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editoria

“Più libri più liberi” 2011: ecco il programma

Più libri più liberi, 2011
Più libri più liberi“, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma al Palazzo dei Congressi di Roma dal 7 all’11 dicembre, quest’anno presenta numeri e idee notevoli: 411 editori, 300 iniziative, decine di autori presenti e decine di ospiti della cultura, sport, spettacolo, scienza, società civile.
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Amazon diventa editore? “Il vero obiettivo è puntare al monopolio dell’e-commerce”

(Credits: Ansa/Epa/Uwe Anspach)

(Credits: Ansa/Epa/Uwe Anspach)

“Le uniche persone necessarie per pubblicare un libro sono lo scrittore e il lettore”. Il messaggio è chiaro e piuttosto univoco, e spiega meglio di qualsiasi altra analisi l’ingresso a gamba tesa di Amazon nell’universo editoriale. 122 libri nel solo mercato americano, divisi tra e-book e libri tradizionali: dopo aver lanciato l’assalto alle librerie, la guerra del colosso americano si muove ora contro editori ed agenti letterari. Continua

XXIV Salone Internazionale del Libro: si parte

Credits: XXIV Salone Internazionale del Libro di Torino

Credits: XXIV Salone Internazionale del Libro di Torino

Si aprono oggi i cancelli della 24ma edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, ospitata al Lingotto Fiere. L’inaugurazione ufficiale, a cura del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan, dà il via a una delle più grandi manifestazioni a livello mondiale dedicate al mondo dei libri. Continua

Frankfurter Buchmesse: 324 gli editori italiani presenti

Buildup of the information stand of the Frankfurt Book Fair (Set-up 2009) - Credits: Peter Hirth

Buildup of the information stand of the Frankfurt Book Fair - Credits: Peter Hirth

Si conferma rilevante la presenza degli editori italiani alla 62ma edizione della Buchmesse, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti in programma a Francoforte dal 6 al 10 ottobre: la Fiera internazionale del Libro di Francoforte attende infatti per questa edizione 324 editori italiani. 7000 saranno però complessivamente gli espositori (6.930 per la precisione) provenienti da 113 diversi Paesi che occuperanno i 171.790 metri quadrati della Fiera con oltre 300mila titoli in mostra. Continua

Scrittori in guerra, anzi in causa: un blog per imparare a difendersi

Una manifestazione di protesta in maschera - Credits: DG Jones via flickr

Una manifestazione di protesta in maschera - Credits: DG Jones via flickr

Forse è merito (o colpa) del web 2.0, forse dell’imminente esplosione degli e-book, o forse del mercato sempre più duro e inflazionato, sta di fatto che per uno scrittore è sempre più difficile districarsi nel mondo dell’editoria, dei contratti e dei diritti d’autore. Così in Rete è appena nato Scrittori in causa, un blog che cerca di fare luce sullo spietato mondo delle case editrici.

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E-book, Quintadicopertina: intervista a Fabrizio Venerandi

quintadicopertina.com - Polistorie
Dietro Quintadicopertina la giovane casa editrice di e-book interattivi c’è lo scrittore e sperimentatore narrativo multimediale Fabrizio Venerandi.

Lo abbiamo interpellato e gli abbiamo chiesto di spiegarci i come e i perché di un’ambiziosa iniziativa editoriale che punta a sfruttare il potenziale tecnologico degli e-book e offrire al lettore di essere regista del testo che sta leggendo.

Chi c’è dietro Quintadicopertina?
Il cuore della casa editrice è gestito da me e da Maria Cecilia Averame. Io mi occupo della parte tecnica e seguo in particolare la collana delle Polistorie, mentre Maria Cecilia ha in mano tutto ciò che riguarda la comunicazione e la polinformazione. Continua

La Vera Editoria, il blog anonimo di un “editor scazzato”

Il blog "La vera editoria"

Il blog "La vera editoria"

Si dichiara “un editor scazzato che dice quello che pensa e pensa quello che dice”, sostiene di avere cambiato “una decina di editori” e aggiunge: “sarebbe bello fare pubblicità ai miei romanzi, o agli autori che secondo alcuni vorrei esaltare, ma non è per questo che ho aperto un blog”. Continua

