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	<description>Il canale libri di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 25 May 2012 14:58:40 +0000</pubDate>
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		<title>“La donna che mi insegnò il respiro” di Ayad Akhtar</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 14:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
di Andrea Casoli
La questione identitaria alla base del fanatismo religioso degli immigrati in Occidente è tema pressante. Le mode editoriali e cinematografiche hanno indotto un senso di saturazione nei lettori e negli spettatori, facendo desiderare opere davvero necessarie, capaci di oltrepassare i luoghi comuni. Il romanzo d’esordio dell’americano di origine pakistana Ayad Akhtar è tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-23581" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/libri-108-large.jpg" alt="&quot;La donna che mi insegnò il respiro&quot; di Ayad Akhtar " width="500" height="300" /></p>
<p>di <strong>Andrea Casoli</strong></p>
<p>La <strong>questione identitaria</strong><strong> alla base del fanatismo religioso degli immigrati in Occidente </strong>è tema pressante. Le mode editoriali e cinematografiche hanno indotto un senso di saturazione nei lettori e negli spettatori, facendo desiderare opere davvero necessarie, capaci di oltrepassare i luoghi comuni. Il romanzo d’esordio dell’americano di origine pakistana <strong>Ayad Akhtar</strong> è tutto questo.<span id="more-23477"></span></p>
<p>Di chiara matrice autobiografica, racconta la storia di un ragazzino che cresce tra il disincanto laico del padre (brillante medico in carriera), il tradizionalismo vuoto della madre e il fascino della spiritualità e della sensualità della zia che gli insegna a studiare il Corano. Al di là della trama avvincente, appare straordinaria l’<strong>indagine della formazione spirituale di un giovane</strong>, fatta di sogni e furori, di ingenuità ed eccessi; e intorno a lui il ventaglio dei mille modi di vivere la religione, tra cui quello profondo e interrogativo della zia, teso alla ricerca dell’autenticità di fronte alla regola. &#8220;Conta la qualità della tua fede. Non il nome che le dai&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/donna-che-mi-insegno-respiro/Ayad-Akhtar/ea978880461498/" target="_blank"><em><strong>La donna che mi insegnò il respiro</strong></em></a> di Ayad Akhtar<br />
Mondadori, 328 pagine, 18 euro<br />
<strong>GIUDIZIO: BUONO</strong></p>
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		<title>Louis Godart. Eterna fragilità dei nostri diritti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 11:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Democrazia e civiltà non sono mai conquistate una volta per tutte. L’autore di un saggio che fa già discutere spiega la sua teoria
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23589" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-23589" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/libri-112-large.jpg" alt="Louis Godart. Eterna fragilità dei nostri diritti" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Louis Godart. Eterna fragilità dei nostri diritti</p></div>
<p>di <strong>Louis Godart</strong></p>
<p>La lotta per la <strong>conquista dei diritti umani</strong> è stata segnata da <strong>vittorie e sconfitte</strong> e il suo cammino non somiglia affatto al corso di un lungo fiume tranquillo. I primi legislatori della Mesopotamia stabilirono alcuni dei diritti che spettavano alle donne o agli individui più umili, come gli schiavi. Quante civiltà successive hanno deliberatamente dimenticato che i deboli andavano protetti? Come non rimpiangere che non ci sia un Ciro il Grande a dirigere la Persia odierna (Iran) per cantare le virtù della tolleranza e decretare la libertà dei culti?<span id="more-23542"></span> La Francia della rivoluzione, patria dei diritti umani, proclama nella <strong>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino</strong> del 26 agosto 1789 che tutti gli uomini nascono liberi e uguali nei loro diritti e dimentica che nelle sue <strong>colonie gli indigeni marciscono incatenati</strong> per volere dei bianchi; Napoleone, figlio della stessa rivoluzione, decide nel 1802 di ripristinare la schiavitù.</p>
<p>La civilissima Europa, promotrice nel 1950 della solenne<strong> Dichiarazione europea dei diritti dell’uomo</strong>, giurò che l’orrore dei campi di concentramento apparteneva al passato e assistette drammaticamente impotente o tragicamente colpevole al ripristino di situazioni simili nell’<strong>ex Iugoslavia</strong>.</p>
<p>Nel suo ultimo libro, <strong>François Mitterrand</strong> alla domanda &#8220;Perché la repubblica non è diventata dal 1789 un regime indiscusso in Francia&#8221; risponde: &#8220;Non è la repubblica, <strong>è l’umanità a essere piena di contraddizioni </strong>e di desideri di potere contrastanti. La civiltà è sempre vicina alla barbarie&#8221;.</p>
<p>Ci sono voluti secoli affinché il diritto sancisse la sacralità e l’inviolabilità del nostro corpo e questo principio fosse formulato nella <strong>Dichiarazione universale dei diritti umani soltanto sessant’anni fa</strong>. Ed ecco che ai nostri giorni un rinomato avvocato americano, <strong>Alan Morton Dershowitz</strong> (lo stesso avvocato che ha &#8220;dimostrato&#8221; che <strong>O. J. Simpson </strong>non aveva ucciso la moglie), professore di diritto a Harvard, propone al mondo una capziosa teoria sulla possibilità di torturare, previa autorizzazione di un giudice e altre procedure che conferirebbero validità giuridica a tale pratica, se questo consentisse di salvare vite umane.</p>
<p>L’antica civiltà classica greca ha creato un capolavoro assoluto che illustra l’imperiosa necessità di <strong>lottare per non retrocedere sulla via della barbarie</strong>. Una piccola stele rinvenuta sulla collina sacra dell’Acropoli rappresenta Atena, la dea dell’intelligenza e della ragione, poggiata sulla sua lancia. Il messaggio rivolto ai cittadini di Atene, della Grecia e del mondo dall’anonimo autore di questa scultura è chiaro: &#8220;Difendete le conquiste della mente e del cuore con la forza, se non volete che le minacce del tempo e le insidie degli uomini le cancellino&#8221;.</p>
<p>Finché gli uomini popoleranno la Terra, dovranno combattere per affermare e migliorare le acquisizioni del passato, è questa consapevolezza che mi ha spinto a scrivere il libro<em> <a href="http://www.bol.it/libri/liberta-fragile.-eterna-lotta/Louis-Godart/ea978880461937/" target="_blank"><strong>La libertà fragile</strong></a> </em>(Mondadori, 136 pagine, 17 euro). La lotta per la conquista dei diritti umani, segnata da successi e sconfitte, non avrà mai fine.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Donna libera e vittima in “Cinquanta sfumature di grigio” di E. L. James</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 09:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[E. L. James]]></category>

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		<category><![CDATA[Nancy Friday]]></category>

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		<category><![CDATA[piacere femminile]]></category>

