Archivio per autore: » roberto.barbolini
Su una corriera scassata che s’inerpica nell’entroterra fra Viareggio e Pietrasanta, una ragazza che legge Bolero siede accanto a un giovane chino su un volumetto grigio della vecchia Bur. Attorno, l’Italia povera ma bella (forse non troppo) degli anni 50. Parte da qui il viaggio fra le ombre di Giovanni Mariotti: Continua

Dire che il pregio principale di Claudio Magris scrittore civile è il buonsenso può sembrare un complimento ambiguo e riduttivo, se si confonde questa dote oggi rarissima con il volgare senso comune. Eppure, leggendo Livelli di guardia ci si trova davanti al fatto documentabile ed elementare che Magris, quasi sempre, ha ragione. Continua
È un poliziesco in bianco e nero, per cinefili accaniti, quello che Loren D. Estleman, giallista californiano noto anche in Italia per i suoi apocrifi sherlockiani, costruisce attorno a Valentino: non lo stilista, non il divo Rudy, ma un giovane archivista cinematografico dell’Università di Los Angeles. Continua

Stephen King (AP Photo/Mark Lennihan, file)
“Sono una di quelle persone che non sa davvero cosa pensa finché non lo scrive” confessa a pagina 157 il protagonista, che nel 2011 si chiama Jake Epping, ma in un’altra stringa del tempo è George Amberson e lotta, semplicemente, per invertire il corso della storia, ammazzando Lee Oswald prima che uccida il presidente Usa John F. Kennedy in quel fatidico 22/11/’63 che dà il titolo al romanzo. Continua

Il riso nascosto di Osama Bin Laden, genio mimetico, e la crudeltà dei medici che prolungano le sofferenze dei malati terminali; Silvio Berlusconi visto come il Tintin dei fumetti e lo «sciopero del dolcetto» di Sophia Loren. Continua
Il pappagallo bruciaticcio «col rostro a naso di duchessa»; il vecchio Zavattari espettorante e spetezzante; il pregiudicato Besozzi Achille, salvatore di bambine e di orologi d’oro; e poi il Balossi in mutande con in braccio la Maldifassi, dopo che la tapina «slittò giù con il culo (…) in un toboga orribile»: che gran rogo verbale, quasi a ritmo di slapstickcomedy, ci sciorina Carlo Emilio Gadda nell’Incendio di via Keplero.
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«Il poliziotto è come il poeta, non può accontentarsi delle apparenze»: è quasi una confessione, quella del commissario Martin Barck, in forza alla polizia portuale di Helsinborg. Perché la sua passione segreta è scrivere versi. Continua


Ha ragione la bandella: in questo libro viene voglia di entrare di persona, intrufolandosi in una delle esilaranti foto di Cris Alexander che accompagnano la madornale autofiction di Belle Poirine, parodia delle biografie delle dive perpetrata da Patrick Dennis a fine anni 50, un po’ per sfottere tic e manie dello showbiz, ma assai più per affrancarsi dal successo di Zia Mame. Continua


Particolare di un francobollo commemorativo dedicato a Giacomo Leopardi
Comincia come un’opera buffa o uno spettacolo di burattini, con la figura involontariamente parodica del padre Monaldo, la vorticosa e voraginosa immersione di Pietro Citati in quella misteriosa monade che fu Giacomo Leopardi.
Una vita tutta risolta e dissolta nell’opera, in quello studio “matto e disperatissimo” in cui l’infelice contino di Recanati sublimò le tristezze di malato perenne, capovolgendole nell’assoluto esito poetico dei Canti, nel ben governato «caos scritto» dello Zibaldone, nella sorvegliatissima prosa delle Operette morali, dove la parodia è chiave moderna di “ciò che è metafisico e mitico”.
La chiave del libro di Citati sta invece in quello spirito mimetico, condiviso col poeta, per cui leggere è già scrivere, e scrivere è una forma di lettura. Chiosa Citati: “Per capire un testo bisogna diventare quel testo”. E qui svela il proprio metodo di biografo appassionato e vampiresco. Per il quale anche il cuore “è un tropo”.
Pietro Citati, Leopardi
Mondadori, 437 pagine, 22 euro
GIUDIZIO: OTTIMO


Signore delle lacrime è un gran bel libro. Provate però a stringerlo e vi scapperà da tutte le parti, come quel tavolo che, secondo i fisici, non ha una forma permanente causa il moto perenne dei suoi atomi. Continua

Forte dei Marmi alla fine degli anni ‘50
Cosa ci fa un pesce al guinzaglio sui fondali di Porto Venere? Se lo chiede, stupito, il sub che l’ha arpionato. Indaga e scopre che un giovanotto milanese ha incaricato un marinaio di legargli in luoghi stabiliti pesci catturati in precedenza, per poi tuffarsi e trafiggerli, facendo bella figura con le ragazze. Commento: “L’episodio dà un’idea di quanto possa il danaro milanese anche sott’acqua”.
Chissà se
Gian Carlo Fusco (1915-1984) se l’è inventato, questo aneddoto iperbolico, per il gusto della folgorante battuta finale: sarebbe in carattere con il personaggio.
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Particolare della copertina di “Io credo nei vampiri” di Emilio de’ Rossignoli (Gargoyle Books)
“La prima forza del vampiro” scrive Bram Stoker “sta nel fatto che nessuno crede alla sua esistenza“. Emilio de’ Rossignoli, invece, alla stirpe di Dracula ha sempre creduto, con il coraggio di andare controcorrente e ribellarsi alle mode : “Come ogni argomento trattato senza preparazione, a dritta e a rovescia, per soli fini commerciali” lamenta in Io credo nei vampiri “anche il vampirismo ha raggiunto la sua inflazione“. Continua

La casa editrice bolognese raccontata a 150 anni dai suoi esordi attraverso i ricordi di chi l’ha guidata per oltre un quarto di secolo. Il volume s’intitola Castelli di carte - Zanichelli 1959-2009: una storia. È il ritratto di una Dynasty familiare ma anche di un marchio che ha segnato la cultura e la scuola italiana. E che adesso deve fare i conti con Internet Continua
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