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Carlo-Fruttero

Charles Dickens e l’incompiuto: Il mistero di Edwin Drood

(Wikimedia)

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di Daniela Mattalia

Funziona. Dickens funziona sempre. Funziona quando lo leggi a 9 anni in versione ridotta. Quando lo guardi a teatro, al cinema, quando lo fanno diventare un musical. Persino il suo romanzo incompiuto, Il mistero di Edwin Drood, è così ipnotico che quasi non dispiace non l’abbia finito.
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L’eredità di Carlo Fruttero

L'eredità di Carlo Fruttero

di Gian Arturo Ferrari

Carlo Fruttero era un uomo libero, il che può anche non essere questo gran elogio, considerato quel che diceva Giorgio Manganelli, e cioè che in Italia un uomo libero è uno che l’ha fatta franca. Ma la libertà di Fruttero era un’altra cosa, veniva da lontano, per usare un’espressione su cui avrebbe non poco sogghignato. Veniva dal primo Romanticismo, era la libertà del Wanderer, dell’errante, del vagabondo, del giovane, tedesco perlopiù, che a piedi percorreva valli, boschi e campagne per sfuggire all’oppressione urbana e incontrare la verità della natura. Un camminare, questo è il punto, senza una meta prefissata, senza un percorso stabilito, non per arrivare, ma per uscire, per andare. Continua

Carlo Fruttero, 5 libri per ricordarlo

Carlo Fruttero (a sinistra) con Franco Lucentini - Credits: ANSA

Carlo Fruttero (a sinistra) con Franco Lucentini - Credits: ANSA

Ironico, colto, raffinato: a ricordarci chi è stato Carlo Fruttero, scomparso ieri all’età di 85 cinque anni, rimangono e rimarranno sempre i suoi libri, la maggior parte dei quali scritti con l’amico e collega Franco Lucentini. Per omaggiare questa grande firma che se n’è andata, abbiamo scelto cinque sue opere particolarmente significative. Continua

Addio a Carlo Fruttero

Carlo Fruttero (Ansa/Andrea Merola)

Carlo Fruttero (Ansa/Andrea Merola)

Così se ne è andato anche Carlo Fruttero, a 85 anni. Il raffinato scrittore nato a Torino e di Torino una delle menti più originali e capaci di esprimerne l’essenza. E’ morto poco meno di dieci anni dopo il suo amico e compagno di scritture Franco Lucentini (Lucentini romano di nascita ma legatissimo anche lui alla città sabauda), che si era suicidato il 5 agosto 2002.
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La Patria, bene o male di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini. Recensione

Credits: mfiora50 @ flickr

Credits: mfiora50 @ flickr

L’operazione compiuta da Carlo Fruttero e Massimo Gramellini con La patria, bene o male (356 pagine, Mondadori) è tutto fuorché banale, e probabilmente, tutto fuorché semplice. L’ultra-ottuagenario autore di La donna della domenica e il brillante corsivista de La Stampa sono riusciti in un’impresa che nemmeno a Indro Montanelli è riuscita così bene: condensare la Storia dell’Italia Unita in poche (si fa per dire, sono 150) storie autoconclusive e renderla non solo interessante, ma irresistibile.
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Fruttero- Venezia: se la tv mette lo zampino nei libri

A sollevare la questione è stato un inedito Carlo Fruttero, che a commento della vittoria del premio Campiello, attribuito quest’anno al libro Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia ha detto: “Non ho letto il suo libro, ma quando ho saputo che la vincitrice scrive fiction per la televisione, credo di aver capito il genere.” E poi, a giustificazione del quinto posto ottenuto nella stessa competizione dal suo romanzo, Donne informate su fatti ha aggiunto: “La giuria popolare è orientata verso un certo tipo di narrativa, diversa dalla mia. Sono lettori medi, o medio bassi. Il pubblico popolare preferisce quello, non sto a tormentarmi troppo.”
Ma esiste davvero un registro narrativo che si può definire televisivo? A sentire Mariolina Venezia, no. “Per un romanzo, e in generale per la letteratura, parlare di linguaggio televisivo” dice la vincitrice del Campiello a Panorama.it “è improprio. È vero, sono anche una scrittrice di fiction, ma quando scrivo romanzi faccio un’altra cosa. I due ambiti sono distinti, anche se non necessariamente impermeabili. Anzi, a volte si possono influenzare. La nascita della fotografia ha di certo cambiato il modo di fare pittura, ma ciò non vuol dire che l’abbia sostituita o snaturata”.
Opinione diversa da quella di Gian Luigi Beccaria, uno dei giurati che selezionano i finalisti, che ha commentato: “Il pubblico di oggi è abituato dalla tv alle saghe familiari, versione contemporanea dei romanzi che attraversano il tempo: amori, furori, fortune e rovine. E la proposta narrativa della Venezia è tutt’altro che nuova. Fruttero è troppo sottile per i lettori di bocca buona”.
Due tipi di letterature quindi, una colta ed elitaria, l’altra più passionale e popolare? Per Philippe Daverio, un altro dei giurati, nulla di tutto questo, è solo una questione di libertà di giudizio: “All’inizio la bocciatura di Fruttero mi ha lasciato a bocca aperta. Poi ho capito: i critici leggono avendo bene in mente chi sia l’autore del libro, i lettori no. Valutano semplicemente i romanzi sulla base del piacere che gli dà la lettura”. L’interrogativo resta, ma finora le vendite danno ragione allo scrittore piemontese: il libro di Fruttero ha infatti venduto dieci volte di più di quello della Venezia.

Booklist: cinque libri che meritano un premio

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/mydailycommute/]delgaudm[/url] by Flickr)[/i]

Pagine di felicità ma anche di tragedia e di nuda cronaca del secondo conflitto mondiale. I Giorni Innocenti della Guerra, (Bompiani), di Mario Fortunato, scava nelle vite di uomini e donne alle prese con la violenza delle armi. E racconta fascismo e antifascismo come due pezzi della storia d’Italia, senza parteggiare e senza pregiudizi, mostrando lati oscuri e buona fede in ogni fazione. Il romanzo è piaciuto alla giuria del premio Strega, e si è aggiudicato il secondo posto, seguito da Franco Matteucci con Il Profumo della Neve (Newton Compton): storia di Ugo, che ha appena ritirato la sua pensione, e anziché tornare alla pigra vita domestica, inforca i suoi vecchi sci e parte per un’avventura sulla neve. Nel viaggio: incontri sospesi tra sogno, ricordo e realtà.
Le avventure itineranti continuano in Zoo. Storie di bipedi e altri animali (Rizzoli), dove Gianni Clerici racconta tante short stories che portano il lettore in giro per il mondo: in Kenia, in Cile, in Francia, Marocco, Gran Bretagna, Nuova Caledonia, Spagna. E che all’autore hanno valso quest’anno il premio letterario Grinzane Cavour.

Nella cinquina del premio Campiello si è piazzato invece Carlo Fruttero, con Donne informate sui fatti (Mondadori). Thriller torinese con protagoniste otto donne: ciascuna è potenziale testimone di una fatto criminoso, e ciascuna porta al lettore ciò che sa, o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere.

Ad Andrea Stella è andato invece il premio Bancarella Sport per le sue Due ruote sull’Oceano (Longanesi): storia vera in cui l’autore racconta com’è cambiata la propria esistenza dopo un tragico incidente a Miami, fino alla costruzione del primo catamarano per disabili. E una nuova vita.

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