		<category><![CDATA[violenza-contro-le-donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre le cronache riferiscono di mogli e fidanzate uccise dai compagni (o ex), un libro diventa un caso raccontando il desiderio femminile di sottomissione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/libri-84-large.jpg" alt="Donna libera e vittima in &quot;Cinquanta sfumature di grigio&quot; di E. L. James " width="500" height="300" class="aligncenter size-large wp-image-23577" /></a></p>
<p>di <strong>Stefania Berbenni</strong></p>
<p>Andatelo a dire a Gabriella (51 anni, strangolata col suo foulard dal marito geloso) che le donne adorano essere sottomesse. Oppure raccontate ad Antonella (21 anni, picchiata, strangolata e poi sgozzata dal suo ex) che c’è un libro, <strong><em>Cinquanta sfumature di Grigio</em> </strong>di<strong> E.L. James</strong>, il cui successo fa presupporre un’attitudine tutta femminile al sadomaso, visto che Anastasia, la protagonista, passa in poche pagine dalla verginità al sesso estremo.<span id="more-23461"></span> O argomentate con Matilde (63 anni di cui 40 di matrimonio, uccisa a coltellate dal marito) che è inutile urlare al «femminicidio» perché le prime a non combatterlo sono proprio loro, le vittime: in fondo, la sottomissione è tre o quattro gradini prima dell’uccisione, parla la lingua del possesso.</p>
<p>Sono saltati i secolari rapporti di forza fra i due sessi per l’esuberanza del popolo femminile post 1968? Se <strong>Jorge Luis Borges </strong>fosse ancora vivo, ci spiegherebbe con uno dei suoi racconti onirici, visionari, come sia possibile che due tempi del vivere, nemici fra loro, coincidano: il tempo della violenza alle donne e quello di una apparente voglia femminile a essere sottomesse. Ci svelerebbe che da qualche parte, magari in uno studio polveroso o in una biblioteca d’Oriente, un saggio o un goliardo venerabile sta mischiando le carte sul tavolo per non farci capire: sono <strong>54 le donne ammazzate in Italia dall’inizio dell’anno </strong>e intanto gli editori si litigano il libro che mette a nudo il piacere femminile del soffrire (in Italia l’ha spuntata la Mondadori che lo farà uscire l’8 giugno).</p>
<p>Nel 1954 <strong>Dominique Aury</strong>, fino a quel momento ignota scrittrice francese, mandò in libreria <a href="http://www.bol.it/libri/Histoire-d-O/Pauline-Reage/ea978889524941/" target="_blank"><em><strong>Histoire d’O</strong></em></a>, usando uno pseudonimo, <strong>Pauline Réage</strong>. Priva di vergogna invece E. L. James per <em>Cinquanta sfumature di Grigio</em> ha ammesso di essersi ispirata all’amore vampiresco di Bella ed Edward in <em>Twilight</em>, lungamente impediti alla consumazione dai canini di lui. E così ci ha pensato lei, fan della saga, a compensare, con fruste e torture, prima odiate dall’ex verginella e poi gradite. E qui sta l’appiglio ambiguo: <strong>se alle donne in fondo piace essere trattate male (non solo fra le lenzuola), perché poi stigmatizzano la dignità violata?</strong> Nei Settanta <strong>Nancy Friday</strong> con<strong> <em>Il mio giardino segreto</em></strong> mise in piazza i desiderata femminili e anche allora fu caso editoriale, ma che le donne a letto abbiano più fantasie dei partner è cosa risaputa, anche in analisi. Scomodando per l’appunto Sigmund Freud e dintorni, si potrebbe azzardare che la sottomissione sia un cascame dell’incapacità di risolvere il desiderio del padre. Sottomettendosi, si rinuncia ad avere pari dignità, una propria alterità, e in questo modo la parte trasgressiva viene lasciata al maschio, è lui il &#8220;perverso&#8221;.</p>
<p>Anche a letto, come in ufficio, in famiglia, la vera partita uomo-donna ruota ineluttabilmente intorno a un solo termine:<strong> potere</strong>. E visto che le donne sono sempre meno sottomesse nella vita reale, gli uomini provano a schiacciarle come possono. Fino all’omicidio. È così che la pensa <strong>Natalia Aspesi,</strong> colta lettrice degli accadimenti italiani: &#8220;L’uomo, che si sta rivelando una tale nullità, si è reso conto che la donna è migliore in tutto, nello studio, nel lavoro, nel sopportare il dolore, nel farsi carico di impegni. E che è capace di stare da sola. Credo che il femminicidio dipenda da questo, dal maggior potere che le donne stanno assumendo in varie professioni e ambiti. Nulla c’entrano le fantasie sessuali femminili: la dominatrice è una cosa che piace agli uomini, quasi mai a noi&#8221;.</p>
<p>Forse la colpa attuale delle donne, dunque, è di rivendicare il diritto a essere avvocati, chirurghi, docenti, ministri, manager, artigiani, anche capi o imprenditori, e pure colf (perché no?), continuando a fare la madre acrobata fra casa e ufficio. Donne colpevoli di essere arrivate in posti chiave desiderati dagli uomini, che non conoscono l’antidoto alla Risiko-mania, con i loro carri armati da piazzare e i domini da conquistare. <strong>Donne poco sottomesse</strong>, lontane dall’Anastasia di <a href="http://www.bol.it/libri/Cinquanta-sfumature-di-grigio/E.-L.-James/ea978880462323/" target="_blank"><em>Cinquanta sfumature di Grigio</em></a>.</p>
<p>Fra il Cinque e il Settecento si consumò in Europa la shoah delle donne, fu definita <strong>&#8220;caccia alle streghe&#8221;</strong>. Da anni, il politologo <strong>Giorgio Galli </strong>sostiene che senza quella non si sarebbe potuta affermare la democrazia rappresentativa così come la conosciamo (il parlamento, dove da sempre siedono soprattutto gli uomini), né la medicina, né la cultura, perché le donne ai tempi detenevano il potere della comunità: curavano, consigliavano, spiegavano, decidevano. Troppo potenti. Meglio usare il fuoco purificatore, come ha fatto il compagno di Tiziana, 40 anni, che dopo una lite l’ha strangolata in cucina mentre il bambino dormiva, e ha dato fuoco alla casa per simulare un incendio. «Non volevo» ha poi detto.</p>
<p>È proprio questo che ferisce scorrendo le 54 storie delle donne uccise in questi pochi mesi: <strong>non c’è colpa acclarata,</strong> perché a giustificare le coltellate, gli spari, le botte ci sono sempre l’eccesso d’amore, la gelosia, la passione, la paura di non essere amati a sufficienza. Se la donna rimane un territorio da possedere, come si può sperare di arginare la violenza?</p>
<p>Fra le 54 vittime molte hanno evitato di denunciare il compagno, pur temendo il gesto estremo. Non si sono difese. Hanno sperato il meglio, la natura ha instillato loro la generosità per la conservazione della specie. Altro non sapevano fare.</p>
<p>Nel 2002 <strong>Michel Faber</strong> ambientò nella Londra vittoriana<strong> <a href="http://www.bol.it/libri/Il-petalo-cremisi-e-il-bianco/Michel-Faber/ea978880617416/" target="_blank"><em>Il petalo cremisi e il bianco</em></a>.</strong> Altro best-seller. Sugar è una bellissima prostituta. Una sconcia guida dei bordelli cittadini la indica come la migliore in un non ben identificato atto. Per lei perde la testa William, ricco industriale famigliamunito. La frequenta, la paga. Poi non ce la fa più all’idea di dividerla e la toglie dal bordello. Se la tiene come mantenuta, ma la poveretta spera di più. Nell’amore, forse, o qualcosa nei dintorni. E lì comincia il suo inferno: finché chiedere era verbo a uso solo maschile tutto funzionava. Quando Sugar ha smesso di mettersi nella testa di lui per assecondarne i pensieri erotici, rivendicando uno straccio di relazione, il gioco è finito. Il gioco per lui.</p>
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		<title>Il mio nome è Bond, Eurobond. Con Adelphi ritorna l’Agente 007</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 08:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto.barbolini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[007]]></category>

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		<category><![CDATA[James Bond]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Spectre alla finanza globale: l’agente 007 ridiventa attualissimo. E torna anche in libreria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-23585" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/libri-110-large.jpg" alt="Il mio nome è Bond, Eurobond. Con Adelphi ritorna l'Agente 007" width="500" height="300" /> Non è vero che si vive solo due volte, come suona un suo titolo entrato in proverbio: in quest’epoca di tempeste finanziarie, fra tanti titoli obbligazionari inaffidabili, l’unico bond sicuro a quanto pare rimane lui: <strong>James Bond</strong>. Sull’ennesima <strong>rinascita letteraria </strong>dell’Agente 007 con licenza d’uccidere punta oggi un editore sofisticato come <strong>Adelphi</strong> che, dopo il glorioso recupero di Georges Simenon, ha deciso di scommettere sull’eroe creato nel 1953 da Ian Fleming, pubblicando <strong>a fine giugno</strong> <em><strong>Casinò Royale</strong></em>, primo titolo della serie, a cui seguirà in autunno <em><strong>Vivi e lascia morire</strong></em>.<span id="more-23536"></span> Chi l’avrebbe mai detto: l’Agente 007 con licenza d’uccidere entra nel salotto buono della letteratura. Chissà come gongolerebbe il suo creatore, scomparso nel 1964 appena 56enne: Ian Lancaster Fleming, che a Eton aveva ricevuto lezioni di dandismo da un esteta come<strong> Cyril Connolly</strong>, al bon ton letterario in fondo ci teneva e l’investitura adelphiana solleticherebbe di sicuro il suo lato snobistico.  Intendiamoci: Fleming <strong>non è stato un grande scrittore sul piano dello stile. Ma ha creato un mito </strong>che, potenziato dal cinema, fa ancora sognare. <strong>A novembre</strong> uscirà infatti <strong>il nuovo film <em>Skyfall</em></strong>, 23esimo della serie, protagonista<strong> Daniel Craig</strong> con la regia di <strong>Sam Mendes</strong>, mentre la prosecuzione della saga narrativa, dopo vari passaggi di testimone, è appena stata affidata a un romanziere di successo come <strong>William Boyd</strong>. Ammettiamolo: l’Agente 007 dimostra una vitalità sorprendente, se si pensa che è nato ai tempi della guerra fredda, eppure il suo fascino è sopravvissuto fino a oggi attraverso catastrofi storiche che vanno dalla caduta del Muro di Berlino al crollo delle Twin towers.  Viene allora spontaneo interrogarsi sul segreto di una simile longevità. Certo il fatto che Fleming, collaboratore dell’intelligence durante la guerra, fosse il primo a identificarsi nel suo personaggio (parola del produttore <strong>Albert Broccoli</strong>) può avere favorito le proiezioni mitologiche del pubblico. Ma è una spiegazione insufficiente.  Un altro aspetto, oggi, balza all’occhio: Fleming <strong>è stato un profeta a sua insaputa</strong>. Pensateci bene: quando la guerra fredda volgeva al termine e non aveva più senso prendersela solo con i russi cattivi, lo scrittore, a caccia d’un nuovo nemico per Bond, s’inventò una specialissima <strong>società segreta, la Spectre</strong>. Si trattava di un’organizzazione criminale internazionale rigidamente gerarchizzata, in grado di ricattare col suo potere i governi mondiali, guidata da uno dei più temibili «cattivi» del repertorio fleminghiano: l’inafferrabile Ernst Stavro Blofeld, che tuttavia Bond riuscì infine ad afferrare per il collo e a strangolare.  Bei tempi, quando la Spectre si poteva considerare solo un’invenzione romanzesca. Oggi l’idea di una cupola segreta che, nell’orizzonte di un’economia e d’una finanza globalizzate, può spaventare non solo la fragile Europa dell’euro, ma perfino le vecchie e nuove superpotenze, è assai più d’un sospetto concreto. E l’idea di scolarci assieme al vecchio Bond un buon Martini dry, «agitato, non mescolato» come piace a lui, potrebbe ancora rivelarsi un poderoso, rassicurante antidoto.</p>
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		<title>Da Shakespeare a Leopardi, elogio del traditore</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 08:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippomaria_battaglia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[anticipazioni]]></category>

