
di Giuseppe Scaraffia
Che idea geniale usare un film muto, The artist, per raccontarci la fine del cinema muto nell’America degli anni Venti! Solo così si può intuire quale sia stata la sua grandezza. Del resto Charlie Chaplin sarebbe passato al parlato solo nel 1940, con Il grande dittatore. In The artist viene narrata la brusca interruzione della gloriosa carriera di una stella del muto, incapace, o meglio intimamente ostile, di adattarsi alla nuova moda. La bellissima Louise Brooks, che aveva trionfato anche lei senza bisogno di parole, riassumeva icasticamente la nuova situazione: «I vecchi film erano brutti. I nuovi film erano sempre i migliori. Un attore era considerato solo per il suo ultimo film. I produttori enunciarono questi tre articoli di fede e i meccanismi dell’industria cinematografica li confermarono. E per quanto riguarda il pubblico, fu educato a disprezzare i vecchi film». Continua
- Lunedì 23 Gennaio 2012


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