
Così è la vita, particolare della copertina
“Ma quando uno muore, muore per tutta la vita?” Specie se si è genitori, si prova uno strano sollievo a leggere Così è la vita di Concita De Gregorio (Einaudi), giornalista-scrittrice che non ha paura di cimentarsi con argomenti scomodi. Con il suo stile piacevole e garbato qualche anno fa affrontò le facce meno idilliche della maternità in Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto. Qui affonda la penna nel grande rimosso della nostra società: la morte e quell’ampia porzione dell’esistenza che ruota intorno al suo spegnersi, la malattia, il dolore, la vecchiaia, la depressione.
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Ave Mary, particolare della copertina
Rivelazione della stagione letteraria 2009-2010 con Accabadora, libro divenuto un classico tramite il passaparola ben prima della meritata conquista del Campiello, Michela Murgia cambia subito strada cimentandosi in un saggio atipico che mescola attualità e Sacre Scritture: Ave Mary (Einaudi).
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Chiedo scusa, particolare della foto di copertina
Se ammalarsi si paga ben oltre la malattia che corrode, guarire grazie al dono di un fegato nuovo da parte di una giovane sconosciuta è un evento che ti cambia per sempre. Chiedo scusa di Francesco Abate e Saverio Mastrofranco (Einaudi) è la moderna odissea di un uomo qualunque cui è dato in sorte di rinascere. Un libro bello e importante, un libro sul dolore che però rasserena. Continua

Pen Club: il sito dell'associazione internazionale
Manlio Cancogni con La sorpresa, Maurizio Cucchi con Vite pulviscolari, Michela Murgia con Accabadora, Luca Ricolfi con Il sacco del Nord e Andrea Vitali con La mamma del sole. Sono questi i cinque finalisti che il 4 settembre si contenderanno la ventesima edizione del Pen Club Italiano. Continua

Di Michele Lauro
Come un bozzolo di seta con un baco dentro. Prendo una similitudine fra le tante da Accabadora di Michela Murgia (Einaudi), a suggerire un’immagine del suo stesso libro. Del bozzolo di seta mi restano le sensazioni fisiche. Mano a mano che chiudo le pagine sento fra i denti la polvere delle strade di Soreni, non-luogo della Sardegna dove si svolge la vicenda (l’autrice è di Cabras, nell’Oristanese, capoluogo del Sinis e terra di desertici miraggi); la schiena che sfrega contro un ruvido muretto a secco eretto a delimitare il confine di un campo; il frusciare di pieghe di gonna; il profumo del morbido impasto per i gueffus, i dolcetti di pasta di mandorle. Continua
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