Doveva essere il simbolo dell’Italia che ripartiva alla grande dopo gli orrori e la miseria della seconda guerra mondiale. La storia dell’Autostrada del Sole è, invece, diventata la metafora dei problemi ormai cronici del nostro paese, una metafora la cui comprensione può forse aiutare ad affrontare meglio il futuro. Proprio questo vuole raccontare Senza pedaggio. Storia dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria di Lea D’Antone, docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, pubblicato da Donzelli. Un libro privo di dietrologie o interpretazioni politiche. Ma che mette in scena i fatti per come si sono svolti.
Quando i lavori dell’Autostrada del Sole ebbero inizio, nel 1956, il boom economico doveva ancora esplodere ma l’eccitazione di una crescita generale era palpabile nell’aria da tutti. Quell’autostrada non era che l’inizio di un sogno. Doveva unire Nord e Sud, velocizzare i trasporti, dunque il mercato. Doveva rappresentare una prova concreta di quello che era, almeno a quei tempi, il progetto italiano. Ma fin da subito, purtroppo, mostrò l’altra faccia delle sue buone intenzioni. Invece di raggiungere l’estremo Sud, si fermò a Napoli, permettendo così più avanti ad un altro “mostro” di venire fuori: la Salerno-Reggio Calabria, più nota come l’A3: la direttrice che ha stravolto l’intera mobilità della penisola. E di fatto ha raggiunto l’obiettivo opposto: separare il Nord dal Sud, isolando logisticamente il Meridione. Circa 500 km di cantieri eterni, contraddizioni viabilistiche, danaro di boss. Tutto questo ha contribuito a fare della Salerno-Reggio Calabria un vaso di Pandora pronto ad esplodere in qualsiasi momento.
Il libro si muove sul doppio registro delle due autostrade, viste una come negazione dell’altra. Dietro, uno studio attento di istituzioni coinvolte e di date, dove si fa fatica a non perdersi, tanto complessa e intricata è la vicenda. Ma la ricerca è condotta con agilità e passione. E anche con amarezza. Quella di vedere come una grande opportunità si sia trasformata per gli automobilisti in via crucis. E per tutti gli italiani in sconfitta morale.
- Mercoledì 26 Marzo 2008


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