		<category><![CDATA[giulio giorello]]></category>

		<category><![CDATA[il tradimento]]></category>

		<category><![CDATA[Longanesi]]></category>

		<category><![CDATA[saggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva per Longanesi un saggio controcorrente di Giulio Giorello, dedicato all'elogio letterario e storico-politico di un gesto considerato quasi sempre come insultante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23649" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-23649" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/giorello-large.jpg" alt="Particolare della copertina del libro edito da Longanesi" width="500" height="313" /><p class="wp-caption-text">Particolare della copertina del libro edito da Longanesi</p></div>
<p><a rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/fmbattaglia" target="_blank">@fmbattaglia</a></p>
<p>Nell&#8217;accezione comune è considerato uno dei peggiori gesti che si possono compiere, ma chi l&#8217;ha detto che va letto sempre e solo in una dimensione tetra, sprgevole e insultante? Se si guarda alla storia, alla politica e alla letteratura,<strong> il tradimento</strong> ha anche una nobile e inaspettata tradizione. A spiegarlo è <strong>Giulio Giorello</strong>, in un nuovo saggio (intitolato appunto <a href="http://www.bol.it/libri/tradimento.-politica-amore/Giulio-Giorello/ea978883043164/" target="_blank"><em>Il tradimento</em></a>) da poco pubblicato da <strong>Longanesi</strong>, di cui per gentile concessione dell&#8217;editore anticipiamo un breve estratto.</p>
<p><span id="more-23648"></span></p>
<p><strong>di Giulio Giorello</strong></p>
<p>L’umano tradimento può indicare se non la stella della redenzione almeno il piacere provato dai ribelli, seppure a caro prezzo. Bruto e Cassio non volevano il riscatto della Repubblica dal veleno sparso da Cesare? E non ha tradito i suoi complici il mercenario Jaffier, per salvare una non sua Venezia dalla minaccia dei mercenari pagati per servirla? Adolfo Suarez non ha forse gettato alle ortiche il suo giovanile e posticcio franchismo per cancellare la macchia gettata sulla Spagna dal Generalissimo?</p>
<p>Solo il tradimento di Iago ci sembra opaco nella sua perfezione: come la pietra, è compiuto nella sua atroce purezza. Tenebra nella tenebra. Nella quarta di copertina di <em>Cassio governa a Cipro</em>, Manganelli si è concesso il lusso di ridar la parola anche all’ammutolito traditore, una volta che quell’equivocator per eccellenza abbia raggiunto il luogo senza tempo né spazio ove convivono tutte le finzioni letterarie.</p>
<p>Adesso può concedersi un sobrio <em>train de vie</em>: «La benevolenza di Guglielmo [Shakespeare], la pubblica indulgenza per i complicati fatti di sangue, la costante utilità e la recente voga del sesso, infine la mia umile ma dignitosa applicazione professionale mi hanno assicurato<br />
una decorosa collocazione sociale; talora sono ammesso alle cene intellettuali del principe Amleto [...]. Leggo libri rilegati e vesto di scuro».</p>
<p>Su quest’ultimo dettaglio ci avremmo scommesso. Non sfugga l’accenno alla benevolenza di Guglielmo. Le storie di cui abbiamo trattato – finzione o cronaca vera che fossero – oltre al traditore e al tradito includono un terzo, che incarna il punto di vista di chi narra o valuta: per esempio, l’autore dell’opera, che lascia che traspaia il proprio giudizio, anche se talvolta si astiene dal giudicare in modo esplicito e formale, come è il caso di Shakespeare nel Giulio Cesare.</p>
<p>Appunto, da che parte sta «Guglielmo»? Coi repubblicani o con il dittatore che aspira all’Impero? Difficile dirlo. Ma talvolta la sua peculiare benevolenza affiora nelle parole dei suoi personaggi, magari di qualche altro dramma. Per esempio, nella prima<br />
scena del primo atto dell’Amleto, Orazio paragona l’apparizione del defunto padre del suo amico alla figura del «grande Giulio»; l’intenzione è retorica.</p>
<p>Nella seconda scena del terzo atto, il giudizio sull’aspirante imperatore dei Romani emerge, invece, da uno scambio di battute tra Amleto e Polonio. Quest’ultimo da giovane ha recitato al teatro dell’università – «ero ritenuto un buon attore» – proprio la parte di Cesare e ricorda, immedesimandosi nel passato: «Fui ucciso in Campidoglio, da Bruto». Amleto commenta: «Brutale azione, da parte sua, uccidere un bue d’importanza capitale».</p>
<p>Brutus rimanda a brute («brutale») e l’inglese sfrutta l’assonanza tra Capitol («Campidoglio») e Capital («capitale»); infine, calf (per<br />
«bue») indica tanto l’animale quanto uno sciocco imprudente. Così possiamo congetturare cosa del romano Cesare probabilmente pensasse il machiavelliano Amleto; quanto al cortigiano Polonio, avrebbe dovuto essere anch’egli meno calf: leccapiedi del sovrano usurpatore, sarà trafitto per sbaglio da Amleto nella quarta scena dello stesso atto.</p>
<p>Coglieva nel segno il Nietzsche della <em>Gaia scienza</em>: Shakespeare avrebbe davvero «creduto in Bruto», in una sorta di «avventura dell’anima stessa del poeta». Benevolenza da parte di Shakespeare; ma implacabile contrappasso per un Dante, o teologico<br />
stupore per un Borges&#8230; Ogni narratore è una divinità che crea e ricrea il mondo e i personaggi che lo popolano, storici o immaginari che siano.</p>
<p>Prova così il brivido metafisico rivelato da Agostino nella <em>Città di Dio</em>: il tradimento è parte essenziale di ogni trama, proprio per l’inadeguatezza intrinseca di ogni creatore che pretenda di scacciare con la propria opera il nulla. Ma per «noi laici positivi» – come dice Manganelli – il tradimento rischia di sembrare un cieco gioco del caso: «avventure di eventi che non potevamo prevede re», e non un frammento della partita tra un Dio, a suo modo clemente e compassionevole, e un Diavolo consapevole del suo diritto all’oscurità.<br />
<em>Longanesi &amp; C.  2012 – Milano Gruppo editoriale Mauri Spagnol</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Valentina: “Storie metropolitane” e “Storie di ordinaria follia”, due nuovi titoli nel catalogo Magazzini Salani</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 06:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeriamerlini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Guido Crepax]]></category>

