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Nel 2004 è stata la più giovane finalista del National Book Award, ambitissimo premio letterario che celebra la letteratura americana di qualità, e nel 2010 la prestigiosa rivista statunitense The New Yorker l’ha inserita nella lista dei 20 migliori scrittori under 40. Continua
La prima mostra itinerante della letteratura italiana tradotta in altre lingue arriva in Asia e sbarca nella capitale della Corea del Sud.
Si tratta di Written in Italy che, infatti, farà tappa, dal 18 al 22 ottobre prossimi, presso la Sogang University di Seoul in occasione delle manifestazioni culturali previste per la decima edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo” promosso dal Ministero degli Esteri e con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Continua
(Il capogruppo dell’Udeur al Senato Tommaso Barbato viene fermato dai commessi mentre tenta di aggredire il senatore dell’Udeur Nuccio Cusumano. Credits: Ansa)
Risse parlamentari: “Cesso corroso” l’epiteto più creativo. I banali “carogna” e “porco”, ma non solo. Un libro racconta la politica attraverso gli scontri tra i banchi. Continua
Come ogni fenomeno letterario che si rispetti anche la saga vampiresca di Twilight non si sottrae al destino di un prodotto sfruttato in tutte le salse, un po’ quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni con un’altra storia fantasy che vedeva protagonista il maghetto Harry Potter. Proprio qualche giorno fa il prestigioso quotidiano americano Wall Street Journal ha dedicato un lungo articolo facendo un raffronto tra i due prodotti.
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La Sherlockiana si tinge di giallo e questa volta la protagonista della storia è proprio lei Tecla Dozio, la proprietaria della storica libreria milanese dedicata ai gialli che recentemente ha chiuso i battenti tra il dispiacere e l’impotenza di tutti, scrittori e lettori. Stiamo parlando del nuovo libro di Lello Gurrado Assassinio in libreria (ed. Marcos y Marcos) in uscita il prossimo 30 aprile e di cui anticipiamo il primo capitolo.
Gurrado, giornalista e scrittore, crea un’atmosfera alla Agatha Christie ambientando la sua storia proprio nella libreria con un delitto in piena regola che rispecchia i canoni del thriller tradizionale, un prosecco al cianuro per Tecla che muore davanti agli occhi increduli dei suoi amici scrittori che si erano radunati per festeggiarla. A questo punto non resta che scoprire il colpevole. Per farlo, coloro che per anni avevano creato storie di assassini per gli appassionati lettori decidono di partecipare alle indagini per scoprire chi ha ucciso Tecla Dozio. Quale migliore metafora per rendere omaggio a colei che ha dedicato la sua vita al giallo?
Qui il testo in pdf
Ci risiamo, sono trascorsi appena due anni dalla contestata pubblicazione de I figli di Hurin, che tante polemiche aveva suscitato proprio tra i puristi di J.R.R. Tolkien, e la casa editrice americana HarperCollins ha annunciato che il prossimo 5 maggio pubblicherà un nuovo inedito dello scrittore autore de Il Signore degli Anelli. Il titolo del volume è The legend of Sigurd and Gudrùn e fu scritto da Tolkien tra il 1920 e il 1930, negli anni giovanili, quando l’autore insegnava all’università di Oxford e quindi prima delle sue opere più celebri. Dalle informazioni rilasciate dall’editore, che ovviamente sta già creando il clima d’attesa per l’evento, si tratterebbe di un opera narrativa in versi che narra la leggenda sassone dei Nibelunghi. La prefazione e l’edizione saranno curati come consuetudine dal figlio di Tolkien, Christopher, che all’età di 84 anni si è trasformato in uno scrittore archeologo dal momento che nei numerosi cassetti dimenticati della casa di famiglia in tutti questi anni continua a scovare opere inedite del padre. Già per I figli di Hurin, anch’esso scritto prima delle opere principali, si disse che la scrittura non corrispondeva a quella di Tolkien padre anche perché Tolkien figlio non aveva fatto altro che riordinare alcuni appunti del genitore ritrovati senza riuscire a creare quell’atmosfera delle avventure nella Terra di Mezzo. Anche per questo volume, come l’altro inedito che l’ha preceduto, è prevista un’edizione limitata deluxe dell’opera, 500 mila copie in tutto il mondo, contenente la riproduzione di un manoscritto originale dello stesso Tolkien. La casa editrice Bompiani come consuetudine curerà l’edizione italiana che con ogni probabilità editerà il prossimo autunno con il titolo La saga di Sigurd e Gudrùn.

Lui si chiama Tullio Boi, il suo alter ego è Cau-Boi (la mucca in carrozzina) ma si firma Brulliotoi; sembra uno scioglilingua ma stiamo parlando di un ingegnere cagliaritano dalla matita facile, anche se usa il computer, che con le sue strisce satiriche colpisce con stoccate pungenti tutto ciò che gli passa per la testa senza eccezione alcuna.
