Leggi tutte le notizie su:


Edgar-Allan-Poe

Luca Crovi e il suo amore per Edgar Allan Poe, con uno sguardo al noir italiano

gatto-nero
Il gatto nero è uno dei racconti di Poe preferiti da Luca Crovi

Il 19 gennaio è il bicentenario della nascita di Edgar Allan Poe, maestro senza tempo del noir. Per l’occasione Panorama.it incontra Luca Crovi, conduttore del programma di Radio Due Tutti i colori del giallo, scrittore dell’omonima monografia sul thriller italiano, dell’antologia del brivido L’assassino è il chitarrista e autore di gialli.

È vero che Poe è stato tra i suoi autori preferiti sin da piccolo e che è stato lei a farlo “scoprire” a suo padre, lo scrittore Raffaele Crovi?
I quattro autori che da bambino mi hanno letteralmente cullato sono stati Poe, Stevenson e i fratelli Grimm. Ho sempre amato quelle storie che mi spaventavano e che mio papà mi leggeva o riraccontava come piaceva a lui a braccio, aggiungendo qua e là lunghe digressioni che erano tutta farina del suo sacco. In particolare, al mare si divertiva a sceneggiarmi, il giorno dopo, i film che lui era andato a vedere al cinema con mia mamma: si immagini quando a 8 anni mi sono sentito raccontare per filo e per segno Profondo Rosso di Dario Argento… Poe per la prima volta lo scoprii sbirciando le pagine de Il giornalino, dove Franco Caprioli aveva illustrato magnificamente La discesa nel Maelstrom e mio padre fu costretto a leggermi i baloon e le didascalie che all’epoca non ero in grado di leggere, poi gli toccò leggere Lo scarabeo d’oro. Anche lui era affascinato come me dalla grande forza di quelle storie e sembrava leggerle per la prima volta con me, poi io iniziai ad essere autonomo nelle letture e mi impadronii delle raccolte di racconti fantastici e dell’orrore che non mi facevano dormire ma mi facevano letteralmente viaggiare nel tempo e nello spazio. Il legame affettivo fra Poe e il mondo dei fumetti intanto proseguiva per me grazie alle splendide trasposizioni di Dino Battaglia e di Breccia che apparivano sulle pagine del Corriere dei Ragazzi che per un lungo periodo ricevetti a casa gratis assieme al Corriere dei Piccoli perché uno dei redattori che lo componeva era Tiziano Sclavi (il papà di Dylan Dog), che era stato scoperto e lanciato dal mio babbo e mi mandava come una sorta di zio d’America incredibili storie di paura da leggere.

Poe ha influenzato ovviamente la letteratura successiva, ma anche l’arte, la musica, il cinema… A distanza di 200 anni dalla sua nascita, Poe sembra ancora così contemporaneo. Perché secondo lei conserva questo fascino?
Sono un collezionista minuzioso dei dischi che sono stati tratti dalle opere di Poe, dal mitico Tales of Mistery and Imagination di Alan Parson Project (arricchito dalla voce narrante di Orson Wells) a The Raven di Lou Reed (dove fa capolino anche l’amico David Bowie), da il Crollo della Casa Usher e Il caso Valdemar orchestrati da Ludovico Einaudi a Murders in the Rue Morgue degli Iiron Maiden. E mi sono divertito un sacco a raccogliere le suggestioni e le emozioni scatenate da Poe in molti dei narratori di suspense che ho intervistato per la radio, da Richard Matheson che ne portò al cinema i racconti assieme a Roger Corman, a Michael Connely che si è divertito a usare un florilegio delle sue frasi nelle imprese delittuose del suo serial killer Il Poeta e gli ha anche dedicato una bellissima antologia per il bicentenario della nascita. E proprio per rispondere alla sua domanda mi piace citare Matthew Pearl che ne L’ombra di Poe (Rizzoli) ha cercato di rianalizzare filologicamente gli ultimi giorni di vita dello scrittore americano. “Poe ha la capacità di essere estremamente sofisticato – mi confessava Pearl - ma di non intimidire i lettori e per questo piace ancora oggi ai giovani che non si sentono schiacciati dalla sua personalità né dal suo stile letterario. Ha uno stile che non è mai pomposo e non è mai predicatorio ma è profondamente sensibile. Poe, non inganniamoci, non è un romanziere per ragazzi. Anzi, quando lo si riscopre da adulti si scopre quanti congegni letterari siano contenuti nelle sue opere, quanto raffinata fosse la sua ricerca di nuovi stili e nuovi linguaggi. La voglia di sperimentare lo accompagnò tutta la vita e questi sono elementi che si scoprono e si apprezzano solo leggendolo da adulti”.

