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Andrea Camilleri raddoppia: con Caccia al tesoro c’è un nuovo Montalbano in libreria

Credits: Premio Chiara @ flickr

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In attesa del romanzo scritto a quattro mani con Carlo Lucarelli, esce in libreria il sedicesimo capitolo della saga di Salvo Montalbano.
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Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri scrivono un romanzo a quattro mani

Credits: luccacomicsandgames@flickr - Forum PA@flickr

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Per la prima volta il commissario Montalbano e l’ispettrice Negro lavorano spalla a spalla sullo stesso omicidio nel romanzo Acqua in bocca.
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Andrea Camilleri: esce il nuovo romanzo, Il nipote del Negus

Credits: PIERGIORGIO PIRRONE / TEAM / Lapresse

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L’ultima opera di Camilleri si intitola Il nipote del Negus, un romanzo storico in forma di farsa ambientato nella Sicilia degli anni ‘30.
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Lo stivale di Garibaldi: il nuovo libro di Andrea Camilleri arriva in edicola e non in libreria

Andrea Camilleri - Credits: Ansa/Guido Montani

Andrea Camilleri - Credits: Ansa/Guido Montani

Né con Sellerio, né con Mondadori, e neppure in libreria. Andrea Camilleri ha deciso di festeggiare in modo inedito il ritorno di Stilos, il magazine dedicato ai libri e alla letteratura fondato e diretto da Gianni Bonina. Il suo prossimo libro, Lo stivale di Garibaldi, sarà infatti allegato in omaggio con il primo numero della rivista, che uscirà a fine mese nelle principali edicole di tutti i capoluoghi di provincia. Continua

Leonardo Sciascia nelle pagine di Camilleri e Collura

Leonardo Sciascia - Foto: Ansa

Leonardo Sciascia - Foto: Ansa

Paul – Louis Courier, “vignaiuolo della Turenna e membro della legion d’onore” era uno scrittore che “sapeva dare colpi di penna che erano colpi di spada”. La frase è di Leonardo Sciascia, si trova nelle Parrocchie di Regalpetra e porta la data 1956. Più che una descrizione, quella del grande narratore siciliano sembra un’auto-definizione. Continua

