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Gli e-reader rimpiazzeranno i libri? Il Kindle di Amazon - Credits: Amazon
Arriva dagli Stati Uniti la clamorosa notizia del sorpasso nelle vendite degli ebook rispetto ai libri cartacei. I dati, che si riferiscono al mese di febbraio 2011 e che sono stati pubblicati dalla Association of American Publishers (Associazione degli editori americani), parlano di un giro di affari da 90,3 milioni di dollari, cioè il 202% in più dell’anno precedente. Continua

foto di Kurt Groetsch - credits: oldtasty @ flickr
“Chi vuoi che si metta a leggere un libro sul cellulare?”. Fino a pochi anni fa questa frase era il leit-motiv degli scettici e, va detto, non era nemmeno del tutto infondata. Prima del diffondersi degli e-reader e dei tablet l’idea che un popolo di lettori – in gran parte feticisti della carta stampata – potesse abituarsi a passar dallo sfogliare pagine a “scrollare” manciate di frasi su un cellulare, era difficilmente ipotizzabile. Oggi, a un anno dall’uscita dell’iPad, la domanda “chi leggerà mai un libro su cellulare?” è molto più sensata, e ha anche trovato una risposta: i lettori cinesi.
Cotinua

credits: thegarlands @ flickr
“Sto leggendo un libro spettacolare, sai?”. “Ah, sì? Poi me lo passi?” “Certo. Aspetta, ce l’hai un account Amazon?”
Forse per replicare in forma digitale l’antica usanza di prestare libri, forse per incoraggiare le potenzialità “social” della lettura in Rete, molto più probabilmente per provare a fronteggiare lo spauracchio della pirateria selvaggia, Amazon ha lanciato un’iniziativa curiosa: chiunque comprerà un ebook potrà – una volta letto – prestarlo a uno e un solo amico, per un massimo di 14 giorni.
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credits: andyi @ flickr
Secondo molti, l’anno che sta per finire, è stato l’anno zero della rivoluzione e-book. L’arrivo dell’iPad ha costretto l’editoria a scuotersi dal suo confortevole immobilismo, i milioni di dispositivi per la lettura digitali venduti in tutto il mondo hanno fatto da detonatore per nuove e fantasiose iniziative editoriali (vedi Quintadicopertina, o anche solo il battage mediatico sull’ultimo romanzo di Sandro Veronesi). E non si tratta solo di hype. Basta dare un’occhiata ai dati sulla vendita di ebook nel terzo quadrimestre del 2010, per capire che sotto gli alberi natalizi, quest’anno, compariranno tanti pacchetti sottili a forma di e-reader.
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Credits: goXunuReviews @ flickr
Stai leggendo uno delle decine di thriller che hai stoccato nella memoria a stato solido del tuo Kindle, sei nel mezzo della descrizione della casa del principale sospettato, un cannibale che suddivide rigorosamente donne, uomini e bambini nelle tre portate principali di un pranzo. Stai per scrollare pagina quando un pop-up ti avvisa che hai un messaggio di posta in entrata. Lo apri: “Qual è il tuo piatto preferito?” dice “Non la carne rossa, spero. Hanno un cattivo sapore, i fautori della carne rossa”. Non è un’allucinazione (e nemmeno un virus per e-reader). Solo una delle tante funzionalità interattive che la compagnia IDEO vorrebbe dare ai libri digitali del futuro.
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Credits: andyl @ flickr
Suona la campanella, gli studenti entrano in classe, prendono posto al loro banco, l’insegnante richiama il silenzio: “Forza, accendete i vostri dispositivi e scaricate l’aggiornamento del sussidiario digitale, ho preparato alcuni ipertesti su cui lavorare stamattina”. Gli studenti obbediscono, c’è chi ha un Kindle, chi un iPad, chi un tablet meno costoso, qualcuno prova anche a fare un giro su YouTube, ma trova la Rete bloccata ai soli siti di interesse culturale.
Sembra la descrizione di una giornata scolastica di un vicino futuro, e invece in alcune scuole è già realtà.
