
Particolare della copertina del libro edito da Salani
Tre leggi (una del 1983, una del 1998 e una del 2001) e un intricato reticolo di regolamenti e procedure che ne ostacolano in ogni modo la realizzazione. Continua
- Martedì 20 Dicembre 2011
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Adozione

Particolare della copertina del libro edito da Salani
Tre leggi (una del 1983, una del 1998 e una del 2001) e un intricato reticolo di regolamenti e procedure che ne ostacolano in ogni modo la realizzazione. Continua
Bimbo tra i genitori
Al Nord più bambini dati in custodia ai padri rispetto a prima, al Sud quasi sempre e solo alle madri
È un omaggio all’adozione, non solo come alternativa ad un bambino che non arriva ma come un altro modo, bellissimo, di vivere la maternità. La cicogna che sconfisse l’aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito edizioni è un racconto in prima persona di chi insieme alla propria moglie ha vissuto l’esperienza dell’adozione. Un padre, non una madre, perché l’adozione in fondo prevede una gravidanza uguale per entrambi i genitori. Niente pance su cui mettere le mani ma l’euforia e la paura ugualmente condivisa di un nuovo futuro a tre. La forza del libro è quella di giocare con i valori globali, la storia, la politica, gli eventi senza confini come per esempio l’aviaria che aveva colpito l’India proprio mentre l’autore e sua moglie stavano adottando la loro bambina. La maggior parte delle adozioni, infatti, sono internazionali. E questa globalizzazione alla fine diventa una splendida metafora per raccontare in modo sincero quella magica alchimia che è l’inclusione di un piccolo individuo con una storia completamente diversa nel nuovo microcosmo rappresentato dai suoi genitori adottivi. Moretti, giornalista di mestiere e nella penna, accompagna per mano il lettore in un viaggio che alterna la paura dell’altro all’intensità dell’amore, in mezzo ad una burocrazia che farebbe passare la voglia anche ai più volenterosi. Tematiche pesanti come quella dell’infertilità o dell’integrazione culturale diventano umane, dunque sopportabili, grazie all’uso di un’ironia capace di rompere tutti i tabù che ci rendono prigionieri. Del resto la chiave alla sua storia Moretti l’ha trovata lui stesso leggendo Gibran “I vostri figli non sono vostri, sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa”.

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