L’opera che preferisce di Poe?
Se dovessi scegliere un giallo sceglierei I delitti della Rue Morgue che ha ancora oggi una forza evocativa sanguinaria unica; se invece dovessi scegliere una storia d’avventura direi Il Gordon Pym, pochi al mondo hanno saputo evocare come Poe il senso del viaggio verso l’ignoto che emerge in quel romanzo; se invece dovessi scegliere due racconti del terrore direi che Il gatto nero e La mascherata della Morte Rossa sono nella mia top list, anche se mi piange il cuore rinunciare a Il pozzo e il pendolo, Sepolto vivo, Il cuore rivelatore, Re Peste. Insomma direi che la scelta è ardua.

Attualmente sta lavorando a qualche saggio?
Ho appena scritto la prefazione a un volume che si intitola Ottocento Nero, curato per l’Aragno Edizioni da Claudio Gallo e Fabrizio Foni che raccoglie antologicamente racconti fantastici e del terrore siglati da Salgari, Invernizio, Serao, Mastriani e altri narrattori visionari italiani che si divertirono a scrivere storie di spettri, mostri, vampiri, assassini fra la fine dell’Ottocento e primi del Novecento sulle riviste popolari dell’epoca. Tutti gli autori della raccolta avevano una predilezione particolare per Poe che in molti casi avevano letto in francese, grazie all’opera di diffusione che tributò al grande scrittore americano un suo superfan come Charles Baudelaire.

Qual è secondo lei la salute del noir italiano?
La salute del noir italiano è eccellente, ci sono tantissimi autori sul mercato che frequentano tutti gli stili possibili della suspense dal mistery storico al police procedural, dal giallo mediterraneo alle serial killer story. E in questo momento ci sono anche tante case editrici che stanno scommettendo su di loro oltre a migliaia di lettori che li seguono con attenzione in libreria.

Le ultime uscite che la hanno appassionata?
Gli ultimi romanzi italiani che mi hanno letteralmente folgorato sono Tortuga di Valerio Evangelisti, Stella del mattino di Wu Ming 4, La gang dei sogni di Luca Di Fulvio e Ho freddo di Gianfranco Manfredi. Mentre per quanto riguarda gli stranieri direi che gli ultimi libri che mi hanno emozionato quest’anno sono stati La strada di Cormac McCarthy, Bambino 44 di Tob Rob Schmith e Bloody Vodka di Boris Starling.