		<category><![CDATA[Magazzini Salani]]></category>

		<category><![CDATA[Storie di ordinaria follia]]></category>

		<category><![CDATA[Storie metropolitane]]></category>

		<category><![CDATA[Valentina]]></category>

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		<description><![CDATA[Due nuovi fumetti "rivisitati" dai curatori di Guido Crepax: una storia al confine tra follia e banalità e l'adorata Milano a far da sfondo alle vicende di Valentina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23430" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-23430" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/valentina-2-metro-e-follia-unite-large.jpg" alt="Le due cover - Credits: Magazzini Salani" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Le due cover - Credits: Magazzini Salani</p></div>
<p><a href="https://twitter.com/#!/violablanca" target="_blank">@violablanca</a></p>
<p>Ne avevamo <a href="http://blog.panorama.it/libri/2010/11/11/il-ritorno-di-valentina-due-nuovi-titoli-per-l%E2%80%99eroina-di-crepax/" target="_blank">già parlato in precedenza</a>: <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_(fumetto)" target="_blank">Valentina</a></strong>, il caschetto più famoso del fumetto non si lascia intimidire dal trascorrere del tempo e sgomitando si destreggia benissimo, forse un po&#8217; più traballante su tacchi vertiginosi, per restare la regina indiscussa.<span id="more-23421"></span></p>
<p>Sono uscite in tutte le librerie altre due edizioni di <strong><a href="http://www.martello.it/comics/secondameta_900/valentina/index.htm" target="_blank">Valentina</a></strong>, sempre curate dagli eredi di <strong><a href="http://www.guidocrepax.it/" target="_blank">Guido Crepax</a></strong>: <em><strong><a href="http://www.bol.it/libri/Valentina.-Storie/Guido-Crepax/ea978886212609/" target="_blank">Storie metropolitane</a></strong></em> e <em><strong><a href="http://www.bol.it/libri/Valentina.-Storie-ordinaria/Guido-Crepax/ea978886212610/" target="_blank">Storie di ordinaria follia</a></strong></em> (<a href="http://www.magazzinisalani.it/search/results/valentina/1" target="_blank">Magazzini Salani</a>).<br />
Il tutto sempre parte della prima edizione critica delle storie di <strong><a href="http://www.slumberland.it/contenuto.php?tipo=fumetto&amp;id=96&amp;nome=Valentina" target="_blank">Valentina</a></strong>, corredata di contenuti speciali a commento di ogni storia: curiosità, background, riferimenti culturali, citazioni da altre forme d&#8217;arte come la letteratura, il cinema, le arti figurative, la musica, gli eventi storici e di attualità rielaborati e rivisitati da <strong>Crepax</strong>.</p>
<p>Artista milanese, le sue storie fanno sì che lo si possa tranquillamente definire autore metropolitano. Il figlio Antonio lo ricorda in un&#8217;intervista del 1990:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8230;da bambino ero contento di tornare dalle vacanze perché tornavo a Milano. (&#8230;) Di me dicono che sono uno che esce poco da Milano, che esce poco di casa e perfino dalla sua stanza. È vero. Non mi piace viaggiare. Meglio, sono un viaggiatore immobile. Amo stare in casa, ma mi piace sentire il rumore della città, i tram che sferragliano, il pulsare delle attività&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>VALENTINA. STORIE METROPOLITANE</strong><br />
Milano è la città dove <strong><a href="http://www.comicsalliance.com/2012/02/29/guido-crepaxs-valentina-porn-comics/" target="_blank">Guido Crepax</a></strong> ha realizzato gran parte della sua opera, sposandone lo stile di vita e trasfigurandola con la sua fantasia visionaria. In queste tre storie la città diventa la vera protagonista delle avventure di Valentina.<br />
<em>Pietro Giacomo Rogeri</em>, del 1972, dove tutto ruota intorno a un violoncello conteso tra le vie del centro. <em>Moscacieca</em>, del 1975, dove altre vie sono teatro di un rapimento che riporta agli anni di piombo. <em>Valentina nel metrò</em>, del 1975-6, dove la Metropolitana Milanese è luogo di surreali avventure e incontri con i principali personaggi dei fumetti realizzati negli anni &#8216;60 e &#8216;70.</p>
<p><strong>VALENTINA. STORIE DI ORDINARIA FOLLIA</strong><br />
Quattro avventure dove la follia è di casa e, in un contesto apparentemente normale, piccole angosce s&#8217;insinuano nella vita dei protagonisti rompendone la monotonia. Allucinazioni e sogni spesso originati da traumi irrisolti, insicurezza e paura di invecchiare che si combinano con la realtà al punto che è impossibile distinguere cosa sia effettivamente vero. Si scivola nella fantascienza (<em>Riflesso</em>, 1974), nel giallo (<em>Subconscious Valentina</em>, 1976), nella commedia (<em>Rembrandt e le streghe</em>, 1977) e nel dramma politico-sociale (<em>Alfabeto muto</em>, 1980). Ci troviamo nelle pieghe della vita, nel tempo dell&#8217;interstizio, dove tutto è possibile ma può anche svanire senza lasciare traccia.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Macché libri per ragazzi, li leggono volentieri gli adulti</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/macche-libri-per-ragazzi-li-leggono-volentieri-gli-adulti/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 14:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippomaria_battaglia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Bruno Tognolini]]></category>

		<category><![CDATA[Cristopher Paolini]]></category>

		<category><![CDATA[Federica-Bosco]]></category>

		<category><![CDATA[jk-rowling]]></category>

		<category><![CDATA[libri per ragazzi]]></category>

		<category><![CDATA[Licia Troisi]]></category>

		<category><![CDATA[One direction]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[Suzanne Collins]]></category>

		<category><![CDATA[Young Adult]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritti per bambini e teenager, vengono divorati dai genitori. Infantilismo di mass a o casi editoriali? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-23378" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/libri-116-large.jpg" alt="Macché libri per ragazzi, li leggono volentieri gli adulti " width="500" height="300" /></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/fmbattaglia" target="_blank">@fmbattaglia</a></p>
<p>Saranno pure lettori giovani, ma per gli editori sono innanzitutto lettori forti. Secondo i dati Aie (Associazione italiana editori), <strong>tra 11 e 14 anni</strong> i lettori sono il <strong>62 per cento</strong>, contro il 45,3 fra i genitori. E in più c’è il fatto che molti dei libri pensati per gli under 14 finiscono nelle mani degli over 30-40. E che <strong>le vendite all’estero volano</strong>: nel 2011 più di otto libri italiani su 10 destinati ai ragazzi sono stati opzionati per essere tradotti.<span id="more-23376"></span></p>
<p>Parlano i numeri: <a href="http://www.bol.it/libri/coraggio-sognare.-Noi-One/na/ea978889696891/" target="_blank"><em><strong>Il coraggio di sognare</strong></em></a>, libro fotografico firmato dagli <strong>One direction</strong>, boy band piazzatasi terza all’edizione inglese del 2010 di <em>X Factor</em>, tre edizioni esaurite in pochi giorni, senza schiodarsi dalla top ten. Ma ciò che colpisce è che a stamparlo sia stato un piccolo e raffinato editore, <strong>L’ippocampo</strong>, perlopiù votato alla saggistica, all’arte e alla letteratura. &#8220;Non è la prima volta che accade&#8221; ricordano in casa editrice. &#8220;Qualche mese fa avevamo pubblicato l’autobiografia di un altro cantante, <strong>Justin Bieber</strong>, pure lui amatissimo dagli adolescenti, bruciando 15 mila copie in pochi giorni&#8221;.</p>
<p>Accanto ai casi monstre delle saghe di <strong>Cristopher Paolini</strong> (<a href="http://www.bol.it/libri/ciclo-dell-eredita/Christopher-Paolini/ea978881705261/" target="_blank"><em><strong>Il ciclo dell’eredità</strong></em></a>, Rizzoli, 23 milioni di copie),<strong> J.K. Rowling</strong> (<em><strong>Harry Potter</strong></em>, Salani, 10 milioni) e <a href="http://www.bol.it/libri/autore/Licia-Troisi/7/S/1/" target="_blank"><strong>Licia Troisi</strong></a> (<em><strong>Mondo emerso</strong></em>, Mondadori, 3,5 milioni) c’è un esercito di migliaia di titoli in salsa nostrana (più di 2.200 nel solo 2011) che tende a moltiplicarsi all’insegna di un’idea che tra gli addetti ai lavori sta diventando un mantra: la trasversalità. I successi più saldi in classifica sono infatti quasi sempre i cosiddetti <strong>&#8220;young adult&#8221;</strong>, che piacciono sia ai giovani che agli adulti.</p>
<p>Un esempio? La trilogia <a href="http://www.bol.it/libri/Innamorata-di-un-angelo/Federica-Bosco/ea978885412444/" target="_blank"><em><strong>Innamorata di un angelo</strong></em></a> di <strong>Federica Bosco</strong> (Newton Compton, prossimo appuntamento il 4 ottobre) con al centro le vicende di Mia, sedicenne volitiva e ribelle, ha già superato 50 mila copie ed è pronta a sbarcare all’estero.</p>
<p>Più o meno la stessa cosa accade agli illustrati, destinati in teoria solo ai più piccini. &#8220;Sin dal mio primo libro&#8221; dice <strong>Carlo Gallucci</strong>, fondatore di una delle più vitali case editrici del settore, &#8220;ho fatto stampare provocatoriamente l’avvertenza &#8216;consigliato dai 3 ai 99 anni&#8217;, per indicare la platea di lettori&#8221;.</p>
<p>Per piacere a tutti è nato <a href="http://www.bol.it/libri/Nidi-note.-cammino-dieci/na/ea978886145381/" target="_blank"><em><strong>Nidi di note</strong></em></a>, una sorta di introduzione in forma di favola alla musica e al suono con illustrazioni di <strong>Alessandro Sanna</strong>, testi di uno dei più bravi narratori per bambini, <strong>Bruno Tognolini</strong>, e un cd firmato da un jazzista sofisticato come <strong>Paolo Fresu</strong> con la violinista <strong>Sonia Peana</strong>.</p>
<p>Il caso editoriale più clamoroso arriva però dagli Stati Uniti: è la trilogia <a href="http://blog.panorama.it/libri/2012/04/27/hunger-games-nei-cinema-il-bestseller-di-suzanne-collins/"><em><strong>Hunger games</strong></em></a> di <strong>Suzanne Collins</strong>. &#8220;In Italia&#8221; spiega Laura Donnini, direttore generale edizioni Mondadori, &#8220;abbiamo già pubblicato i primi due volumi. Il terzo, <em><strong>Il canto della rivolta</strong></em>, uscirà il 15 maggio, due settimane dopo l’arrivo nelle sale italiane del film tratto dal primo episodio; nel primo weekend di programmazione ha incassato in America<strong> 152 milioni di dollari</strong>. Un record. Definire la trilogia uno young adult è riduttivo, perché si impone per la violenza della storia e per i valori che veicola. Forse è per queste ragioni che ha avuto tanto successo superando oltreoceano la quota di<strong> 36 milioni di copie </strong>solo col primo volume&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Riccardo Bertoncelli, “Belìn, sei sicuro?”: ecco l’eredità di Fabrizio De André</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/riccardo-bertoncelli-belin-sei-sicuro-ecco-leredita-di-fabrizio-de-andre/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 14:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.lauro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Belìn sei sicuro?]]></category>

