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Excelsior-1881

Più che un uomo, un signor nessuno: le domeniche di Jean Dezert raccontate da Jean De La Ville

Montmartre, Parigi (Credits: Ansa/Meigneux)

Montmartre, Parigi (Credits: Ansa/Meigneux)

Immaginate un uomo qualunque, col viso lungo, le guance accuratamente rasate e i folti baffi. Uno di quelli che non distinguereste mai nella folla, di cui “si fa fatica a comprendere il loro ruolo”. Continua

Arsenio Lupin ritorna in libreria: Il segreto della guglia di Maurice Leblanc

Lupin versione cartoon giapponese (Yamada/Lapresse)

Lupin versione cartoon giapponese (Yamada/Lapresse)

Fu un incontro fatale e, come tutti gli incontri fatali che si rispettino, avvenne casualmente. Era il 1905 quando, in uno dei tanti racconti gialli pubblicati sulle riviste di genere, Arsenio Lupin incrociò per la prima volta il suo inventore. Continua

“La madonnina degli Sleepings”, com’erano i sogni proibiti della borghesia di provincia

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Lo star system è un’invenzione americana, peraltro piuttosto recente. Ha poco meno di un secolo e sebbene sia una filiazione diretta di quello che un tempo si chiamava cinematografo, non può certo essere semplicemente derubricato a un fenomeno di costume legato allo scintillante universo di vestitini e corsetti attillati. È piuttosto una frattura sociale rivoluzionaria che finisce per condizionare la vita di ogni giorno, letteratura compresa, fino a stravolgerne la natura, modificando ineluttabilmente la percezione di ciò che significhi buon gusto ed eleganza. Continua

Quell’estate a Parigi: il libro che avrebbe fatto irritare Hemingway

"Quell'estate a Parigi", di Morley Callaghan (Excelsior1881)

"Quell'estate a Parigi", di Morley Callaghan (Excelsior1881)

Parigi, estate 1929. Ai caffè parigini l’aria che si respira non è ancora scossa dal vento di crisi che di lì a breve travolgerà Wall Street. La città dell’Eiffel, ignara del ciclone che presto si abbatterà anche nel Vecchio Continente, si gode il riverbero di un periodo di pace e prosperità. Gli “anni ruggenti” stanno per finire, ma la capitale francese è ancora l’approdo di artisti e letterati di ogni tipo. Continua

La bambina alla finestra: un best seller del Sol levante

Ciliegi in fiore in Giappone
Metà Piccolo principe, metà Diario di scuola. La bambina alla finestra è un libro destinato in breve a diventare un caso letterario anche in Italia, dove è stato pubblicato dall’editore Excelsior 1881. A scriverlo è stata Tetsuko Kuroyanagi, probabilmente il personaggio più noto della tv giapponese. Racconta di una bambina di sei anni, che di nome fa Toto-chan, “chiacchierina e straordinariamente curiosa”, ma non è certamente un racconto che può essere definito infantile.

Come il classicissimo capolavoro di Antoine de Saint-Exupery, parla dei sogni dei bambini, senza per questo trasformarsi in una favola utopistica. Piuttosto, si sofferma con le mille incomprensioni (incluse incomunicabilità) tra grandi e piccini, sfiora temi capitali come l’amore, la morte e la guerra, ma lo fa senza alcun gigioneggiamento verbale. Non è un caso che utilizzi un vocabolario di poco più di mille parole, e sfiori appena le duecentocinquanta pagine di narrazione. Il libretto della Kuroyanagi ha già venduto nel Sol Levante diverse milioni di copie, è stato tradotto in quindici lingue e si appresta a dilagare anche in Europa e Stati Uniti. Toto-chan ha appena sei anni, ma a quanto sembra il suo libro pare destinato diventare uno dei best seller giapponesi di sempre.

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