In Google Books stanno sperimentando una nuova interfaccia in 3D: WebGL Bookcase, che facilita la navigazione fra i titoli.
Ovviamente la metafora utilizzata non poteva che essere uno scaffale pieno di libri che, per superare i limiti strutturali di una libreria come quella che abbiamo in casa o che troviamo in un negozio di libri, ruota all’infinito mostrando, per ora, quasi 10mila titoli.
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Il fondatore di Apple, Steve Jobs - Credits: EPA/JOHN G. MABANGLO
Viviamo in un mondo largamente digitalizzato, e questo è un dato di fatto. Ma ciò non implica necessariamente averne capito del tutto il significato. Come abbiamo fatto a trasformare le nostre vite in un’infinita sequenza di zero e uno? Ecco cinque libri che spiegano la rivoluzione digitale attraverso i volti e le storie di personaggi che per genio, fortuna o follia sono stati in grado di stravolgere un’epoca. Continua

Credits: Flickr / allogo
Settimana scorsa è arrivata la notizia che un giudice federale di New York ha respinto l’accordo da 125 milioni di dollari che Google e i rappresentanti degli editori americani avevano raggiunto nel 2008; l’accordo prevedeva la possibilità per il colosso di Mountain View di continuare la sua opera di scannerizzazione di libri senza troppi vincoli e di creare un sistema a pagamento per l’accesso ai titoli catalogati. Una brusca frenata per il progetto Google Books. Ma come si è arrivati a questo punto? Qual è la storia di questa impresa grandiosa quanto controversa? Continua

credits: Amelia-Jane @ flickr
A quanto pare, e si poteva intuire, i libri possono essere considerati il patrimonio genetico della cultura umana.
Nei laboratori di biologia evoluzionistica, infatti, i ricercatori confrontano genomi delle specie per tracciare il percorso evolutivo che ha portato dai primi esseri eucarioti alle creature senzienti come l’uomo. Nei laboratori Google a Mountain View, invece, i ricercatori confrontano le parole utilizzate dall’uomo per tracciare l’evoluzione culturale degli ultimi 200 anni. Il progetto è partito nel 2007 e ha coinvolto ricercatori dell’Università di Harvard.
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La pagina di Google dedicata ad Agatha Christie
Nasceva 120 anni fa - 15 settembre 1890 - a Torquay nel Devon, Agatha Christie. Google la festeggia dedicandole il Doodle.
La mappa del web
Le patatine aromatizzate Dorito’s avevano bisogno di un nuovo sapore. Rinnovare il gusto alla ricerca di nuovi clienti. Ma questa volta gli esperti di Dorito’s non si sono affidati agli assaggiatori professionali: hanno chiesto ai loro clienti di scegliere tra cinque gusti con una votazione su internet. È un caso che negli ultimi mesi viene citato dai guru del web per mostrare come trasformare l’incontro tra le patatine e le papille gustative in un’ “esperienza significativa” per i consumatori. “Ma come si fa a dire che assaggiare patatine è un ‘esperienza significativa? Che cosa ci sta succedendo?” tuona Andrew Keen, ex ricercatore universitario e ora imprenditore del web, che ha navigato su internet tra blog e social network, siti di multinazionali e movimenti per i diritti civili. “Le istituzioni sociali ora sono indebolite” continua Keen “e ciò che le sta rimpiazzando è un individualismo radicale. Basta guardare twitter (un microblog che permette di inviare messaggini di 140 lettere, ndr): è un esempio perfetto di competizione per conquistare più followers (cioè persone che seguono gli aggiornamenti del microblog, ndr). E aggiunge “Quello che resta, insomma, è l’autopromozione di sé stessi”. Sono idee fuori dal coro, raccontate in Dilettanti.com, appena pubblicato in Italia per DeAgostini. Dove descrive il cambiamento dell’industria culturale tradizionale che si sta dissolvendo sotto la valanga dei contenuti gratutiti pubblicati dagli appassionati. Ma il mutamneto, per Keen, è soprattutto una minaccia. I video di YouTube divorano il dominio della televisione. Blog e social network inceppano le rotative della carta stampata. E un’ondata di commenti, opinioni e consigli liberamente accessibili sul web dissolve il ruolo degli esperti, visti come sacerdoti della conoscenza.
Ma quando inizia la grande trasformazione che sta cambiando (almeno sul web) il modo di stare insieme tra le persone? Keen critica senza peli sulla lingua la Silicon Valley californiana, cuore dell’industria hitech e culla di internet, che “non è un libero mercato, ma un insieme di attività economiche controllate da pochi”, aggiungendo un affondo contro l’icona del web: “Google non sta generando una nuova cultura, ma serve soltanto a diffondere più pubblicità e più controllo” chiarisce l’autore di Dilettanti.com. Poi cambia prospettiva, con un salto alla fine del Settecento, ricordando l’arrivo delle macchine nella produzione delle botteghe artigiane. Un avvento che porta con sé un’utopia, secondo Keen: “È l’idea che la tecnologia liberi l’uomo. Oggi, a quanto pare, è cambiato ben poco”. Che cosa ne pensate?
YouTube diventa un libro e tutto made in Italy. Ne YouTube, la Storia, edito da Salani Editore, Glauco Benigni, giornalista e oggi responsabile della Comunicazione delle Strategie Tecnologiche RAI prova a fare il punto di questa straordinaria avventura della rete. Partendo dall’inizio quando il 23 febbraio 2005 il primo video viene messo su Internet: 18 secondi, un soggetto banalissimo, nelle immagini si vedevano alcuni elefanti ripresi in un parco ma ad essere geniale fu la dinamica. Nasce in questo modo la storia dei tre fondatori californiani, Chad, Steve e Jawed, amici nella vita e all’epoca giovanissimi. Il video era proprio di Jawed che insieme ai suoi compagni di giochi informatici oltre alle immagini degli elefanti si era inventato un software capace di caricare video amatoriali in rete in modo velocissimo e di inviarli poi ad un numero infinito di destinatari. Un’ avventura quella dei tre ragazzi di San Bruno che grazie all’aiuto del Venture Capitalist Roelof Botha, che ha fornito loro i primi 3,5 milioni di dollari, si è trasformata in un gigante fagocitato poi da Google nell’ottobre del 2006 per la modica cifra di 1, 65 miliardi di dollari. Il volume, corredato anche di un cd-rom con i video più curiosi, segue così passo per passo i tre anni che hanno stravolto il mondo della rete sempre tenendo ben presente la filosofia del progetto. “Di fatto, grazie alla sua semplicità” scrive Glauco Benigni “YouTube sta risolvendo la visione del futuro, il sogno mediatico della comunicazione interattiva globale, consentendo un potenziale contatto facile e gratuito tra ogni membro della popolazione mondiale”. Non manca l’inevitabile corredo di numeri. Che però in questo caso diventano essi stessi contenuti.100 milioni di video che vengono visualizzati quotidianamente con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore. Questo il bilancio oggi di YouTube. Partita da 18 secondi di immagini di elefanti in uno zoo californiano.
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