		<category><![CDATA[fabrizio-de-andré]]></category>

		<category><![CDATA[Franco Fabbri]]></category>

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		<category><![CDATA[Oliviero Malaspina]]></category>

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		<category><![CDATA[Riccardo Bertoncelli]]></category>

		<category><![CDATA[Roberto Dané]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce in una nuova edizione ampliata Belìn sei sicuro?, autorevole reference sulla vita e l'opera di Fabrizio De André che si arricchisce dei contributi di Oliviero Malaspina e Piero Milesi, dedicati agli ultimi progetti rimasti nella penna e nei pensieri di un grande del Novecento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23549" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-23549" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/belin-sei-sicuro-large.jpg" alt="Belìn, sei sicuro?, particolare della foto di copertina © Angelo Deligio/Photoservice Electa/Mondadori Vintage collection" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Belìn, sei sicuro?, particolare della foto di copertina © Angelo Deligio/Photoservice Electa/Mondadori Vintage collection</p></div>
<p>Sono passati 13 anni dalla scomparsa di <strong>Fabrizio De André</strong> e quasi 10 dalla prima edizione di <em><a href="http://www.bol.it/libri/Belin-sei-sicuro-Storia/na/ea978880977373/" target="_blank">Belìn, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André</a></em>, antologia di interviste curata da <strong>Riccardo Bertoncelli</strong> che raccontano &#8220;dietro le quinte&#8221; la vita e l&#8217;opera di Faber. Divenuto nel tempo un caposaldo della sua oceanica bibliografia, viene ora riproposto da Giunti in versione ampliata: nuovi e preziosi contributi scandagliano l&#8217;orizzonte creativo dell&#8217;ultimo De André, in una nuvola di suggestioni.<span id="more-23547"></span></p>
<p>Un giorno d&#8217;autunno, in un bar di Voghera, Riccardo Bertoncelli sbircia gli appunti che ha portato con sé <strong>Oliviero Malaspina</strong>, estratti dalla cassetta di sicurezza dove sono conservati. E si emoziona. Sono fotocopie (gli originali li conserva Dori Ghezzi nell&#8217;archivio del Centro studi Fabrizio De André, presso la biblioteca della facoltà di Lettere di Siena) che somigliano a pepite, sono il bocciolo di un progetto in fase di gestazione, i primi vagiti di un&#8217;opera ambiziosa, quella percepita come l&#8217;ultima e definitiva dal vate che aveva individuato nel giovane poeta e cantautore la nuova spalla creativa.</p>
<p>Le interviste di <em>Belìn sei sicuro</em> sono una curiosa opera di decostruzione del grande affresco dipinto da Faber. I contributi dei collaboratori più stretti - da <strong>Giampiero Reverberi</strong> a <strong>Roberto Dané</strong>, <strong>Franz Di Cioccio</strong>, <strong>Mauro Pagani</strong> e <strong>Ivano Fossati</strong> fino alle new entry Piero Milesi e Oliviero Malaspina - aggiungono  ciascuno un tassello di verità e sono deliziosamente pieni di chicche,  ma solo la loro ri-costruzione da parte del lettore permette di  riacciuffare la complessità dell&#8217;universo espressivo di Fabrizio.</p>
<p>Fabrizio De André autore collettivo, compositore a più mani, è il tema portante e la ragion d&#8217;essere di questo libro fin dalla sua genesi. Lo spiega Bertoncelli nella prefazione ricordando l&#8217;affettuoso appellativo con cui Roberto Dané, regista, produttore e collaboratore della prima ora, chiamava Faber: &#8220;metteur ensième&#8221;, storpiatura dal francese &#8220;metteur en scène&#8221;. &#8220;Invenzione della tradizione&#8221;, l&#8217;ha chiamata <strong>Franco Fabbri</strong> nel  colto, ispirato saggio introduttivo. &#8220;Qualcosa che nasce  inequivocabilmente dall&#8217;influenza di opere e linguaggi eterogenei, ma  che si pone in modo così autorevole come necessaria da presentarsi  coerente, compatta, compiuta&#8221;. Anche per questo De André merita di stare fra i grandi del  Novecento, in compagnia di Luigi Nono, Bruno Maderna, Giacomo Puccini, Ennio  Morricone. E <strong>Luciano Berio</strong>, che forse contattò per l&#8217;ultimo progetto.</p>
<p>Il progetto era quello dei <strong><em>Notturni</em></strong>. Ma attenzione, non troverete qui alcuno scoop, solo i ricordi e i pensieri di chi era stato (o avrebbe dovuto essere) coinvolto. Sulla carta restano alcuni versi, più o meno grezzi, concepiti con Oliviero Malaspina, e un <em>concept</em> di quattro movimenti da affidare a quattro musicisti molto diversi tra loro: Mauro Pagani, Piero Milesi e <strong>Mark Harris</strong>, che avevano abbozzato qualcosa o forse niente, più Luciano Berio, ma era ancora solo una suggestione.</p>
<p>Appunti, ipotesi, rare gemme, parole e musiche &#8220;travolte dai flutti del tempo&#8221;. Come faceva agli albori di ogni nuova opera, nell&#8217;ultimo anno della sua vita Fabrizio De André stava preparando il terreno. Gli piaceva spargere semi e poi raccogliere dove e quando voleva, dice Pagani. <strong>Insicurezza e perfezionismo</strong> erano l&#8217;impronta indelebile del suo carattere. &#8220;Belìn sei sicuro?&#8221; avrebbe chiesto nella sua cantilena genovese cento mille volte ai collaboratori. Poi avrebbe deciso in autonomia. Come sempre.</p>
<p>Le ultime pagine di questo libro si affacciano insomma sulla soglia di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato: il &#8220;<strong>requiem di fine secolo</strong>&#8220;, l&#8217;ultima pennellata di uno dei maestri del Novecento, un crepuscolare <em>De Rerum Natura</em> ispirato da Camus, Céline e Cutolo (sì proprio il Don Raffaé che gli aveva mandato delle poesie dal carcere) e chissà quanti altri ancora. L&#8217;apoteosi del sopraffino esercizio di comporre scomporre e ricomporre. Come sempre il poetico sincretismo di Fabrizio De André avrebbe dispiegato il suo afflato, così ampio da incorporare mistiche visioni e il pulviscolo del mondo.</p>
<p>Invece è andata come è andata. Si leggono queste testimonianze con curiosità intellettuale mista a tenerezza e nostalgia, tanto più che nel frattempo abbiamo perso anche <strong>Piero Milesi</strong>, una delle nuove voci di questo libro. Musicista di caratura internazionale, Milesi per lavorare con Faber accettò di spogliarsi della propria autorialità e farsi mallevadore di un capolavoro. È andata come è andata, ma forse il requiem di fine secolo era già tutto negli ultimi versi ufficiali di Fabrizio De André: &#8220;Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti alle leggi del branco. Non dimenticare il loro volto, che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti&#8221;. Spiriti solitari, Anime salve.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Christopher Moore, “Sacré Bleu”. Un viaggio nel tempo alla scoperta della nascita di un colore</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/christopher-moore-sacre-bleu-un-viaggio-nel-tempo-alla-scoperta-della-nascita-di-un-colore/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 14:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeriamerlini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Christopher Moore]]></category>

		<category><![CDATA[Elliot]]></category>

		<category><![CDATA[Il vangelo secondo Biff. Amico d'infanzia di Gesù]]></category>