Federico Enriques: La mia Zanichelli tra Darwin, Einstein, l’e-book e la Gelmini

Albert Einstein

La casa editrice bolognese raccontata a 150 anni dai suoi esordi attraverso i ricordi di chi l’ha guidata per oltre un quarto di secolo. Il volume s’intitola Castelli di carte - Zanichelli 1959-2009: una storia. È il ritratto di una Dynasty familiare ma anche di un marchio che ha segnato la cultura e la scuola italiana. E che adesso deve fare i conti con Internet Continua

Elliot Edizioni: ecco chi c’è dietro il Metodo Antistronzi


Lavoravano a vario titolo nel mondo dell’editoria, si sono radunati intorno a una rivista letteraria, poi sono passati a fare gli editori tout-court e in pochi mesi hanno fatto il botto. Pubblicano romanzi a cavallo tra l’horror e il comico, l’ultimo è Un lavoro sporco, graphic novel e saggi. Sono quelli di Elliot Edizioni, giovanissima casa editrice romana che ha più di una peculiarità. Tanto per cominciare non c’è un solo direttore editoriale - ma un team composto da Giovanni Arduino, Felice di Basilio e Loretta Santini, tutti provenienti da case editrici (rispettivamente Sperling & Kupfer, Arcana e Fazi) - che sceglie i libri da “pubblicare seguendo esclusivamente il proprio gusto”. Lo racconta Giovanni Arduino, editor, scrittore (molto prolifico e sotto numerosi pseudonimi) e adesso parte dello staff editoriale di Elliot.

Ci vuole coraggio per fondare una nuova casa editrice in un mercato come quello italiano?
Il bello dell’editoria, come mi hanno detto molte delle persone che ho incontrato sul mio cammino, consiste nel fatto che è per il 30 per cento fiuto e per il 70 per cento puro culo. Si possono fare tutti i calcoli del mondo ma arriva sempre qualcosa che scombina le carte.
È stato il caso, per voi, del Metodo Antistronzi, saggio di un professore di Stanford su come sopravvivere in un ambiente di lavoro ostile: ottimo successo di vendite.
Il metodo antistronzi ci ha dato grande visibilità e ottime vendite. Nel viaggio che abbiamo fatto negli Stati Uniti nell’autunno del 2006, quando stavamo creando la casa editrice, abbiamo incontrato un agente a New York che ci ha proposto questo titolo, ci è piaciuto e lo abbiamo preso. È andata bene.
Quanto conta la pubblicità? Voi ne fate parecchia sui giornali.
Cerchiamo di essere presenti, le proviamo tutte. La pubblicità sui giornali è ancora relativamente abbordabile. Riusciamo a strappare buoni prezzi perché ci appoggiamo a Vivalibri, che possiede varie case editrici e quindi acquista pacchetti pubblicitari. Poi abbiamo una buona presenza sul web, con il nostro sito e anche con una pagina su MySpace, che contribuiscono a creare uno zoccolo duro di lettori che ci seguono. Gli spot tv sono invece troppo cari. La pubblicità comunque serve sopratutto per singoli titoli da evidenziare. Avremmo voluto fare della pubblicità al Metodo Antistronzi nelle stazioni della metropolitana di Roma e di Milano, ma non abbiamo trovato l’accordo per via del titolo, considerato troppo esplicito. Del resto è la traduzione del titolo americano, forse un editore generalista italiano lo avrebbe smorzato in Manuale no mobbing…
Gli italiani sono lettori difficili da conquistare?
Ogni tanto si sente dire che gli italiani leggono di più. A parte il fatto che si tratta sempre di cifre vergognose, la verità è che c’è un maggior numero di persone che legge meno titoli. Insomma i grandi best-seller vendono di più, mentre un tempo la lettura era spalmata su più titoli. E la durata media di un volume in libreria è di una settimana.
Quanto conta il rapporto con gli autori e perché non pubblicate autori italiani?
Il rapporto che vogliamo instaurare con gli autori è di lunga durata. Noi ci siamo a sostenere il libro, non solo quando esce ma anche nel tempo. E se un libro ci piace vogliamo pubblicare anche gli altri dello stesso autore. Il rapporto è molto personale. Li facciamo venire in Italia, li facciamo conoscere. Autori italiani ancora non ne prendiamo perché faremmo loro un cattivo servizio: l’autore italiano va seguito e curato, dalla stesura all’editing al lancio. Magari all’inizio costa meno accaparrarselo ma sul lungo periodo è un investimento molto più oneroso. Troppe case editrici pubblicano 10 esordienti all’anno, li buttano fuori e poi vedono chi sopravvive. Non è quello che interessa a noi.
Puntate su libri che hanno già avuto un buon successo in America?
C’era una volta il libro che era andato benissimo in America e vendeva anche in Italia. Ora il fenomeno è ridimensionato. Il Metodo antistronzi ha venduto oltre 200 mila copie, ma non è detto che funzioni con tutti i titoli che hanno avuto successo negli Usa. Secondo noi molti libri trasversali, di economia e psicologia del lavoro, se sono scritti bene, sono tra i migliori saggi che ci possano essere perché trattano molte discipline (sociologia, psicologia ecc). Ci abbiamo puntato molto e abbiamo ottenuto risultati al di là delle nostre aspettative.
Infine i booktrailer, video che presentano i libri. Funzionano?