I libri del 2009: da Camilleri a Brunonia Barry

Andrea Camilleri
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Diari inediti, testimonianze e approfondimenti sulla Shoah in vista del Giorno della Memoria (il 28 gennaio) e nuove indagini sul Futurismo, in occasione del centenario del manifesto di fondazione del movimento: sono tra le prime novità editoriali del 2009. I titoli in arrivo in libreria all’inizio del nuovo anno confermano anche il crescente interesse per il graphic novel con la versione a fumetti di un classico come Il maestro e margherita di Michail Bulgakov, proposto da Guanda.
Fra gli esordi bestseller da segnalare la pubblicazione in Italia de La lettrice bugiarda di Brunonia Barry. Fra i nomi di punta, Camilleri con un nuovo romanzo senza Montalbano, Patricia Cornwell con i suoi Incubi (Mondadori) e il Jeffery Deaver di Nero a Manhattan (Rizzoli).
Ma ecco alcune delle proposte più interessanti.
Per il Giorno della Memoria: Storia della Shoah in Italia (Einaudi), a cura di Marcello Pezzetti con le testimonianze di sopravvissuti su cosa è successo nel nostro Paese, Il liutaio di Cracovia (Rizzoli), romanzo sull’orrore e la speranza della catalana Maria Angels Anglada che in Spagna è stato un bestseller da 100 mila copie, Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento (Laterza) di Anna Foa e l’inedito Diario di Helene Berr (Frassinelli) con la prefazione di Patrick Modiano, considerata l’Anna Frank francese.
Il centenario della nascita del Futurismo viene ripercorso da Giordano Bruno Guerri con la biografia Filippo Tommaso Marinetti (Mondadori). Emilio Gentile indaga invece per Laterza l’ambizione politica dei futuristi in La nostra sfida alle stelle mentre all’altra metà dell’avanguardia è dedicato Futuriste (Castelvecchi), a cura di Giancarlo Carpi, sull’opera di quelle artiste che fecero del futurismo il movimento con la più alta partecipazione femminile. I vent’anni della caduta del Muro di Berlino vengono ricordati nel viaggio d’autore di Eraldo Affinati Berlin (Rizzoli).
Fra i tanti titoli di narrativa spicca per quella italiana il nuovo Andrea Camilleri di Un sabato, con gli amici (Mondadori) sui piccoli e grandi traumi dell’infanzia e Erri De Luca con Il giorno prima della felicità (Feltrinelli). Da segnalare la riproposizione de Il professore di desiderio (Einaudi) di Philip Roth, de Il kamikaze della pace di Tiziano Terzani, in dvd più opuscolo (Longanesi), con il contributo di Jovanotti, e la riscoperta di Mezzanotte (Longanesi) di Julien Green. Oltre all’attesa uscita de La lettrice bugiarda (Garzanti), andato a ruba nelle librerie americane e su Amazon, che arriverà in Italia con l’autrice Brunonia Barry, da segnalare gli esordi dell’eritreo Sulaiman Addonia con La conseguenza dell’amore (Sperling&Kupfer) e del ventisettenne Ross Raisin con Nella terra di Dio (Bompiani). Debutta anche Rizzoli-Lizard, nuovo marchio della ‘letteratura disegnata’ con vecchi cult come Corto Maltese, inediti o libri introvabili come Taglia e cuci di Marjane Satrapi, l’autrice di Persepolis. Tanti i nuovi romanzi degli autori di punta della generazione di quarantenni e oltre e di autori più giovani fra i quali: Giuseppe Culicchia con Brucia la città (Mondadori) sulle trasformazioni di Torino, Paola Calvetti con Noi due come un romanzo (Mondadori) sul nuovo amore di una cinquantenne, il nuovo giallo di Floriano Macchiavelli Delitti di gente qualunque (Mondadori), Paola Capriolo con Il pianista muto (Bompiani), Chiara Gamberale con Una passione sinistra (Bompiani), Flavio Soriga con L’amore a Londra e in altri luoghi (Bompiani) e Wu Ming con New Italian Epic 2 (Einaudi).
Sempre forte l’interesse per gialli e thriller che vedono in primo piano Philip K.Dick con Un oscuro scrutare (Fanucci), Alexander McCall Smith con una nuova avventura della sua Miss Marple africana in Il buon marito (Guanda) e il giallista nordico Arnaldur Indridason con Un corpo nel lago (Guanda).
Fra gli stranieri grande attesa per il ritorno di Antonia Arslan con La strada di Smirne, seguito de La masseria delle allodole, e di Martin Amis con Il secondo aereo (Einaudi) sull’11 settembre.