		<category><![CDATA[Sacré Bleu]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Sacré Bleu, nuovo romanzo di Christopher Moore, si scopriranno i segreti del "sacro blu", nato dai lapislazzuli d’Oriente, e utilizzato nell’arte sacra per decorare il manto della Madonna. Le pagine offrono anche una storia d'amore e un intreccio storico. Il tutto condito dal sarcasmo tipico dell'autore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23326" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-23326" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/christopher-moore-sacre-bleu-large.jpg" alt="Christopher Moore, Sacré Bleu - Credits: Elliot" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Christopher Moore, Sacré Bleu - Credits: Elliot</p></div>
<p><a href="https://twitter.com/#!/violablanca" target="_blank">@violablanca</a></p>
<p><strong><a href="http://www.chrismoore.com/" target="_blank">Christopher Moore</a></strong> è il camaleonte della fantasia. Nulla è sacro per lui. Il popolare scrittore ha già satireggiato su Shakespeare, sui vampiri, sulla morte, su Gesù e persino su Babbo Natale. Ora, nel suo ultimo romanzo, <em><strong><a href="http://www.bol.it/libri/Sacre-bleu/Christopher-Moore/ea978886192259/" target="_blank">Sacré Bleu</a></strong></em> (<a href="http://www.elliotedizioni.com/catalog/title/title_card.php?title_id=224" target="_blank">Elliot, collana Scatti</a>), Moore assume al suo servizio i grandi maestri francesi dell&#8217;arte. Magnifica commedia, Sacré Bleu è in parte mistero, in parte romanzo storico, in parte storia d&#8217;amore. Sarà uno spasso seguire le orme del panettiere-pittore che si unisce all&#8217;agghindato Henri Toulouse-Lautrec nella missione per svelare il presunto suicidio di Vincent van Gogh.<span id="more-23324"></span></p>
<p>Dopo <em><a href="http://www.bol.it/libri/vangelo-secondo-Biff.-Amico/Christopher-Moore/ea978886192050/" target="_blank">Il vangelo secondo Biff. Amico d&#8217;infanzia di Gesù</a></em>, <strong><a href="https://twitter.com/#!/TheAuthorGuy" target="_blank">Christopher Moore</a></strong> ci regala la sua rilettura di un momento fondamentale della storia dell&#8217;arte e della modernità nel suo complesso, frutto di tre anni di ricerche che lo hanno portato in Francia e in Italia, in un capolavoro di umorismo e riflessioni su quanto di più profondo muove gli esseri umani: la passione, sotto qualsiasi forma essa si manifesti.</p>
<p><strong>Il libro.</strong><br />
Il titolo del romanzo si ispira al preziosissimo color azzurro, ricavato dai lapislazzuli d&#8217;Oriente e utilizzato nell&#8217;arte sacra per ornare gli abiti della Madonna. Ambientato a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, fornaio e figlio di fornai, ma deciso ad abbandonare farine e impasti per diventare pittore - il sogno di suo padre, amico e protettore di artisti poveri e affamati di nome Renoir, Monet, Pissarro, Cézanne&#8230; Anche Lucien dipinge - e ha come &#8220;spalla&#8221; d&#8217;eccezione nel romanzo niente meno che un certo Toulouse-Lautrec - e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che lo pianta in asso salvo ricomparire dopo due anni e mezzo di misteriosa assenza dalla sua vita. Al fianco della ragazza, un venditore di colori, dietro la cui misteriosa apparizione si celano enigmi e retroscena sconvolgenti: la sparizione dell&#8217;azzurro da certi capolavori rinascimentali, o il misterioso suicidio - o forse omicidio? - di Vincent Van Gogh&#8230;</p>
<p>Nel romanzo di <strong><a href="http://www.facebook.com/sacrebleu.moore" target="_blank">Christopher Moore</a></strong> si ritrova tutto lo spirito della Parigi fin de siècle e dell&#8217;Impressionismo in una storia di intrighi, passione, arte, ragazze can-can e assenzio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“L’universo è fatto di storie non solo di atomi” di Stefano Ossicini</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/luniverso-e-fatto-di-storie-non-solo-di-atomi-di-stefano-ossicini/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 13:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[saggio]]></category>

		<category><![CDATA[Stefano Ossicini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daniela Mattalia
Nell’anno dei neutrini che non furono (e probabilmente non saranno mai) più veloci della luce, ecco un libro che mette il dito nella piaga, raccontando come la scienza sia stata sempre un terreno alquanto fertile per imbrogli, errori, abbagli collettivi, carte truccate per rivalità, ostinazione, malafede.
La memoria dell’acqua (tesi coccolata da tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Daniela Mattalia</strong></p>
<p>Nell’anno dei neutrini che non furono (e probabilmente non saranno mai) più veloci della luce, ecco un libro che mette il dito nella piaga, raccontando come <strong>la scienza sia stata sempre un terreno alquanto fertile per imbrogli</strong>, errori, abbagli collettivi, carte truccate per rivalità, ostinazione, malafede.<span id="more-23526"></span></p>
<p>La memoria dell’acqua (tesi coccolata da tutti i seguaci dell’omeopatia)? Acqua fresca, appunto. La fusione fredda? Ancora non si è vista, nonostante incauti proclami. I mitici raggi N? Un caso di autosuggestione contagiosa.</p>
<p>Eppure la scienza procede anche così, alternando successi clamorosi a figuracce mondiali, veri progressi a cantonate storiche. Ma per quante deviazioni e strade senza uscita possa prendere, poi torna sempre sui suoi passi, <strong>dubita, e ricomincia</strong>. Non è poco. Anzi, è tantissimo. È tutto. E la prossima volta che leggeremo un titolo su qualche presunta rivoluzione scientifica (è il messaggio del libro), ricordiamoci di aggiungere alla meraviglia anche un pizzico di scetticismo.</p>
<p><strong><em>L’universo è fatto di storie non solo di atomi</em> </strong>di Stefano Ossicini<br />
Neri Pozza, 286 pagine, 18 euro<br />
<strong>GIUDIZIO: BUONO</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>“Viaggioterapia” di Renata Discacciati</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/viaggioterapia-di-renata-discacciati/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/viaggioterapia-di-renata-discacciati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 13:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[Renata Discacciati]]></category>

		<category><![CDATA[saggio]]></category>

		<category><![CDATA[Stroncatura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daria Nicol Cadichassé
Prima di affrontare la sua prossima seduta di Viaggioterapia, che, detto così, sembra un rimedio naturale (imparentato stretto con l’aromaterapia, la gemmoterapia, i fiori di Bach e la meditazione  trascendentale), Renata Discacciati ha cura di mettere in valigia, con gli indumenti e gli accessori di stretta necessità, &#8220;un portatile, tablet o Macbook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Daria Nicol Cadichassé</strong></p>
<p>Prima di affrontare la sua prossima seduta di <strong><em>Viaggioterapia</em>,</strong> che, detto così, sembra un rimedio naturale (imparentato stretto con l’aromaterapia, la gemmoterapia, i fiori di Bach e la meditazione  trascendentale), <strong>Renata Discacciati </strong>ha cura di mettere in valigia, con gli indumenti e gli accessori di stretta necessità, &#8220;un portatile, tablet o Macbook air per essere sempre connessi&#8221;.<br />
<span id="more-23509"></span></p>
<p>Cita i grandi protagonisti letterari di un’esperienza (il viaggio inteso come reale confronto con l’estraneo) oggi scomparsa, rimpiazzata dalla possibilità di raggiungere virtualmente ogni luogo e meta. Ma, partendo, <strong>non pensa di portare con sé neanche un libro&#8230; </strong></p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/Viaggioterapia.-Leggo/Renata-Discacciati/ea978886256609/" target="_blank"><em><strong>Viaggioterapia</strong></em></a> di Renata Discacciati<br />
Salani, 110 pagine, 11 euro<br />
<strong>GIUDIZIO: MEGLIO FARE ESCURSIONISMO </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>“Il ritorno del giovane principe”, il romanzo sequel dell’opera di Antoine de Saint-Exupery</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/il-ritorno-del-giovane-principe-il-romanzo-sequel-dell%e2%80%99opera-di-antoine-de-saint-exupery/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/il-ritorno-del-giovane-principe-il-romanzo-sequel-dell%e2%80%99opera-di-antoine-de-saint-exupery/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 10:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.bressa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Alejandro Guillermo Roemmers]]></category>