Il booktrailer va in posti in cui il libro non arriva. Negli aggregatori di video su Internet come MySpace tv, ad esempio, ma anche MTV e All music li passano ogni tanto. Il senso è quello di trovare nuove strade per far parlare di libri. Quale funzioni ancora non lo so…

Il book trailer di Un lavoro sporco

Cento anni della Mondadori: un secolo di storia d’Italia per immagini

GALLERY

Mondadori compie cent’anni e festeggia la ricorrenza regalandosi un grande atlante illustrato: l’Album Mondadori 1907/2007, sorta di affresco in cui, grazie a quattromila fotografie, vengono ricostruite le tappe più significative dell’editoria italiana e del Paese. Decennio dopo decennio, nelle pagine del volume sfilano i volti di autori italiani e stranieri, carteggi e documenti, riproduzioni di prime edizioni celebri e delle prime uscite dei vari periodici, oltre alle immagini degli interpreti, dei luoghi e delle sedi storiche e recenti della casa editrice di Segrate.

GALLERY

Gran Vía: la Spagna, quella vera, è in Italia

La strada principale di Madrid<br /> [i](Foto da Flickr di [url=http://www.flickr.com/photos/dkn/63528460/]CRLS[/url])[/i]

Da calle de Alcalá fino a Plaza de España, Gran Vía è la strada principale di Madrid, cuore pulsante della città, della moda, del musical, dello shopping… E si chiama proprio Gran Vía la giovane casa editrice italiana che decide di portare la lettura spagnola contemporanea e la sua essenza, quella meno nota e più viscerale, in Italia.
Un tram a s.p. di Unai Elorriaga (qui le prime pagine del libro, in pdf) è l’ultima uscita che propone. “Elorriaga è uno scrittore trentaquattrenne basco - dice Fabio Cremonesi, direttore editoriale di Gran Vía - che nel 2002 ha vinto il Premio nacional de narrativa, negli anni passati attribuito ad autori che poi si sono guadagnati il Nobel. Elorriaga parte dall’idea semplice di chiudere in una stanza un anziano, che ha perso la memoria a breve termine e non ha più posto nel mondo, e un giovane, che non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. Scrivendo con grande tenerezza e ironia. Trattando temi cupi con leggerezza di tono”.

Ed proprio questa la caratteristica della letteratura spagnola, avere una maggiore aderenza alla realtà di quella italiana ma usare toni leggeri? “Sì” dice Cremonesi “nella letteratura spagnola non c’è pesantezza, anche se vengono affrontati temi forti. Questa è anche una forma di rispetto verso il lettore che, dopo che aver vissuto una giornata di lavoro, non si trova ad essere aggredito da una prosa pesante.

Come mai la scelta di proporre narrativa spagnola?
A partire da gennaio lanceremo anche una collana latino-americana, anche se quella spagnola rimarrà la principale. La scelta è stata un po’ per passione personale, mia e dei colleghi, e un po’ anche perché la Spagna è un paese con cui l’Italia condivide molte cose: in certi periodi è un po’ più avanti di noi, in altri più indietro. Capire la Spagna aiuta a capire l’Italia. Le nostre scelte editoriali sono orientate all’aspetto sociale e civile… e ora in Spagna accadono cose molto interessanti dal punto di vista culturale, che in Italia non si riesce a percepire visto che i nostri editori traducono quasi solamente dal castigliano. Noi invece osserviamo anche gli autori che scrivono in catalano, basco e galego.