L’esordio nel mondo della satira è avvenuto soltanto qualche anno fa all’età di 45 anni quando ha deciso di svoltare e adesso ha raccolto le sue creazioni in un libello, come lo definisce lui stesso, dal titolo Il Cervello della Mucca in carrozzina (ed. lulu.com).
La Mucca in carrozzina in questione è appunto il suo alter ego dal momento che dal 2003 Tullio Boi è disabile a causa della sclerosi multipla. Gli lui abbiamo rivolto qualche domanda.
Cominciamo dai personaggi delle sue strisce, i cervelli e la mucca. Non sono esseri umani per una scelta ben precisa o è stato casuale?
Well…! Niente di casuale, il muccoide in fondo sono io, Cau è l’inglese Cow, Boi è… il mio cognome! Cauboi è un gioco, una mistificazione anglofila! I cervelli, poi, sono la quintessenza dei personaggi che rappresentano, una trasposizione grafica del cogito ergo sum. Nei miei quadretti, il pensiero, la parola e l’opinione prevalgono sul movimento, sull’aspetto e sulla caricatura. Credo che chiunque possa essere visto come la caricatura di se stesso se si legge l’aspetto cerebrale e se si interpreta ciò che si dice.
Il sottotitolo del libro è: Satira e dissatira in agrodolce. La satira sappiamo che deve far sorridere ma anche far riflettere. Voi vignettisti non correte il rischio di non essere presi sul serio?
Credo che la risposta risieda nel concetto stesso di comunicazione; non è facile trasferire al lettore ciò che hai in mente e io cerco di farlo attraverso i miei quadretti. Spesso, ridendo e scherzando, Pulcinella dice la verità e la verità può far male a chi la vuole mistificare. Il vignettista crea l’humus affinché il lettore ne tragga le conclusioni. Poi con l’aiuto di internet ho instaurato un rapporto diretto con il lettore che mi guida nel capire se sto vignettando bene o meno.
Domanda di rito: c’è qualche vignettista a cui si è ispirato all’inizio della sua carriera?
Come dice il saggio “Nessuno nasce imparato”: Giannelli è un must per classe e tecnica; Corvi è il mio padrino per i consigli, per la bellezza dei dialoghi che utilizza e per la simpatia dei personaggi; Vauro per l’acutezza delle sue frecciate. Ma c’è sempre da imparare da tutti gli altri vignettisti. Anche se Brulliotoi non essendo schierato politicamente è uno che non fa sconti a nessuno e per questo spara a destra e a manca.
Una persona che ha letto il suo libro mi ha detto che solo un disabile poteva realizzare vignette che sono un pugno nello stomaco.
Sono abbastanza d’accordo. Solo vivendo una situazione se ne possono conoscere tutti gli aspetti. Basta però guardarsi intorno, assumendo i panni del disabile e magari usando la carrozzina per spostarsi, per capire che il pugno nello stomaco è la realtà nella quale vive il disabile. La “dissatira”, peraltro, è una piccola parte della mia produzione, ma forse l’agrodolce che emerge da tanti altri quadretti ne è figlio…!
Come va la sua resilienza (la reazione positiva alla malattia)?
Cerco di applicare il concetto su di me. Non è facile, ma spesso ci riesco.
Per finire farebbe una vignetta per concludere la nostra intervista?

GUARDA tutti i quadretti di Brulliotoi
“È proprio vero che si può ottenere dalla vita solo ciò che vi si investe. Nessuno dovrebbe ritenersi soddisfatto di ciò che fa, se si sente frustrato dalle proprie ambizioni inattese, ma non ho mai creduto nella possibilità di inventarsi tutto da zero. Ci si dovrebbe piuttosto tenere sempre all’erta; per poter valutare in pochi attimi, nel caso in cui si apra una nuova porta, la bontà dell’avventura nella stanza accanto e, se opportuno, saltarci dentro senza esitazioni.”
In questo pensiero si riassume il segreto del successo di Sir Hardy Amies, colui che, nato ai primi del Novecento in una cittadina nei pressi di Londra è riuscito a diventare, grazie alla sua intraprendenza e alla sua eleganza, lo stilista ufficiale della regina Elisabetta II d’Inghilterra.
È lo stesso stilista volle raccontare in un’autobiografia apparsa in Gran Bretagna nel 1984 come fosse riuscito, superando due guerre e non poche difficoltà, soprattutto economiche, nell’impresa di fregiarsi, al culmine della carriera, del Sigillo Reale. Oggi quel libro dal titolo Sir Hardy Amies. L’eleganza al 14 di Savile Row è pubblicato in Italia dalla casa editrice Excelsior 1881.