Storia e memoria del personal computer

È il 4 giugno del 1946 quando il Corriere della Sera pubblica una notizia, che suscita curiosità e forse anche un brivido di vertigini.”Una calcolatrice mostro mille volte più rapida delle altre” è il titolo. Annuncia la nascita della ENIAC, una “macchina che occupa un intero locale, munita di 18.000 valvole elettroniche, il cui calore viene dissipato da un apposito impianto di ventilazione”.
Sembra fantascienza, oggi è archeologia. L’episodio è solo uno di quelli raccontati da Marcello Zane in Storia e memoria del personal computer, pubblicato da Jaca Book.
Ma scrittori e giornalisti nostrani, come si sono approcciati negli ultimi anni al pc?
Bruno Vespa ha più volte ricordato di essere stato il primo direttore del Tg1 ad introdurre il personal computer a viale Mazzini. Al contrario del senatore a vita Giulio Andreotti, che ancora oggi è solito rispondere a studiosi e giornalisti usando rigorosamente penna e calamaio.
Fautore del pc e dei suoi riti è invece Luciano De Crescenzo, che confessa: “Le mie prime cose scritte col computer risalgono al 1950. Avevo un elaboratore di almeno dieci metri quadrati. Era un 1401 della IBM, che non sapeva fare le moltiplicazioni e le divisioni, ma solo le sottrazioni e le addizioni. Col tempo, il pc, non l’ho mai abbandonato, anche se adesso mi aggiorno un po’ meno”.
Salvo Montalbano e la sua Vigata devono invece molto a mouse e tastiera: “Utilizzo due computer” confessa Andrea Camilleri “che per me sono solo delle macchine per scrivere ipertecnicistiche”. Il motivo è presto detto: “Mi consentono di accelerare i tempi e soprattutto mi hanno liberato dalla fissazione di riscrivere intere pagine per singoli errori. Ma ho dovuto domarle come un cavallo imbizzarrito: questa rapidità di scrittura mi prendeva la mano e producevo storie in continuazione”.
Anche il più diffidente e tradizionalista tra i lettori del commissario è accontentato. A dispetto di atavici pregiudizi, non è affatto detto che libri e pc non possano dialogare, come peraltro il saggio di Marcello Zane testimonia.

Daily Telegraph: Camilleri tra gli autori da leggere prima di morire

[i](Panorama / Grazia Neri)[/i]

Andrea Camilleri e il suo commissario Salvo Montalbano sono tra i 50 autori di gialli che “bisogna leggere prima di morire”, una lista stilata dal Daily Telegraph britannico, che vede lo scrittore siciliano accanto a mostri sacri del genere come Arthur Conan Doyle, padre di Sherlock Holmes, Edgar Allan Poe, l’inventore del genere, e Agatha Christie, con i suoi Hercule Poirot e Miss Marple.
Secondo i critici letterari del Telegraph “la scrittura di Camilleri si adatta al suo eroe, il commissario Montalbano (che nelle traduzioni in inglese diventa ‘inspector’, ispettore), un siciliano con un grande senso dell’umorismo. Il vero soggetto dei libri di Camilleri è lo stato della Sicilia, ma i suoi personaggi sono vividi, e i loro dilemmi eterni”. Il romanzo che, secondo il Telegraph, è essenziale leggere è La pazienza del ragno, uscito in Gran Bretagna nel 2007.

La popolarità di Camilleri oltremanica e’ letteralmente esplosa negli ultimi due anni: non è inusuale vedere vetrine di librerie con molti dei suoi libri in bella mostra, accanto a quelli dei sempre più popolari autori noir italiani, da Lucarelli a Carofiglio. In un paese che legge pochissimo libri tradotti, la sua presenza in un elenco del genere è un fatto a diro poco straordinario (il 90% degli autori inclusi sono infatti di lingua inglese).
La lista del Telegraph non è una classifica, ma un insieme di ‘pari’ che meritano di essere letti. Si va da Charles Dickens (”era ossessionato dal crimine. L’ispettore Buckett di Bleak House è uno dei primi detective apparsi nei romanzi”) a Patricia Highsmith; da Georges Simenon a Dashiell Hammett( di cui si raccomanda Il falcone maltese), da Friedrich Durrenmatt (per il suo La promessa) a Raymond Chandler, a Ed McBain, l’inventore del romanzo giallo che segue passo passo la procedura della polizia.
Presentando la lista, gli autori dicono che il compito è stato assai arduo, che ovviamente l’elenco è soggettivo e che “la popolarità non è stata presa in considerazione per includere un nome, salvo incidentalmente”.
Più che altro, scrivono, si è cercato di includere “scrittori di gialli che sanno davvero scrivere. Qualsiasi lettore serio trarrà grande beneficio dalla lettura di questi autori”.