Ora la Spagna è più avanti dell’Italia?
Nelle tematiche sociali sì. E anche dal punto di vista economico sta vivendo un periodo felice, a differenza dell’Italia. Su altri fronti, invece, c’è un testa a testa.

Le differenze letterarie tra i due Paesi sono lo specchio delle loro differenze più grandi?
Sì, la letteratura è specchio delle differenze e delle affinità. In Spagna, ad esempio, c’è un taglio più laico sulle vicende sociali, nella letteratura come nella quotidianità.

Gli autori spagnoli sono poco letti in Italia?
Succede lo stesso che capita agli italiani: alcuni scrittori diventano casi letterari, altri sono trascurati e ignorati, altri sopravvalutati, altri ancora ricevono il giusto riconoscimento. Ma ci sono tanti gioiellini nascosti…

Il vostro lettore tipo? Sul sito di Gran Vía si legge che vi rivolgete soprattutto a un pubblico femminile…
Questo più che altro perché il 60% del mercato italiano è donna. Però sì, abbiamo un occhio di riguardo verso le donne, soprattutto verso le autrici. A novembre promuoveremo una scrittrice galiziana, molto impegnata, María Reimóndez, e il suo Il club della calzetta: la storia di sei donne che si ritrovano per lavorare a maglia e, tra un punto e l’altro, si intrecciano i racconti, nascono vincoli di amicizia, la solitudine di ognuna si trasforma in solidarietà.

La Gran Vía pubblica su carta riciclata e utilizza energia elettrica proveniente da fonti certificate rinnovabili…
Nel nostro piccolo cerchiamo di limitare i danni. Nella redazione di una casa editrice si usa così tanta carta… che ci sentiamo in colpa. Inoltre, una tipografia presso cui stampiamo è una cooperativa sociale.

Ma… vista la situazione difficile dell’editoria italiana, voi, che proponete scelte editoriali abbastanza particolari, riuscite a vivere bene?
Vivere bene no, ma siamo sul mercato da poco più di undici mesi. Per il momento stiamo sopravvivendo e abbiamo segnali di crescita di interesse nei nostri confronti, sia da parte della stampa che da parte del pubblico. Il 50% delle case editrici che nascono muore in un anno. Noi stiamo per girare la boa di un anno con slancio.

Il Maestrale, un vento di libri soffia nel cuore della Barbagia

Dentro una libreria nuorese, Peppe Podda e Raffaele Casula vendevano i romanzi di Grazia Deledda, Giuseppe Dessì, Salvatore Satta e non solo. Un giorno decisero che anzichè vendere, sarebbe stato più divertente pubblicare, magari partendo proprio dalla riedizione delle novelle deleddiane. I due librai si trasformano in editori, Giancarlo Porcu da autore diventa editor, e nasce così, nel 1992, la casa editrice Il Maestrale (oggi 67 autori, 20 titoli all’anno e 120 libri in catalogo).

Il vero successo arriva però con i romanzi di Marcello Fois, Giorgio Todde e Salvatore Niffoi, che tradotti in Spagna, Francia, Inghilterra e Giappone, fanno librare nell’aria una specie di “nouvelle vague sarda”, così definita per la prima volta da Goffredo Fofi proprio su Panorama.
Per Marcello Fois, oggi autore Einaudi, ma ancora legato all’editrice sarda, “le nouvelle vague sono sempre il frutto di qualcosa, e la scrittura è quel frutto che Il Maestrale ha saputo cogliere”. Fois, dopo aver vinto il premio Italo Calvino 1992 con Picta, arriva al Maestrale con Nulla. Era il 1997. Un anno dopo Sempre caro, in coedizione con Frassinelli, diventa un caso letterario tradotto in venti paesi e fa conoscere al mondo l’editrice nuorese, che inizia a cercare nuovi talenti. Nel 1998 Salvatore Niffoi (oggi campione di incassi con Adelphi) e nel 2001 Giorgio Todde diventano gli esordienti più promettenti. Come Alessandro De Roma, l’ultimo fortunato acquisto dell’editrice che oltre a scoprire nuove penne continua a seguire quelle già collaudate: a fine ottobre pubblicherà il nuovo libro di Francesco Abate, I ragazzi di città, e farà conoscere un’altra esordiente: Annalena Manca con L’accademia degli scrittori muti.

