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Alain e i Rom: un reportage tra fotografia e fumetto

Alain e i Rom: dettaglio dal quarto capitolo - Credits: Coconino Press

Alain e i Rom: dettaglio dal quarto capitolo - Credits: Coconino Press

Per una decina d’anni il fotografo francese Alain Keler ha girato i campi Rom di mezza Europa, dal Kosovo alla Serbia, dalla Repubblica Ceca alla Slovacchia, dal sud dell’Italia alla Francia, scattando immagini della vita in roulotte e villaggi di baracche, raccogliendo le storie e le testimonianze dei nomadi, documentando la loro vita e miserie e narrando la cultura di questo popolo. C’è tutto questo e altro ancora in “Alain e i Rom”, volume che ripropone la formula de “Il fotografo”: una commistione di fotografia e fumetto a fini giornalistici.

Non si tratta di una semplice coincidenza: entrambe le opere si devono al fumettista Emmanuel Guibert, assistito ancora una volta ai colori e alla grafica da Frédéric Lemercier, con cui Keler è entrato in contatto proprio grazie al collega Didier Lefèvre, protagonista de “Il fotografo”. Continua

Borghesi e Cafonal: il fascino della fotografia nelle invenzioni di Longanesi e Tedeschi

Leo Longanesi (Credits: Ansa)

Leo Longanesi (Credits: Ansa)

Su di lui si è detto di tutto. Su uno dei suoi più riusciti settimanali, si è scritto invece molto meno. Parli di Leo Longanesi, e inizia il coro degli inchini, dei luoghi comuni e delle riverenze. “Grande editore” oppure “geniale intellettuale” o ancora, per i palati più fini, arrivano una serie di calembour e aforismi, tutti di conio del compianto. Continua

Marco Simoncelli: Ciao Sic!, il libro ufficiale per ricordarlo

Particolare della copertina - Credits: Faenza Editrice

Particolare della copertina - Credits: Faenza Editrice

Per ricordare i sorrisi di Marco Simoncelli, campione della MotoGP scomparso il 23 ottobre sul tracciato di Sepang, non servono tante parole, bastano le immagini. Ciao Sic! (Faenza Editrice), libro ufficiale che nasce dalla collaborazione tra il Gresini Racing Team e la Casa Editrice di Faenza Group S.p.A, racconta il pilota di Coriano attraverso 128 pagine di scatti inediti e foto in altissima qualità, il tutto puntellato qua e là da alcune delle più celebri frasi del Sic. Continua

Ultime notizie dal Sud: Sepúlveda e Morzinski sulle tracce di un mondo che non c’è più

Ultime notizie dal Sud: particolare della copertina

Ultime notizie dal Sud: particolare della copertina

Immaginate Parigi a metà degli anni Novanta. Uno scrittore e un fotografo che chiacchierano di fronte a una tazza di mate e che decidono così, d’emblée, che vale la pena fare un viaggio per “il Sud del Mondo”. Continua

Diplopia: l’11 settembre visto con gli occhi della globalizzazione

Diplopia, figura 10: composizione di immagini sull'11 settembre, © Clément Chéroux

Diplopia, figura 10: composizione di immagini sull'11 settembre, © Clément Chéroux

Sono passati quasi dieci anni dal crollo delle Twin Towers, l’attentato più fotografato nella storia dei media. Ma cosa abbiamo visto davvero dell’11 settembre? Perché la nostra memoria visiva è legata a così poche immagini ripetitive? E perché ci è sembrato di averle già viste? Clément Chéroux, storico della fotografia, ha condotto un’inchiesta rigorosa e documentatissima a caccia di risposte. Il suo libro, Diplopia (Einaudi), offre un quadro insieme sorprendente e inquietante.

“Un numero incalcolabile di macchine fotografiche puntate in direzione del sito della tragedia e solo 30 fotografie sulla prima pagina dei giornali americani del 12 e 13 settembre”. Come se tutti avessero visto la stessa cosa. Possibile? No, anzi sospetto. Dato che le spiegazioni offerte dagli esperti dei media (la teoria del trauma, quella dell’autocensura) non convincono, Chéroux setaccia la stampa mondiale costruendo un nutrito archivio di copertine, ordinate cronologicamente. Continua

Road to Kabul: viaggio fotografico nell’Afghanistan di oggi

Una delle foto presenti nel libro - Piana degli aquiloni, Kabul (© Gigi Roccati)

Una delle foto presenti nel libro - Piana degli aquiloni, Kabul (© Gigi Roccati)

I colori dei mercati di Kabul. Il cemento e i reticolati della basi militari. La polizia afghana ai varchi cittadini. E ancora gli anziani del consiglio della Shura, la distribuzione degli aiuti e il centro di riabilitazione ortopedica. Continua