Edgar Allan Poe, fascino senza tempo che incanta Loriano Macchiavelli

edgar-allan-poe
Un particolare del francobollo per Edgar Allan Poe

È impossibile non rimanere affascinati dalle sue opere, sia che ci si limiti a sfogliarle da adolescenti sui banchi di scuola sia che ci si chiami Charles Baudelaire e ci si appresti a tradurle per la prima volta per l’Europa. Avvicinarsi ad Edgar Allan Poe è un viaggio nelle viscere del terrore puro, tra le spire dell’inspiegabile, alle origini del mistero e dell’angoscia umana. Allora come oggi. A duecento anni dalla sua nascita Poe è ancora magia, una magia oscura nata da uno stato di profondo malessere interiore e squilibrio che lo scrittore americano viveva sin dalla sua giovane età. “Sono in uno stato depressivo spirituale” scriveva nel 1835. E il mistero avvolge anche la sua morte, nel 1849, quando fu trovato in stato di delirium tremens sulla banchina del porto di Baltimora e, ricoverato in ospedale, morì qualche giorno dopo.
“Il mistero non ha limiti e confini, non ha un fascino che si perde, la cosa straordinaria è che non arriviamo a scoprirlo: per questo Poe è ancora così contemporaneo” dice Loriano Macchiavelli, uno dei più noti giallisti italiani e “padre” di Sarti Antonio, sergente. “Vado spesso nelle scuole a parlare di giallo e noir: utilizzo i testi di Poe e vedo che i ragazzi ne restano affascinati. E anch’io, nonostante sappia già come vadano a finire, ne resto ammaliato”.
Nel bicentenario della nascita del maestro del noir, che cade il 19 gennaio, gli States hanno previsto molte celebrazioni. Il 16 gennaio, a Richmond, in Virginia, il servizio postale americano pubblica un francobollo commemorativo da 42 centesimi con il ritratto dell’autore, disegnato da Carl T. Herrman. Il 17 l’Edgar Allan Poe National Historic Site di Philadelphia riapre ufficialmente con nuove mostre per il pubblico e Daniel Hoffman, poeta e studioso di Poe, offre una conferenza sull’influenza dell’autore sulla scrittrice Joyce Carol Oates. Il Casemate Museum del Fort Monroe di Hampton, fino a gennaio 2010, dedica una rassegna all’auotre: Un soldato in conflitto: La vita militare di Edgar Allan Poe.  Baltimora è una delle città più attive, con visite speciali alla casa di Poe e l’esposizione Art of Darkness: Inspired by Poe, dal 4 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010, con le opere degli artisti che si sono ispirati allo scrittore.
Qui un elenco di eventi americani.
Dall’Italia il blog degli amanti di Poe fa il conto alla rovescia sul bicentenario e segue il calendario delle manifestazioni, sia oltreoceano che da noi. Tra queste, il 16 gennaio a Biella (con replica a Cossato il 25 febbraio), la conferenza Bicentenario di Edgar Allan Poe: Era una notte buia e tempestosa tenuta dal professor David Coen Sacerdotti Sears.
Da segnalare la pubblicazione che fa Piemme, Nel cuore del buio, con venti autori di thriller che riconoscono il loro debito nei confronti del genio americano. Tra questi c’è Michael Connelly, che rivela come è nato uno dei suoi personaggi più noti: il serial killer che si firma lasciando sul luogo del delitto un verso di Poe e per questo viene chiamato “il Poeta”. Ma c’è anche Jeffery Deaver, che spiega come la scrittura di Poe abbia ispirato molti musicisti, famosi e non, come lui stesso, negli oscuri anni della carriera da cantautore.
E il nostro Macchiavelli, quanto è stato influenzato da Poe? “Credo che tutti i romanzi che ho letto abbiano influenzato il mio scrivere: anche se non vuoi, le letture fatte tornano fuori” racconta lo scrittore bolognese. “I lavori di Poe che preferisco? Escludendo tante altre sue cose meravigliose, I delitti della Rue Morgue, capostipite della letteratura di indagine, Il gatto nero, Lo scarabeo d’oro, La lettera rubata. In Poe c’è il noir, il gotico, il mistero… Mi piacerebbe molto assomigliargli”.

E da Macchiavelli anche qualche anticipazione sul suo prossimo romanzo Delitti di gente qualunque, che uscirà per Mondadori il prossimo 17 febbraio. “Dopo 4-5 anni torna Sarti: dopo tanto tempo avevo bisogno di rincontrare un amico. Però questa volta la storia non sarà ambientata a Bologna ma in un luogo talmente affascinante che potrebbe anche essere un omaggio a Poe, il castello Rocchetta Mattei, vicino Porretta. Ora fatiscente, era abitato dal conte Mattei, una sorta di stregone dell’Ottocento”.

LEGGI ANCHE: Luca Crovi e il suo amore per Edgar Allan Poe, con uno sguardo al noir italiano

segui panoramalibri-su-twitter

FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Archivi

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!