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Bob Dylan, 50 anni dal primo album: le parole di Daniel Mark Epstein

'The Ballad of Bob Dylan' (Arcana), particolare della copertina

'The Ballad of Bob Dylan' (Arcana), particolare della copertina

Oggi, 19 marzo, sono giusti 50 anni tondi dall’uscita del primo album di Bob Dylan (Bob Dylan). Per ricordare la ricorrenza, riportiamo un brano della biografia del menestrello scritta da Daniel Mark Epstein: The Ballad of Bob Dylan (Arcana).
Il libro è il vivido ritratto di uno degli artisti più influenti del Ventesimo secolo. Continua

Michael Jackson raccontato da Jermaine Jackson. Dietro il mito

Dietro il mito. Jackson racconta Jackson

«Io conosco il bambino dietro la maschera della superstar, quello che abitava con me al 2300 di Jackson street a Gary, nell’Indiana. Siamo in sintonia dall’infanzia e la nostra intesa è sopravvissuta a tutto. Al sogno, ai Jackson 5, alla celebrità, al distacco, ai contrasti, alle sofferenze, agli scandali, alle pressioni insostenibili. Conosco il suo carattere e la sua mente come si può conoscere solo il sangue del tuo sangue». Parla al presente Jermaine Jackson. Come se Michael fosse ancora qui. Non è così, lo sa bene, ma lui, quel fratello tormentato, lo fa ora rivivere nelle pagine di un libro, Michael, la vita del re del pop vista attraverso gli occhi di suo fratello (edizioni Rcs), che rivela il lato nascosto della popstar, quello messo nella lente d’ingrandimento dalla parte dell’inner circle familiare. Un’operazione memoria per accendere un faro su una vicenda umana e artistica popolata di bugie, accuse, leggende metropolitane e scomode verità. Continua

Beatles, un disco (e un libro) stupefacente

The Beatles
Londra, novembre 1966. Seduto a pochi centimetri dal suo produttore, John Lennon imbraccia la chitarra acustica. Sta per mettersi a cantare, ma un attimo di timidezza gli paralizza le dita e le corde vocali. Poi, parte e suona per la prima volta quella che oggi tutto il mondo conosce come Strawberry fields forever, il brano chiave del disco più importante della storia del pop: Sgt. Pepper’s lonely heart club band.
Un capolavoro firmato Beatles, sulla cui realizzazione sono fiorite centinaia di leggende metropolitane, compresa quella di un uso spavaldo di allucinogeni da parte dei quattro di Liverpool. Ma ora la fiabesca genesi dell’album non ha più segreti grazie alle preziose pagine di Summer of love, The making of Sgt. Pepper (Edizioni Coniglio), scritto da George Martin, produttore e storico collaboratore della band. Ed è proprio lui a svelarci che Good Morning good morning (il pezzo si chiude con un un gallo canterino) era una canzone ispirata alla pubblicità tv dei Kellogg’s corn flakes, quella che come slogan aveva “Una buona giornata inizia con i Kellogg’s”.
Non solo: dal racconto articolato di Martin scopriamo anche che i Beatles, in effetti, si facevano e che una volta Lennon, sotto effetto di Lsd, urlò di volersi lanciare dal tetto di un edificio. Questa, la confessione di Ringo Starr: “Abbiamo preso molte sostanze, ma mai quando suonavamo. Ben presto abbiamo scoperto che se ti facevi in qualsiasi modo, la musica che poi suonavi era merda. Quindi, le nostre esperienze ce le facevamo prima, poi trasferivamo il risultato di quelle esperienze nella nostra musica”.
Una musica che, al di là di Sgt. Pepper, non conosce l’usura del tempo. Come sostiene il giornalista e saggista Alfredo Saitto in Yesterday (Donzelli editore). Per lui il brano che dà il titolo al suo libro è la canzone perfetta, risuonata e ricantata da oltre tremila artistidi ogni angolo del globo.
Ma pregi di Yesterday a parte, il libro di Saitto ripercorre le più incredibili voci mai confermate che hanno accompagnato la carriera degli “scarafaggi”. La più bizzarra? Quella secondo cui Paul Mc Cartney sarebbe morto in un incidente stradale il 9 novembre 1966 alle cinque del mattino. Il volto orrendamente sfigurato della vittima non ne avrebbe mai consentito l’identificazione. Il sostituto, che ancora oggi tutto il mondo chiama Paul McCartney, sarebbe poi stato reclutato in un casting segreto organizzato dal fan club. Un sosia, dunque, magari quello che il vero McCartney avrebbe voluto avere al momento di liquidare l’ex moglie, Heather Mills, con un assegno record da 87 milioni di euro…

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