraria. Da Anna Frank a Primo Levi, passando per David Rubinowicz ed Elisa Springer.
Ma sul tema della Shoah – anno dopo anno – la produzione pubblicistica non si arresta, quasi a segnalare un’urgenza culturale, quella di non dimenticare lo sterminio nazista degli ebrei. In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, l’editoria non si è fatta trovare impreparata. Sono almeno una decina i titoli che meritano una segnalazione. Proviamo a passarli in rassegna, partendo dalle testimonianze. Continua

Particolare della copertina del libro edito da e/o
Provate a immaginare la scena: Lev Nikolaevic Tolstoj in radio, alle prese con la promozione della sua ultima opera. Si, avete capito bene, come un narratore contemporaneo qualsiasi, schiacciato tra la vanità e l’imbarazzo di fronte all’offerta di promuovere la Sonata a Kreutzer. Continua

Adolf Hitler (Credits: Ansa)
Raccontare il Novecento europeo attraverso dieci giorni rimasti nella memoria collettiva. L’impresa non è dappoco. A provarci, è stato Konstanty Gebert, un giornalista polacco con un lungo cursus honorum alle spalle. Continua

Corleone, 1962 (Credits: Ansa)
La cucina, il tempo, la famiglia, i soldi, il rapporto (ancestrale e contraddittorio) con la propria terra. Sono queste, all’ingrosso, le istantanee che si annidano sulla testa del siciliano medio. Continua

L'amore goloso: particolare della copertina del libro edito da Le Lettere
Si presenta come un “frizzante e saporito excursus” sui legami tra la tavola e il letto, ma in realtà nasconde qualcosa di più. Continua

Leo Longanesi (Credits: Ansa)
Su di lui si è detto di tutto. Su uno dei suoi più riusciti settimanali, si è scritto invece molto meno. Parli di Leo Longanesi, e inizia il coro degli inchini, dei luoghi comuni e delle riverenze. “Grande editore” oppure “geniale intellettuale” o ancora, per i palati più fini, arrivano una serie di calembour e aforismi, tutti di conio del compianto. Continua
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