I cretini al potere e le altre chicche del nuovo anno

Anche nel primo semestre del 2008, Mondadori presenterà l’immancabile Andrea Camilleri: a febbraio lo scrittore di Porto Empedocle tornerà in libreria con Il tallieur grigio, che avrà come protagonista una conturbante (e adultera?) femme fatale alle prese con un diligente e vecchissimo marito. La saggistica di Segrate punterà poi su Rovesciare il ‘68 di Marcello Veneziani, un pamphlet che si annuncia esplosivo, e che si presenta come un “viaggio nella piccola preistoria degli attuali pregiudizi”. Insieme con i due autori, ci saranno moltissimi classici e anche qualche novità, come la storia di Bianca Maria, giovane e incompresa prostituta del ‘600, raccontata dalla penna di Vincenzo Cerami.
Punta molto sul giallo la casa editrice Longanesi: ad aprile ritorna James Patterson con L’ultimo avvertimento, il nuovo caso dell’ispettore Alex Cross che in Italia con i suoi precedenti delitti (risolti) ha venduto più di mezzo milione di copie.
Tra i medi e piccoli editori, Castelvecchi si fa avanti con Cretini al potere, un saggio di Diego Armario che spiega come la stupidità non sia affatto in conflitto con ruoli di responsabilità.
Chi volesse invece trovare conferma della forza editoriale del Nobel, basta che sfogli i cataloghi del gruppo Rcs. Al Gore, premiato quest’autunno con quello della pace, a inizio anno pubblicherà storie che hanno sempre al centro il tema ambientalista firmate Bompiani e Rizzoli. Sempre Rizzoli restituirà a febbraio Matt Groening al pubblico italiano. Dopo il successo del film, il creatore dei Simpson ritornerà in libreria con i suoi personaggi preferiti in tre libri il cui titolo è ancora top secret.
Dalla Sicilia arrivano i gialli: nei primi mesi dell’anno nuovo, Sellerio porterà in Italia l’ultimo libro di Alicia Gimenez Bartlett, Giorni d’amore e di inganni e, sempre per gli amanti del genere, pescherà dalla damnatio memoriae un ormai dimenticato Giorgio Scerbanenco, La lupa in convento.
Facciamo un passo indietro e dai noir ritorniamo alla saggistica: in attesa del secondo volume dell’Antimeridiano di Luciano Bianciardi, a marzo la casa editrice Isbn presenterà al lettore italiano un’antologia di racconti di dieci scrittori delle nuove metropoli asiatiche, insieme ad una storia delle intercettazioni a firma dello studioso Peter Szendy, che ne analizza le (poche) virtù e i (molti) vizi in un’estetica di poco meno di duecento pagine. Che dire: per il bene di tutti (e con buona pace della benemerita casa editrice) resta solo da augurarsi che di qui a febbraio il tema non sia ancora così rovente.

Se il correttore di bozze di Sellerio odia il noir

http://www.flickr.com/photos/souschef/101664669/
L’editore di Montalbano si schiera contro il noir. Dopo la pausa estiva, la casa editrice Sellerio riparte a settembre con un libro destinato a fare discutere, Il correttore di bozze di Francesco Recami. Il protagonista del romanzo è un redattore di mezza età, “solitario, un innocuo forzato della lettura, imprigionato nelle forme dei testi, obbligato a trovare gli errori come un segugio e a leggere quello che detesta”. L’esistenza dell’articolista si dipana placida fino a quando non si imbatte in un racconto in cui una signora benestante è adescata da un gigolo, cui alla fine decide di concedersi. Da quel momento inizia un incubo crudo e violento, che non coinvolgerà solo i personaggi libreschi, ma anche lo stesso redattore editoriale, incapace di definire i contorni, sempre più sfocati, tra finzione e realtà.
“Il correttore di bozze è un libro su cui noi puntiamo moltissimo - dice Antonio Sellerio - È un attacco netto e senza compromessi al giallo, ma anche una storia incalzante e surreale”. Negli ultimi anni l’editore isolano ha legato il suo nome al noir e al poliziesco, pubblicando molte delle opere di scrittori come Camilleri, Carofiglio, Piazzese e Bartlett. Inevitabile, quindi, che il libro di Recami sia destinato ad animare dibattiti e polemiche.