		<category><![CDATA[Antoine-de-Saint-Exupéry]]></category>

		<category><![CDATA[Il ritorno del giovane principe]]></category>

		<category><![CDATA[Il-Piccolo-Principe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Piccolo principe, capolavoro di Saint-Exupery rivive in un nuovo libro intitolato Il ritorno del giovane principe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23670" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/il-ritorno-del-giovane-principe-large.jpg" alt="Particolare della copertina de Il ritorno del giovane principe - Credits: Corbaccio" width="500" height="300" class="size-large wp-image-23670" /><p class="wp-caption-text">Particolare della copertina de Il ritorno del giovane principe - Credits: Corbaccio</p></div>
<p>Lo scrittore argentino Alejandro Guillermo Roemmers ha tentato un azzardo che farà forse storcere il naso ai più intransigenti: scrivere un ideale <strong>seguito de Il piccolo principe</strong>. Esce infatti oggi nelle librerie <a href="http://www.bol.it/libri/ritorno-del-giovane-principe/A.-G.-Roemmers/ea978886380351/" target="_blank">Il ritorno del giovane principe</a>, edito da Corbaccio. <span id="more-23666"></span></p>
<p>In questo romanzo il protagonista è ancora il bambino che ha fatto innamorare generazioni di lettori in ogni continente, e che, ormai <strong>diventato ragazzo</strong>, lascia di nuovo il suo asteroide per far visita alla Terra. Non viene tradito l’immaginario ormai fissato nelle menti di tutti: <strong>capelli del colore del grano</strong>, occhi azzurri, viso dolce, mantello blu, pantaloni bianchi e stivali neri. La formula che dà il via al racconto è la stessa dell’originale, con uno strano e inaspettato incontro tra il principe e il narratore, in <strong>un luogo isolato</strong> e dimenticato dal mondo, che stavolta è l’incantevole Patagonia.<br />
Tra i due inizia <strong>un profondo dialogo</strong>, un percorso spirituale che li porterà a toccare temi come il perdono, la gioia di vivere, l’amore per le piccole cose e per il prossimo.</p>
<p><strong>Non è il primo caso</strong> in cui il personaggio sopravvissuto al proprio autore rivive grazie alla penna di qualche altro intraprendente (o furbo?) scrittore. Oltre a un esperimento francese del 2000 sempre con il principe di Saint-Exupery (<a href="http://www.bol.it/libri/ritorno-del-piccolo-principe/Jean-Pierre-Davidts/ea978888093194/" target="_blank">Il ritorno del piccolo principe</a> di Jean-Pierre Davidts), ricordiamo due esempi come il discusso annuncio del <a href="http://blog.panorama.it/libri/2011/01/14/salinger-il-sequel-de-il-giovane-holden-verra-pubblicato-in-europa-ma-e-solo-una-parodia/" target="_blank">seguito de Il giovane Holden</a> di Salinger ad opera dello svedese Frederik Colting, e il caso di <a href="http://blog.panorama.it/libri/2011/03/22/philip-marlowe-oltre-il-personaggio-unicona-che-sopravvive-al-proprio-autore/" target="_blank">Philip Marlowe</a>, la creatura letteraria di Raymond Chandler, che ha avuto altri tre “patrigni”.</p>
<p>Intanto, aspettando di vedere se Roemmers ha centrato l’obiettivo, possiamo affermare che è sempre l’occasione buona per rileggersi <a href="http://www.bol.it/libri/Il-piccolo-principe/Antoine-de-Saint-Exupery/ea978884524741/" target="_blank">Il piccolo principe</a> di Antoine de Saint-Exupery. Nato come libro per ragazzi, in tanti lo riprendono in mano in età adulta trovandovi una piacevole lettura che cattura per la sua profondità, trasmessa con una semplicità disarmante. Dal 1943, l’anno della prima pubblicazione, a oggi, si stima che sia stato stampato in <strong>oltre 130 milioni di copie</strong> in tutto il mondo e tradotto in <strong>più di duecento lingue</strong>. Un long seller che sembra non perdere fascino: è di pochi giorni fa, per esempio, la notizia che un abbozzo inedito – due pagine autografe – de <em>Il piccolo principe</em> è stato venduto dalla casa d&#8217;aste Artcurial di Parigi ad un collezionista privato francese per ben 385.600 euro.</p>
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			<wfw:commentRss>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/il-ritorno-del-giovane-principe-il-romanzo-sequel-dell%e2%80%99opera-di-antoine-de-saint-exupery/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>“Romanzo per signora” di Piersandro Pallavicini</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/romanzo-per-signora-di-piersandro-pallavicini/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/24/romanzo-per-signora-di-piersandro-pallavicini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 06:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[Piersandro Pallavicini]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque amici over 70 (due coppie sposate e un vedovo), sgradevoli ed esilaranti come spesso solo gli anziani riescono a essere: il tempo li ha resi più ricchi, più fragili, più grotteschi. È primavera e sono in gita a Nizza, paradiso vagamente farlocco, fondale perfetto per il loro girovagare svogliato. Si vogliono bene, litigano molto e poco si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cinque amici over 70</strong> (due coppie sposate e un vedovo), sgradevoli ed esilaranti come spesso solo gli anziani riescono a essere: il tempo li ha resi più ricchi, più fragili, più grotteschi. È primavera e sono in gita a Nizza, paradiso vagamente farlocco, fondale perfetto per il loro girovagare svogliato. Si vogliono bene, litigano molto e poco si sopportano.<span id="more-23372"></span></p>
<p>La voce narrante appartiene a Cesare, ex direttore letterario di una casa editrice, malato di sclerosi multipla, alle prese con gli scempi della vecchiaia e gli sgambetti della malattia. Che cosa succede? Difficile dirlo. Uno dei cinque amici sparisce, chissà. Un vecchio amico ricompare, forse. Sfilano <strong>rimpianti, confessioni, strampalati colpi di scena</strong>. Facendo girare la sua giostra di personaggi, Pallavicini racconta, fingendo che nulla abbia molto senso, <strong>la vita, il matrimonio, l’amicizia, gli anni che passano</strong>. E questa<strong> commedia umana di piccole dimensioni</strong> (l’autore è docente di nanochimica: c’entrerà?) finisce per restarci appiccicata, senza che neppure lo desideriamo. Ma è quello che sanno fare gli scrittori, anche imperfetti.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/Romanzo-per-signora/Piersandro-Pallavicini/ea978880701882/" target="_blank"><strong><em>Romanzo per signora</em></strong></a> di Piersandro Pallavicini<br />
Feltrinelli, 265 pagine, 17 euro<br />
<strong>GIUDIZIO: OTTIMO</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“Analfabeatles” di Massimo Carboni</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/23/analfabeatles-di-massimo-carboni/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/23/analfabeatles-di-massimo-carboni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2012 13:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Massimo Carboni]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[saggio]]></category>

		<category><![CDATA[Stroncatura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daria Nicol Cadichassé
Suona come un controsenso, una contraddizione in termini, un mostro della logica e della musica la &#8220;filosofia di una passione elementare&#8221; che Massimo Carboni scrive per spiegare il suo amore per i Beatles. Stride all’orecchio come una stonatura sentir citare i nomi di Kant, Hegel, Guglielmo di Ockham, insieme a quelli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Daria Nicol Cadichassé</strong></p>
<p>Suona come un controsenso, una contraddizione in termini, un mostro della logica e della musica la &#8220;filosofia di una passione elementare&#8221; che <strong>Massimo Carboni</strong> scrive per spiegare il suo amore per i Beatles.<span id="more-23368"></span> <strong>Stride all’orecchio come una stonatura</strong> sentir citare i nomi di<strong> Kant, Hegel, Guglielmo di Ockham</strong>, insieme a quelli di <strong>Lennon e McCartney</strong>, o gli antichi argomenti della scolastica coi ricordi di scuola dell’autore, chino sui libri come un ragazzo &#8220;indifeso e brufoloso&#8221;.</p>
<p>C’era bisogno di studiare tanto per scrivere un saggio così <strong>cervellotico e patetico</strong>? Meglio sarebbe stato attenersi alla saggezza del titolo e restare semplicemente <em>Analfabeatles</em>.</p>
<p><em><a href="http://www.bol.it/libri/Analfabeatles.-Filosofia/Massimo-Carboni/ea978887615647/" target="_blank"><strong>Analfabeatles</strong></a> </em>di Massimo Carboni<br />
Castelvecchi, 125 pagine, 14 euro<br />
<strong>GIUDIZIO: MEGLIO UN PISOLINO</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giovanni Falcone, 5 libri per ricordarlo a 20 anni dalla morte</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/23/giovanni-falcone-5-libri-per-ricordarlo-a-20-anni-dalla-morte/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/23/giovanni-falcone-5-libri-per-ricordarlo-a-20-anni-dalla-morte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2012 11:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea.bressa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[anniversario]]></category>

