
Un'immagine del cantautore Francesco Guccini– Credits: ANSA/ANSA PHOTO
Sugli scaffali delle librerie dal 25 gennaio scorso si può trovare il nuovo lavoro letterario di Francesco Guccini, Malastagione. Anche questa volta si è avvalso della compagnia di Loriano Macchiavelli, con cui ha già avuto modo di scrivere altri cinque romanzi. Continua

Un particolare del francobollo per Edgar Allan Poe
È impossibile non rimanere affascinati dalle sue opere, sia che ci si limiti a sfogliarle da adolescenti sui banchi di scuola sia che ci si chiami Charles Baudelaire e ci si appresti a tradurle per la prima volta per l’Europa. Avvicinarsi ad Edgar Allan Poe è un viaggio nelle viscere del terrore puro, tra le spire dell’inspiegabile, alle origini del mistero e dell’angoscia umana. Allora come oggi. A duecento anni dalla sua nascita Poe è ancora magia, una magia oscura nata da uno stato di profondo malessere interiore e squilibrio che lo scrittore americano viveva sin dalla sua giovane età. “Sono in uno stato depressivo spirituale” scriveva nel 1835. E il mistero avvolge anche la sua morte, nel 1849, quando fu trovato in stato di delirium tremens sulla banchina del porto di Baltimora e, ricoverato in ospedale, morì qualche giorno dopo.
“Il mistero non ha limiti e confini, non ha un fascino che si perde, la cosa straordinaria è che non arriviamo a scoprirlo: per questo Poe è ancora così contemporaneo” dice Loriano Macchiavelli, uno dei più noti giallisti italiani e “padre” di Sarti Antonio, sergente. “Vado spesso nelle scuole a parlare di giallo e noir: utilizzo i testi di Poe e vedo che i ragazzi ne restano affascinati. E anch’io, nonostante sappia già come vadano a finire, ne resto ammaliato”.
Nel bicentenario della nascita del maestro del noir, che cade il 19 gennaio, gli States hanno previsto molte celebrazioni. Il 16 gennaio, a Richmond, in Virginia, il servizio postale americano pubblica un francobollo commemorativo da 42 centesimi con il ritratto dell’autore, disegnato da Carl T. Herrman. Il 17 l’Edgar Allan Poe National Historic Site di Philadelphia riapre ufficialmente con nuove mostre per il pubblico e Daniel Hoffman, poeta e studioso di Poe, offre una conferenza sull’influenza dell’autore sulla scrittrice Joyce Carol Oates. Il Casemate Museum del Fort Monroe di Hampton, fino a gennaio 2010, dedica una rassegna all’auotre: Un soldato in conflitto: La vita militare di Edgar Allan Poe. Baltimora è una delle città più attive, con visite speciali alla casa di Poe e l’esposizione Art of Darkness: Inspired by Poe, dal 4 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010, con le opere degli artisti che si sono ispirati allo scrittore.
Qui un elenco di eventi americani.
Dall’Italia il blog degli amanti di Poe fa il conto alla rovescia sul bicentenario e segue il calendario delle manifestazioni, sia oltreoceano che da noi. Tra queste, il 16 gennaio a Biella (con replica a Cossato il 25 febbraio), la conferenza Bicentenario di Edgar Allan Poe: Era una notte buia e tempestosa tenuta dal professor David Coen Sacerdotti Sears.
Da segnalare la pubblicazione che fa Piemme, Nel cuore del buio, con venti autori di thriller che riconoscono il loro debito nei confronti del genio americano. Tra questi c’è Michael Connelly, che rivela come è nato uno dei suoi personaggi più noti: il serial killer che si firma lasciando sul luogo del delitto un verso di Poe e per questo viene chiamato “il Poeta”. Ma c’è anche Jeffery Deaver, che spiega come la scrittura di Poe abbia ispirato molti musicisti, famosi e non, come lui stesso, negli oscuri anni della carriera da cantautore.
E il nostro Macchiavelli, quanto è stato influenzato da Poe? “Credo che tutti i romanzi che ho letto abbiano influenzato il mio scrivere: anche se non vuoi, le letture fatte tornano fuori” racconta lo scrittore bolognese. “I lavori di Poe che preferisco? Escludendo tante altre sue cose meravigliose, I delitti della Rue Morgue, capostipite della letteratura di indagine, Il gatto nero, Lo scarabeo d’oro, La lettera rubata. In Poe c’è il noir, il gotico, il mistero… Mi piacerebbe molto assomigliargli”.
E da Macchiavelli anche qualche anticipazione sul suo prossimo romanzo Delitti di gente qualunque, che uscirà per Mondadori il prossimo 17 febbraio. “Dopo 4-5 anni torna Sarti: dopo tanto tempo avevo bisogno di rincontrare un amico. Però questa volta la storia non sarà ambientata a Bologna ma in un luogo talmente affascinante che potrebbe anche essere un omaggio a Poe, il castello Rocchetta Mattei, vicino Porretta. Ora fatiscente, era abitato dal conte Mattei, una sorta di stregone dell’Ottocento”.
LEGGI ANCHE: Luca Crovi e il suo amore per Edgar Allan Poe, con uno sguardo al noir italiano
Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre (Mondadori): complicato titolo per un affollatissimo giallo, che Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli hanno ambientato tra le lotte dei partigiani e gli anni Sessanta, con un ex carabiniere che indaga su un mistero del passato.
Matrice simile ma in chiave americana nel poliziesco Lame di luce (Piemme), di Michael Connelly. Dove un ex detective torna dopo diversi anni su un caso irrisolto. E dà il via a una trama fitta di belle donne, ville hollywoodiane e tantissimi dollari intorno a un omicidio inspiegabile.
In 5 è il numero perfetto (Rizzoli), la graphic novel di Igort, a tornare sulla scena del crimine è invece un ex farabutto in pensione. Credeva di andare incontro a un meritato riposo, ma una trappola lo costringe a tornare in battaglia. Il tutto in una Napoli degli anni Settanta, in bilico tra bellezza e brutalità.
Bellezza e brutalità si mischiano anche ne Il mambo degli orsi (Einaudi), dove Joe R. Lansdale mette in scena la sua coppia preferita di detective per caso: Leonard, grintoso omosessuale di colore che vota repubblicano, e Hap, bianco malinconico e pacioso che vota per i democratici. I due si mettono alla ricerca di Florida, un’amica scomparsa, ma incappano malauguratamente in una serie di nostalgici del Ku-Klux-Klan.
Ancora crimini con Giancarlo Carofiglio. Il suo sguardo è nelle aule dei tribunali, dove vigono non solo le regole scritte ma anche quelle non dette. Una di queste dice: “un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega”. Quali conseguenze comporti violare questa regola l’autore lo racconta nel noir Ragionevoli dubbi (Sellerio).

Gli ultimi commenti