Booklist: dal Gattopardo a Sciascia fino ai segreti di Montalbano

Il Cavaliere, la morte e il diavolo è il titolo di un’incisione di Albrecht Dürer. Leonardo Sciascia ne trae ispirazione per un romanzo. E lo chiama Il cavaliere e la morte (Adelphi). Senza il diavolo. Che tolto dal titolo finisce dentro la storia, come lo spettro di un male che attanaglia la Sicilia e l’Italia tutta. Dentro la vicenda - un commissario di polizia che indaga sull’omicidio di un avvocato - lo scrittore siciliano racconta anche paure private che altrove aveva nascosto. Si legge del commissario e si vede in controluce l’autore: drogato di caffé forte, di passioni civili, di sigarette, di amore per le donne. E dolorosamente messo all’angolo da una brutta malattia.
“Quando non ho ispirazione, prendo in mano un libro a caso di Sciascia. E mi torna la voglia: si rimette a girare il cervallo”, ha dichiarato Andrea Camilleri in un’intervista. I frutti del metodo si vedono: La vampa d’agosto (Sellerio) è solo un esempio. Mentre in Vi racconto Montalbano. Interviste (Datanews), lo scrittore snociola altri segreti della sua scrittura, e anche della sua terra.
Un tuffo nel passato con un altro siciliano: Elio Vittorini, che in Uomini e no (Mondadori) sposta l’attenzione a Milano, con la vicenda di un partigiano che vive la Resistenza nel 1944.

Poi ancora Sicilia e un po’ più indietro nel tempo con Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il suo capolavoro, Il Gattopardo (Ediz. speciale, Feltrinelli) parte con Don Fabrizio, principe di Salina, che all’arrivo dei Garibaldini sente inevitabile il declino e la rovina della sua classe. Un libro - e un personaggio - che parla del passato raccontando una Sicilia che c’è ancora, fatta di un misto di rassegnazione e cinica realtà.

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Booklist: da Camilleri al mondo arabo

La mattina si beve due birre e poi si mette a scrivere. L’ha ammesso lui stesso, Andrea Camilleri. E l’alcol dà i suoi frutti, visto che il siculo non sbaglia un colpo. L’ultimo è Le pecore e il pastore (Sellerio), storia di dieci giovani monache che offrono la loro vita a Dio per salvare l’amato vescovo malato. Una storia vera, che lo scrittore ha scoperto leggendo una nota a piè di pagina.

Non sempre però i romanzi nascono per caso. Gli altri modi li racconta Orhan Pamuk ne La valigia di mio padre (Einaudi): un ritratto dello scrittore nel mondo contemporaneo, frutto di tre conferenze del premio Nobel, tradotte in Italia da Einaudi.

Quando è la propria storia privata a ispirare un libro, invece, nascono titoli come Viva Isralele (Mondadori), di Magdi Allam; Arabi invisibili (Feltrinelli), di Paola Caridi e Infedele (Rizzoli), di Ayaan Hirsi Ali. Tre sguardi diversi su Medio Oriente e mondo arabo.

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La pista di sabbia: Camilleri torna con Montalbano

Andrea Camilleri

Corse clandestine e aristocrazia locale faranno da sfondo alla nuova indagine di Montalbano, il commissario più famoso d’Italia. Torna infatti nelle librerie Andrea Camilleri con La pista di sabbia (ed. Sellerio) il prossimo 7 giugno.

I resti di un cavallo ritrovati sulla spiaggia antistante la casa del commissario e la sparizione di altri due purosangue spingono Montalbano a indagare in un ambiente lontano anni luce dal suo modo di vivere. Tra le novità della storia che avrà sempre come sfondo gli splendidi scenari della Sicilia e della immaginaria Vigata, c’è il ritorno di Ingrid, l’amica svedese del commissario e l’entrata in scena di un’altra amica Rachele. È il dodicesimo titolo della fortunata serie e sicuramente ripeterà il successo dei precedenti.

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