Per Il Maestrale, che è riuscita a varcare i confini isolani grazie alla presenza in 2500 punti vendita in tutta Italia (distribuzione Rcs), il segreto contro la bonaccia è proprio la ricerca di ciò che non è mai stato pubblicato. Niffoi (nel 1997 aveva fatto stampare a spese proprie Colorado da edizioni Solinas, ma è stato scoperto e pubblicato per la prima volta da Il Maestrale con Il viaggio degli inganni), De Roma e Alessandra Neri hanno mandato i loro manoscritti e la stampa ha iniziato a girare, grazie a “un grande lavoro di editing”, racconta Porcu, “con una redazione di cinque persone e una squadra di lettori esterni”. Dei circa 400 manoscritti che ogni anno arrivano, solo l’uno per cento vede la luce. “Lo scrittore deve saper usare la parola” spiega ancora Porcu “ma anche narrare e impressionare, come Niffoi, che nella lingua usa dal sublime all’infimo”.

A gennaio uscirà un saggio sulla letteratura che si è occupata degli anni di piombo, Una tragedia negata di Demetrio Paolini. Con Corpi estranei di Pierpaolo Giannubilo debutterà invece la narrazione ispirata alla cronaca. Oltre alla ricerca del nuovo si aggiunge ora la sperimentazione di nuovi generi letterari.

 

Lulu.com: editori fai da te

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/ricephotos/]IRRI Images[/url] by Flickr)[/i]
Il procedimento è facile, veloce e gratuito. Basta registrarsi sul sito, caricare il proprio testo e creare la veste complessiva del libro: impaginazione, copertina, formato e prezzo. Qualche minuto, e il gioco è fatto. Il volume è pronto per essere venduto, sia in digitale che in formato stampa. In quest’ultimo caso il libro arriva dritto dritto a casa del cliente.
Benvenuti su Lulu.com, il sito di print on demand che molti indicano come la nuova frontiera dell’editoria on line. Nato dal genio di Bob Young (nella foto), co-fondatore della Red Hat, la più famosa società open source al mondo, quella di Linux per capirci, Lulu è un sistema editoriale che sfida il mondo dell’editoria classica attraverso una formula che permette di (auto) pubblicare libri, e-book, musica, video, immagini e altri contenuti multimediali.

Cris Anderson, direttore di Wired e autore di un popolare libro sui consumi culturali (La coda lunga. Da un mercato di massa a una massa di mercati, Codice Edizioni, 2007) spiega il fenomeno così: “Pubblicarsi un libro autonomamente con servizi come Lulu.com è un po’ come scrivere il proprio blog. Nessuno pensa di raggiungere milioni di persone con il blog, ci basta il nostro pubblico, interessato proprio a quel che scriviamo. Lo stesso vale per questo tipo di libri” (leggi l’intervista completa).
Nessuna barriera editoriale né tirature minime da rispettare, con pochi click del mouse chiunque può mettere in vendita le proprie opere intellettuali mantenendo il completo controllo dei diritti (o almeno così dovrebbe essere, anche se in materia ci sono state delle polemiche). Editori di se stessi con l’aiuto di un partner tecnologico: si pubblica quel che si crede in completa libertà, dal libro di cucina alla raccolta di poesie. Nella libreria di Lulu c’è veramente spazio per tutti perché, come ha spiegato Bob Young in diverse occasioni, “per noi il successo non è fatto da 100 libri che vendono 100 mila copie, ma da 100 mila libri che vendono 100 copie ognuno”. Il sito è nato in America nel 2002 dove attualmente è una realtà nota e consolidata. In Italia, secondo i dati forniti dall’azienda, il sito ha avuto un grande seguito e una settimana dopo il lancio, nell’ottobre 2006, contava già 630 nuovi autori (nel nostro paese ci sono poi altre società che offrono servizi simili). A livello mondiale Lulu si sviluppa ad una media di 5-10 mila registrazioni a settimana, conta una community di oltre un milione di utenti e le sue pubblicazioni hanno raggiunto e superato le 200 mila.
Leader di mercato nell’ambito del self-publishing, vincitore del Premio web 2.0 come miglior sito di libri, Lulu si appresta a diventare un enorme libreria multimediale esplorabile comodamente dalla poltrona di casa propria. Attraverso l’acquisto di un codice di registrazione (90$) è possibile anche promuovere il proprio libro su vetrine di grande rilievo come Barnes and Nobles e Amazon.

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