		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>

		<category><![CDATA[liste]]></category>

		<category><![CDATA[Mafia]]></category>

		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>

		<category><![CDATA[strage di Capaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricorrono i vent’anni dalla strage mafiosa di Capaci, in cui perse la vita Giovanni Falcone. Ecco cinque libri per non dimenticare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23660" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/giovanni-falcone-paolo-borsellino-large.jpg" alt="Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992 - Credits: ANSA" width="500" height="300" class="size-large wp-image-23660" /><p class="wp-caption-text">Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992 - Credits: ANSA</p></div>
<p>Il <strong>23 maggio 1992</strong> cinque quintali di tritolo, piazzati dalla mafia sotto la sede stradale dell’autostrada che porta da Mazara del Vallo a Palermo, all’altezza dell’uscita di Capaci, uccidono <strong>Giovanni Falcone</strong>, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Antonio Mortinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.<br />
<strong> Vent’anni dopo</strong> non si è ancora spenta <a href="http://blog.panorama.it/italia/2012/05/23/quel-che-diceva-davvero-giovanni-falcone/" target="_blank">la memoria</a> legata a quella strage, divenuta uno dei simboli della lotta al peggior cancro italiano. <span id="more-23639"></span></p>
<p><em>“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.”</em> – Giovanni Falcone</p>
<p>Per commemorare, anche solo in piccolo, quella tragedia, ecco<strong> cinque libri</strong> dedicati al giudice palermitano.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/Cose-di-Cosa-nostra/Giovanni-Falcone-Marcelle-Padovani/ea978881705742/" target="_blank">Cose di Cosa nostra</a> – Giovanni Falcone, Marcelle Padovani<br />
La voce di Falcone è raccolta in queste <strong>venti interviste</strong>, riordinate dalla giornalista francese Marcelle Padovani, che restituiscono una lucida spiegazione e interpretazione del fenomeno mafioso.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/Giovanni-Falcone-eroe-solo./Francesca-Barra-Maria-Falcone/ea978881705617/" target="_blank">Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro</a> – Maria Falcone, Francesca Barra<br />
La sorella del magistrato, aiutata dalla giornalista Francesca Barra, fa emergere <strong>un ritratto più familiare</strong> e più umano di Falcone. Allo stesso tempo il libro restituisce una riflessione sull’importanza dell’esempio, fondamentale per alimentare la coscienza civile italiana, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni “senza eroi”.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/Ho-ucciso-Giovanni-Falcone./Saverio-Lodato/ea978880455842/" target="_blank">«Ho ucciso Giovanni Falcone». La confessione di Giovanni Brusca</a> – Saverio Lodato<br />
Il giornalista e saggista Lodato ha incontrato a Rebibbia, in una cella blindata, <strong>Giovanni Brusca</strong>, l’uomo che premette il pulsante del telecomando che fece esplodere la carica fatale. Il mafioso corleonese racconta la sua vita, dalla giovinezza al primo omicidio, dall’iniziazione negli Stati Uniti agli anni di latitanza, fino ai giorni che precorsero la strage di Capaci.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/57-giorni-che-hanno-sconvolto/John-Follain/ea978885414230/" target="_blank">I 57 giorni che hanno sconvolto L’Italia</a> – John Follain<br />
I giorni in questione sono quelli intercorsi tra la morte di Falcone, il 23 maggio 1992, e l’assassinio del suo collega e amico, il giudice Paolo Borsellino, il 12 luglio. In quel periodo il giornalista inglese Follain lavorava come corrispondente in Italia; la <strong>ricostruzione degli attentati</strong>, le inchieste, le indagini e le dinamiche di azione della mafia siciliana sono descritte dettagliatamente in questo libro, che non manca di esclusive<strong> interviste e testimonianze</strong> di pentiti, familiari, amici e investigatori.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/eredita.-Giovanni-Falcone/Alex-Corlazzoli/ea978886516061/" target="_blank">L&#8217;eredità. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino 1992-2012: le loro idee camminano sulle nostre gambe</a> – Alex Corlazzoli<br />
Tutti conoscono la celebre foto in bianco e nero di Tony Gentile che ritrae i due giudici siciliani mentre scambiano due parole amichevolmente. Quell’immagine è ora presente in tante questure, scuole e uffici pubblici. È oggi l’icona <strong>simbolo della lotta che continua</strong>, portata avanti non solo attraverso la memoria, ma anche grazie a personalità come Antonio Ingroia, Franca Imbergamo e Vittorio Teresi, magistrati a Palermo, o come Rita Borsellino e Gregorio Porcaro, l’ex vice parroco di don Pino Puglisi, entrambi impegnati nel mantenere viva la coscienza civile italiana. Ma anche tanti altri che girano in lungo e in largo la penisola impegnati a <strong>testimoniare e informare</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I figli perduti di Tara Zahra: quei bambini dispersi nel secondo dopoguerra europeo</title>
		<link>http://blog.panorama.it/libri/2012/05/23/i-figli-perduti-di-tara-zahra-quei-bambini-dispersi-nel-secondo-dopoguerra-europeo/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 10:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippomaria_battaglia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[dopoguerra]]></category>

		<category><![CDATA[feltrinelli]]></category>

		<category><![CDATA[saggi]]></category>

		<category><![CDATA[seconda-guerra-mondiale]]></category>

		<category><![CDATA[Tara Zahra]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce per Feltrinelli un saggio dettagliato che tenta la ricostruzione delle famiglie europee del secondo dopoguerra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23642" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-23642" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2012/05/feltrinelli-large.jpg" alt="Particolare della copertina del libro Feltrinelli" width="500" height="313" /><p class="wp-caption-text">Particolare della copertina del libro Feltrinelli</p></div>
<p><a rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/fmbattaglia" target="_blank">@fmbattaglia</a></p>
<p>Partiamo dai numeri. Secondo le stime dell’Unesco, nel 1946 i bambini rimasti senza casa erano 8 milioni in Germania, 6 milioni e mezzo nell’Unione Sovietica, un milione e trecentomila in Francia. <span id="more-23641"></span></p>
<p>Una realtà allarmante, che ingenerava timori apocalittici di un crollo improvviso della civiltà europea, tanto da spingere alcuni intellettuali e scrittori a parlare di “figli particolari e selvaggi dell’Europa e della Cina ai quali è stato dato il nome di ‘bambini lupo’”. Non hanno conosciuto alcuna autorità parentale - denunciavano - e si aggirano in branchi come gli animali e non hanno nessun morale.</p>
<p>La realtà era ovviamente meno catastrofica, ma restava molto preoccupante. Contrariamente a quanto si potesse immaginare, non riguardava solo i bimbi ebrei: quelli troppo piccoli per lavorare erano stati infatti sterminati dalla furia nazista. E tutti i paesi continentali ne erano coinvolti.</p>
<p>Senza contare che l’identificazione di figli e il ricongiungimento con le loro famiglie era davvero difficoltoso, in un’epoca anteriore all’esame del DNA.</p>
<p>A raccontare l’odissea di migliaia di famiglie europee nell’immediato secondo dopoguerra è ora <strong>Tara Zahra</strong>, in un documentato saggio da poco pubblicato da Feltrinelli e intitolato<em> <a href="http://www.bol.it/libri/figli-perduti.-ricostruzione/Tara-Zahra/ea978880711119/" target="_blank">I figli perduti</a></em>.</p>
<p>Il libro si apre con la ricostruzione della vicenda di <strong>Ruth-Karin Davidowicz</strong>, una tredicenne ebrea orfana di padre e desiderosa di riiniziare una nuova vita Oltreoceano ma che deve contrastare l’egoismo di una madre povera e malata che non vuole essere abbandonata.</p>
<p>Il merito di Tara Zahra risiede tutto qui: nell’alternare ricostruzione storica, dati statistici e vicende umane, in un saggio che si dimostra di profonda prospettiva e solido impianto teorico.</p>
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		<title>“Esercizi superficiali” di Raffaele La Capria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 06:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

		<category><![CDATA[Panorama in edicola]]></category>

		<category><![CDATA[Raffaele La Capria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valentina Valensise
Breviario di un uomo sensibile: Raffaele La Capria, il più aereo e solare dei nostri scrittori, ritorna sulle virtù del senso comune per criticare la mala información, lo smarrimento del contemporaneo tempestato dall’approssimazione dei media. Riscopre lo stupore davanti all’infelicità collettiva che si traduce in infelicità privata.
Ricorda con appassionata indulgenza i caratteri costitutivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Valentina Valensise</strong></p>
<p>Breviario di un uomo sensibile: Raffaele La Capria, il più aereo e solare dei nostri scrittori, ritorna sulle virtù del senso comune per criticare la mala información, lo <strong>smarrimento del contemporaneo tempestato dall’approssimazione</strong> dei media. Riscopre lo stupore davanti all’infelicità collettiva che si traduce in infelicità privata.<span id="more-23365"></span></p>
<p>Ricorda con appassionata indulgenza i caratteri costitutivi all’origine dell’<strong>autodenigrazione nazionale</strong> (leggete le pagine su Pulcinella, Arlecchino e Pinocchio, e capirete cosa vuole dire essere italiani). Non trascura nemmeno i miti della sua gioventù, come Napoli per il culto della bella giornata, celebrato nel romanzo <em>Ferito a morte</em>, quando grazie al film di John Turturro scopre un’altra città e si commuove di fronte a un’altra voce sconosciuta,<strong> la voce popolare</strong>, viscerale, fatta di orgoglio, disperazione, violenza. Alla fine s’interroga sulle sue<strong> colpe e i suoi limiti</strong>. Col disincanto di uno scrittore apparentemente frivolo e mondano, allergico all’impegno, ai discorsi apodittici, ma attento a cogliere la <strong>profondità dello sguardo superficiale</strong>, La Capria ci regala una bella <strong>lezione di estetica e di morale</strong>, che solo l’antico campione di tuffi e il nuotatore di fondo che egli è stato, e non ha mai dimenticato quale misteriosa armonia permetta al corpo di trasformarsi in motore e alle parole di diventare stile, poteva offrirci.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/Esercizi-superficiali./Raffaele-La-Capria/ea978880461467/" target="_blank"><strong><em>Esercizi superficiali</em></strong></a> di Raffaele La Capria<br />
Mondadori, 162 pagine, 10 euro<br />
<strong>GIUDIZIO: OTTIMO</strong></p>
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