
Matteo Nucci (Credits: Ansa/Di Meo)
Con il romanzo d’esordio, Sono comuni le cose degli amici, ha venduto 15mila copie, riuscendo a coniugare un buon riscontro di pubblico a un’ottima recensione della critica, grazie alla quale è entrato persino nella cinquina dell’ultimo premio Strega. Continua

di Giorgio Ieranò
Per prima cosa state attenti ai titoli. Un conto è dire Tre metri sopra il cielo e un altro Bianca come il latte rossa come il sangue. E volete mettere Scusa ma ti chiamo amore con Sono comuni le cose degli amici, nientemeno che una citazione platonica? Si parla sempre delle stesse cose: i traumi degli adolescenti, il difficile mondo della scuola, i rapporti dei figli con i padri (meglio se defunti), eventualmente il proprio ombelico visto da diverse angolature. Ma rispetto al vecchio Federico Moccia i nuovi «mocciosi» hanno riscoperto una cosa che pareva desueta: la letteratura, la scrittura letteraria, quella che fa sentire più colto il pubblico senza scontentare il critico. Continua
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