Una vita avventurosa che lo ha portato a girare intorno al mondo, da principio per imparare e dopo aver raggiunto l’apice del successo per esportare il proprio marchio.
Il libro è un diario di viaggio in quello che secondo molti sarebbe il mondo dorato della moda, ma che nasconde al suo interno una serie interminabile di sacrifici e a volte anche di delusioni. E dove solo la caparbietà mischiata al puro talento possono garantire i tanto desiderati risultati.
Organizzare una mostra itinerante di libri non è cosa di tutti i giorni, considerando sempre l’endemico problema dello scarso numero di lettori in Italia, se poi a questo si aggiunge che a comporre questa mostra sono volumi di autori italiani tradotti in lingue straniere, allora c’è qualcosa di veramente sublime e originale.
Si tratta della prima mostra di questo tipo ed è nata dalla passione di un collezionista sui generis, Davide Grittani, che nel corso della sua vita ha coltivato la passione di collezionare le opere degli scrittori italiani che baciati dal successo venivano tradotti all’estero esportando così quella che potremmo definire il made in Italy della cultura. Sono ben 250 gli autori che vanno a comporre la prestigiosa collezione per un totale di 600 libri tradotti in 32 lingue.
“Written in Italy” questo il titolo della rassegna che dopo essere partita da Foggia, città natale di Grittani grazie alla sponsorizzazione dell’Università dauna e al patrocinio dal Ministeri dei Beni Culturali e degli Esteri, farà il giro del mondo, prima tappa Roma dove verrà ospitata dalla prestigiosa Casa delle letterature dal 22 al 30 gennaio; in questa sede verranno esposte le edizioni di dieci autori del Novecento italiano che hanno contrassegnato la letteratura italiana: Dino Buzzati, Alberto Moravia, Primo Levi, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Cerami, Alessandro Baricco, Sandro Veronesi, Niccolò Ammaniti, Tiziano Terzani, Dacia Maraini.
Come ci dice lo stesso Grittani sul suo sito internet Cittadini di Macondo, “E’ una mostra nella mostra dove si potranno osservare oltre alle traduzioni anche le copertine che gli editori decidevano di stampare per queste opere da quelle improbabili asiatiche a quelle raffinate tedesche a quelle kitch americane.”

Sarah Palin
Le elezioni americane di per sé rappresentano sempre un evento politico e mediatico per eccellenza che non coinvolge soltanto gli elettori americani ma cattura l’attenzione del mondo intero sia per l’interesse politico sia per la curiosità di sapere chi guiderà l’ultima grande potenza mondiale.
Quelle del 2008 possiamo affermare senza ombra di smentita che verranno ricordate negli anni a venire come l’evento per eccellenza dal momento che hanno visto la vittoria di Barack Hussein Obama alla Casa Bianca.
Ma per gli elettori a stellestrisce non c’è stata soltanto l’elezione del primo afroamericano come quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America, infatti l’altro elemento non secondario che ha caratterizzato questa campagna elettorale, tra le più accese degli ultimi anni, è stato la presenza di figure femminili di un certo spessore e carattere a cominciare dalla nuova First Lady, Michelle. Per questo motivo l’editore di Washington, Bluewater Productions, ha deciso di realizzare una serie di pubblicazioni a fumetti che raccontino le biografie delle donne che occuperanno la scena politica futura. In molti sono infatti convinti che dopo un presidente di colore sia giunto il momento di avere un presidente donna.
Il primo volume, che uscirà a gennaio 2009, sarà dedicato a Hillary Clinton che dopo essere stata First Lady lei stessa, ha sfidato Obama nelle primarie cedendo solo alla fine e adesso ricoprirà il prestigioso incarico di segretario di stato.
Il secondo volume, uscirà a febbraio e riguarderà Sarah Palin la discussa governatrice dell’Alaska scelta da John McCain come suo vicepresidente e che potrebbe diventare lei stessa candidata per i repubblicani alla Casa Bianca alle prossime presidenziali.
Per concludere, almeno per il momento, ad aprile verrà pubblicato il volume dedicato a Michelle Obama appunto la nuova First Lady che con la sua figura sta già facendo sognare le donne di tutto il mondo. Ormai è certo che il futuro dell’America è donna.
Il 2008 non ha fatto registrare nessun grande caso editoriale di quelli che fanno discutere e che vendono milioni di copie in tutto il mondo, modello Saviano e la Rowling. Comunque non sono mancati i bestseller che hanno scalato le classifiche e che per un motivo o per l’altro hanno avuto successo. Pensiamo agli esordienti Giordano e Cibrario che si sono anche aggiudicati rispettivamente lo Strega e il Campiello, o al libro postumo della Fallaci che racconta la storia della sua famiglia. Da sottolineare anche il saggio del ministro dell’Economia Tremonti che ha per certi versi anticipato la crisi finanziaria. Ma forse i libri che più hanno catturato l’attenzione dei lettori sono quelli dello scrittore svedese Larsson con la sua Trilogia Millenium e da ultimo la saga di giovani vampiri adorati dai teen ager dell’autrice americana Stephenie Meyer.