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L'agente letterario Andrew Wylie - Credits: Esthr @ flickr
L’agente letterario che voleva cambiare le regole del gioco editoriale ha fallito. La disputa tra Random House e Andrew Wylie è finita 1 a 0 per la casa editrice. Chi già intravedeva all’orizzonte la fine delle case editrici, si rassegni.
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Credits: goXunuReviews @ flickr
Quando si è cominciato a parlarne, non ci credeva nessuno. Quando è uscito il primo e-reader, non ci credeva nessuno. Quando lo si è incoronato come “valida alternativa” alla carta stampata, non ci credeva nessuno. Ora che per la prima volta nella storia, le vendite di e-book hanno superato (e non di poco) quelle di libri hard-cover, nessuno vuole crederci. Eppure i dati forniti oggi da Amazon parlano chiaro: nell’ultimo trimestre la compagnia americana ha venduto 143 libri elettronici ogni 100 libri cartacei a copertina rigida.
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Amazon è arrivata per prima con Kindle, Apple ha risposto in modo roboante con iPad. Google poteva restare a guardare nella guerra dell’editoria digitale? Certo che no: il colosso di Mountain View ha annunciato che in estate verrà lanciato Google Editions, un ebook store proprietario.
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Credits: Apple
A poche ore dall’attesissima presentazione di iPad, il nuovo tablet Apple, Mondadori non perde tempo e annuncia i primi e-book per il 2011.
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Credits: Amazon Kindle
Nell’ansia di non farsi travolgere dalla prossima uscita del tablet Apple, Amazon fa una pazzia: regala i suoi e-book reader a chi non li apprezza.
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(Credits: bloohimwhom by Flickr)
Dalla scorsa settimana il dizionario “De Mauro” della casa editrice Paravia non è più online. La denuncia arriva dall’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori). Che fotografa un panorama editoriale miope tra la delusione degli utenti. Continua
![[i]©Txm[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_librofonino.jpg)
I vantaggi sono tanti. Che non sono ingombranti, che permettono una ricerca per parola e che a lungo termine fanno risparmiare un bel po’ di soldini. Gli e-book insomma, almeno in teoria, sarebbero la panacea alla più elefantiaca e costosa realtà dei libri di carta. Da anni se ne parla, dal 1997 per l’esattezza, e per molti anni ancora probabilmente se ne parlerà. Ma i risultati, al di là delle parole tardano a venire. Gli e-book sul mercato sembrano non decollare mentre invece crescono settori paralleli, come per esempio il mercato degli mp3 per le audioguide museali. Eppure le grandi case tecnologiche o dell’editoria elettronica ce la stanno mettendo proprio tutta per invogliare il distratto lettore. Ad ottobre Amazon tirerà fuori l’ultima diavoleria in termini di elettronica, Kindle, un e-reader, cioè un lettore di libri elettronici, che permetterà ai suoi clienti di scaricare direttamente i volumi che si intendono acquistare.
La novità è che è interamente wireless, senza fili, e permette di scaricare pagine in qualsiasi parte del mondo ci si trovi. L’altra novità invece viene da Google che, sempre da questo autunno, di molti e-book presenti nel suo database comincerà a far pagare l’accesso se completo. Per non parlare anche di altre curiosità come l’e-book profumato messo a punto da un sito americano e schermi supertecnologici concepiti da una start-up del Mit di Boston che imitano in modo sorprendente la normale e tradizionale pagina di carta. Basterà tutto questo per modificare completamente lo scenario dell’editoria? Gli esperti hanno paura a dire di no ma, come sottolinea la lucida analisi del guru Cory Doctorow, i lettori di libri oltre a rappresentare uno zoccolo tradizionale e quindi fedele chiedono uno standard unico per tutti gli editori, in mancanza del quale un e-reader, che già di suo costa non meno di 200 dollari, ne può scaricare solo alcuni e non altri. A quel punto il gioco non vale la candela. Però un dato è significativo: la Random House ha previsto nel 2008 di sfornare per il mercato elettronico ben 6500 titoli, pari al doppio degli anni passati. La speranza, evidentemente, anche per gli ebook è sempre l’ultima a morire.
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