Fotografia: questi sono i libri più belli. Parola di Martin Parr

Diane Arbus, An Aperture Monograph

Diane Arbus, An Aperture Monograph

Di Marcello Mencarini

Chi avrebbe detto che Martin Parr, fotografo ironico e caustico, cantore dei riti sociali del nostro secolo, amasse sporcarsi le mani con vecchi libri di fotografia? Invece li colleziona in modo maniacale e ha anche scritto due saggi sull’argomento: “Photobook I, a History” (2004) e “Photobook II, a History” (2006). Continua

Firenze: il Medioevo ritrovato. Grazie alla fotografia

LA GALLERY

Mai come in questo caso l’arte della fotografia ha salvato l’arte vera.
Esce infatti per i caratteri delle Edizioni Polistampa
Firenze 1892-1895: immagini dell’antico centro scomparso, una splendida raccolta di oltre 300 fotografie scattate tra il 1892 e il 1895.

Ma non è la solita raccolta di foto d’epoca. Quegli anni, infatti, furono per Firenze catastrofici. A causa di un insano piano di risanamento, approvato nel 1888 per ragioni di decoro urbano e di igiene sociale, andarono perdute alcune tra le più belle dimore medievali del centro storico, cioè la città di Cavalcanti, di Cimabue, di Giotto e di Dante Alighieri. Fu quello un “bombardamento senza bombe” come lo definirono gli stessi intellettuali dell’epoca che gridarono allo scempio a tal punto che, prima che si consumasse, la Giunta Comunale fu costretta a nominare una Commissione Storico Archeologica, con l’incarico di eseguire studi e fotografie per documentare tutte “le cose di qualche importanza”. Foto le cui lastre si temeva fossero andate perdute. E invece sono state ritrovate negli archivi del Gabinetto Fotografico della Soprintendenza e pubblicate sotto l’occhio vigile e attento di Maria Sfarmeli, direttore del Settore documentazione della Soprintendenza al Polo museale fiorentino. Non sono state così inghiottite dall’oblio le strade dove passeggiava Paolo Uccello, le botteghe frequentate dal Brunelleschi, i tabernacoli citati dal Vasari, il cuore insomma di quella Firenze fino a qualche anno prima capitale politica d’Italia e da sempre capitale delle arti e delle lettere.
Da notare che per ogni scatto è stato rintracciato il punto di presa all’interno del fitto dedalo di strade, piazzette, loggiati medievali e rinascimentali. Quella città scomparsa è adesso di nuovo ripercorribile anche grazie al ritrovamento di una pianta del centro di Firenze come era prima delle demolizioni, allegata al volume.

LA GALLERY

Feedback: un libro su Franco Vaccari, fotografo dell’inconscio tecnologico

Feedback, scritti su e di Franco Vaccari: un libro d’arte che costa come un tascabile (18,60 euro) e ripercorre l’opera di uno dei più grandi artisti concettuali italiani.

Vaccari ha scelto come suo mezzo privilegiato la macchina fotografica. E per quanto ogni artista si aspetti che le proprie opere generino conseguenze, Vaccari si è mosso fin dal principio della sua attività con l’intento preciso di innescare dei processi realmente osservabili: creare nuove situazioni determinate dalle sue opere. Ovvero generare feedback, come recita appunto il titolo del volume.

Un esempio tra i tanti è nell’opera Il mendicante elettronico (del 1973), in mostra allo spazio Oberdan di Milano nella rassegna dedicata all’artista fino al 27 maggio (qui la gallery con le alcune delle opere esposte). La location dell’opera è un angolo qualunque di una città qualunque, dove generalmente un mendicante tende il proprio cappello chiedendo l’elemosina e i passanti gli transitano davanti indifferenti. L’intervento dell’artista altrea però il comportamento dei passanti. Vaccari sostituisce il mendicante in carne ed ossa con un televisore che mostra soltanto l’immagine del cappello. Attorno al monitor cominciano così a fermarsi delle persone incuriosite. E dopo un po’ c’è un intero drappello di spettatori immobili davanti all’insolito spettacolo. L’operazione (ripresa a sua volta in un diversi scatti fotografici) mostra il paradosso tra l’indifferenza nei confronti di un clochard e la curiosità per un comune monitor. Ma si presta anche a riflessioni sul potere dei media e del gesto artistico.

Feedback, a cura di Nicoletta Leonardi, è edito da Postmedia books. E il titolo, parola chiave di ogni opera di Vaccari, si riferisce anche alla composizione interna del volume: un’antologia dei più importanti scritti usciti fin’ora sull’artista i quali, accostati a quelli dello stesso Vaccari, assumono la forma di in un botta e risposta tra le opinioni di critici e le idee del fotografo. Tra i contributi dell’antologia, gli scritti di Renato Barilli, Gillo Dorfles e Roberta Valtorta.

Qui una video intervista a Franco Vaccari 

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