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Vorreste che la gente vi dicesse che siete attraenti? Oppure ritenete che fare shopping è una cosa fondamentale? Bè se pensate di sì allora avete contratto l’affluenza.
Non stiamo parlando di una nuova sindrome influenzale proveniente da qualche paese asiatico che ogni anno con l’inizio dell’inverno colpisce milioni di occidentali; tuttavia sempre di un virus si tratta e a questo male ha cercato di dare una risposta lo psicologo inglese Oliver James nel suo ultimo libro Affluenza: il virus che minaccia la classe media pubblicato dalla casa editrice Excelsior 1881.
La classe media, quella che una volta veniva chiamata borghesia, in questi giorni sta attraversando un momento molto difficile a causa della grave crisi economica che sta scuotendo le economie mondiali. E come la crisi è partita da New York, anche l’affluenza ha avuto la sua origine nella Grande Mela dove tutto è possibile.
Questo virus, infatti, prospera dove prevalgono i valori del Capitalismo egoista e selvaggio che punta a privatizzare tutto e che ritiene che ogni cosa può essere risolta grazie al libero mercato. Lo psicologo ha raccolto una serie di storie di uomini e donne che vivono nell’ansia eterna di possedere sempre di più per potersi poi rapportare in modo adeguato ai loro vicini di casa o di scrivania. E attraverso queste storie ci aiuta a capire cosa realmente ci ha trascinati nella più grande recessione economica dai tempi di quella più volte citata - quasi nel tentativo di esorcizzarla - del 1929.
Ora che ci siamo dentro non possiamo far altro che ascoltare i consigli di Oliver James e sperare che la classe politica riesca nell’intento di farci uscire dalla crisi. Tanto per cominciare: “Nella nostra società i più ricchi vengano privati di una buona parte della loro ricchezza e gli stipendi dei grandi dirigenti vengano regolamentati così che non possano superare di cinque volte il livello medio delle retribuzioni nazionali”, ammonisce l’autore. Una volta azzerati i privilegi si può ricominciare l’edificazione della piramide dei valori. Tre i fondamentali: la meritocrazia, l’egualitarismo e l’emancipazione della donna. Tre pilastri che i paesi economicamente progrediti vantano come traguardi raggiunti da tempo, ma che invece sono disattesi in larghi settori della società. Come la crisi in atto sta mostrando giorno dopo giorno.
L’ultima in ordine di tempo è stata Benedetta Cibrario che con il suo romanzo d’esordio “Rossovermiglio” (ed. Feltrinelli) si è aggiudicata l’edizione 2008 del premio Campiello. Un paio di mesi fa era toccato a un altro debuttante Paolo Giordano con “La solitudine dei numeri primi” (ed. Mondadori) a trionfare al premio Strega.
A questo punto possiamo affermare senza ombra di dubbio di trovarci di fronte a una nuova generazione di scrittori italiani che con le loro storie si stanno affermando ottenendo un buon riscontro dai lettori nonostante da parte della critica ci siano ancora dei distinguo.
All’inizio dell’anno, infatti, Angelo Guglielmi, uno dei critici più importanti e severi disse che gli inizi del Duemila non si possono assolutamente paragonare agli inizi del Novecento quando personaggi come Picasso e Svevo si affermavano con le loro opere. Bisognerebbe obiettare al grande critico che è facile parlare a distanza di un secolo facendo finta di dimenticare l’ostilità incontrata proprio dai medesimi autori quando cominciavano ad affacciarsi alla ribalta culturale.
Ritornando agli scrittori del Terzo Millennio possiamo aggiungere a Cibrario e Giordano sicuramente Mariolina Venezia, anche lei esordiente, e vincitrice del Campiello del 2007 con Mille anni che sto qui (ed Einaudi) e la seconda classificata sempre del Campiello dello scorso anno Milena Agus vero caso editoriale grazie al suo Mal di Pietre (ed. Nottetempo) affermatasi prima in Francia e poi in patria. Altro autore che ha fatto parlare la critica già al debutto è stato Alessandro Piperno che nel 2005 pubblicò Con le peggiori intenzioni (ed. Mondadori).
A questi cinque possiamo aggiungere altri cinque nomi di autori già affermati ma che potranno riservare ancora grandi soddisfazioni, si tratta di Melania Mazzucco, Margaret Mazzantini, Niccolò Ammaniti, Melissa P. e Gianrico Carofiglio.
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