
Ero nella sala degli squali dell’Acquario di Genova seduta a una tavola imbandita per una cena molto speciale. La presentazione alla stampa italiana del best-seller tedesco Il quinto giorno di Frank Schatzing. Era il 2005 e il libro, che aveva venduto oltre mezzo milione di copie in Germania, replicò il successo anche da noi. Per quel romanzo Schatzing, che fino ad allora aveva fatto il pubblicitario, raccontò di essersi documentato in maniera molto estesa, consultando centinaia di studi, valutando i risultati di tutte le più recenti ricerche sul tema della vita marina e della genesi degli oceani. Il quinto giorno è un thriller catastrofico e contiene la descrizione di uno tsunami che somiglia in maniera inquietante a quello che si era appena abbattuto sui Paesi affacciati all’Oceano Indiano. Ma Schatzing aveva terminato il libro ben prima del tragico 26 dicembre 2004 e questa sua “premonizione” ha contribuito ad accrescerne la fama. Il suo secondo romanzo, Il diavolo nella cattedrale, uscito nel 2006, ha appena vinto il Premio Bancarella, e in libreria è da poco uscita la sua terza fatica, nata, se così si può dire, dalle ceneri della prima. Perché buttare l’80 per cento del materiale radunato per scrivere Il quinto giorno e mai utilizzato? Meglio razionalizzarlo, dargli una struttura e farne un agile volumetto divulgativo sulle origini del mare.
Dalle 150 pagine che avrebbero dovuto comporre l’opera secondo il suo editore tedesco, Schatzing, da autore prolifico qual è, è velocemente giunto a scriverne oltre 500. Il risultato è Il mondo d’acqua, (Editrice Nord, 19,60 euro), un libro che assomiglia, per il presupposto da cui muove (informare anche i profani su un argomento interessante ma ostico) e per il tono lieve con cui accompagna il lettore, a un altro gradevole libro di divulgazione scientifica scritto da un neofita della scienza: Breve storia di quasi tutto dell’umorista americano Bill Bryson.
Raccontandoci come si è passati dalla prima rozza cellula all’homo sapiens sapiens e quale ruolo ha avuto l’acqua come culla di questa portentosa evoluzione, Schatzing non risparmia battutine, metafore e alleggerimenti vari, avendo ben presente di essere prima di tutto un intrattenitore. E anche se non sempre il tono beffardo giova all’opera, Il mondo d’acqua ha sicuramente il pregio di avvicinare materie ostiche, studiate come “verità sacre” impartite in modo autoritario da professori spesso ottusi, e rendere il lettore partecipe del processo di scoperta: l’emozione più autentica che la scienza possa riservare ai suoi appassionati.
Il libro può essere letto come un thriller, e anzi il marketing ha puntato tutto su questo, ma anche, lo suggerisce lo stesso autore all’inizio, come un manuale più accessibile di altri, in cui saltabeccare da un argomento all’altro, sentendosi liberi di saltare qualche pagina quando i concetti cominciano a diventare troppo complicati. Insomma: capire sì, ma annoiarsi mai.
Il mondo d’acqua mantiene la promessa, il sito dell’autore, ancora in costruzione nonostante il successo internazionale, un po’ meno.
- Martedì 24 Luglio 2007

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