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Milano

AAA Cerco lavoro a Milano: un libro (e un blog) sulle difficoltà dei venti-trentenni

(Credits: Ansa/Silvi)

(Credits: Ansa/Silvi)

Una necessità. Peggio: un incubo, che però può trasformarsi in un’opportunità inattesa, e in ogni caso in una spia significativa per tracciare una radiografia del disagio di un’intera generazione. Continua

“Milano forte e piano”. Un’antologia su Milano della Happy Hour edizioni

Particolare della copertina - Credits: Happy Hour

Particolare della copertina - Credits: Happy Hour

Come destreggiarsi nell’oscuro mondo dell’editoria? A chi rivolgersi per pubblicare quel manoscritto che avete pronto nel cassetto da tempo? Pagare o non pagare per la sua pubblicazione? L’eterno dilemma…

Gli specchietti per le allodole abbondano. La serietà scarseggia. Tra le piccole e medie case editrici di cui amo raccontarvi, oggi è la volta della casa editrice Happy Hour, nata a Milano poco più di un anno fa.
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La “Corsia Preferenziale” di Cira Sommella

"Corsia preferenziale", particolare della copertina - Credits: Echo Communication

"Corsia preferenziale", particolare della copertina - Credits: Echo Communication

Metti un sabato qualunque. Metti che quel sabato ti viene in mente che devi andare dal parrucchiere. Metti che ci vai in taxi. Metti che quel taxi sia guidato da una donna. Un’amica, direi. Sì, una cara amica e collega di Cira Sommella che, tra una parola e l’altra, ti fa scoprire che la sua amica, anche lei tassista, ha scritto un libro. E l’ha pure pubblicato!
Incuriosita più che mai, chiedo il titolo. Ma questo è un sabato speciale. Non solo ho il titolo, “Corsia preferenziale” (Echo Communication), ma il libro stesso, che la fedele amica teneva sul sedile di fronte “per ogni evenienza”. Eccomi qua, sono l’evenienza.
Lo divoro. Continua

Flash Book. Quando la lettura diventa protesta

Flash Book on FaceBook - Credits: Roberta Respinti

Flash Book on FaceBook - Credits: Roberta Respinti

Chiamatela protesta, chiamatela iniziativa, chiamatela necessità. Comunque vogliate definirla, classificarla, etichettarla, il Flash Book si fa sentire. I suoi ragazzi invece no. Perché silenziosi si radunano in vie o piazze, si accovacciano a terra, tirano fuori il loro libro del momento e lì, nel traffico di una città che mai si ferma, si isolano e si lasciano guidare dalla magia delle parole di quelle pagine bianche. Continua

Nomi, cognomi e infami di Giulio Cavalli. Ridere di mafia è un atto d’onore

particolare della copertina - Credits: Edizioni Ambiente

particolare della copertina - Credits: Edizioni Ambiente

Altro che uomini. Mezz’uomini, forse ominicchi, forse meno. Sono i boss raccontati nel libro di Giulio Cavalli: Nomi, cognomi e infami (244 pagine, Edizioni Ambiente). È il boss Gaetano Badalamenti, detto Tano Seduto, che non riesce a sopportare la satira (e l’impegno politico) di Peppino Impastato. È Toto Riina, detto u’curtu, che nelle fiction televisive cavalca cavalli bianchi, mentre nella realtà è basso, paonazzo e non azzecca un congiuntivo. È Bernardo Provenzano, detto u’tratturi, il boss dei boss, che aveva un potere enorme ma era costretto a rintanarsi come un topo tra coppole, santini e canzoni dei Puffi.
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BookPreview, letture gratuite sui tram di Milano

Un tram ATM a Milano - Credits: LHOON @ flickr

Un tram ATM a Milano - Credits: LHOON @ flickr

Invogliare la gente alla lettura è arte complicata e improba. Si è provato con i racconti in metropolitana e i distributori automatici di volumi in aeroporto. C’è stato il giorno in cui si doveva regalare un libro a uno sconosciuto e quello in cui si invitava a dimenticare romanzi sulle panchine in stile book-crossing. Ora è la volta dei libri gratuiti sui tram. Anche se in realtà, più che di libri, si tratta di singoli capitoli.
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L’Intermittenza: il quarto romanzo di Andrea Camilleri in sei mesi

Credits: Pensiero @ flickr

Credits: Pensiero @ flickr

C’è chi non ci vuole credere: “Il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, un altro?”. C’è chi lo definisce “racconto annacquato”. C’è chi è incuriosito dall’insolita cornice in cui è ambientato, il non-luogo della Milano altoborghese: “Niente Montalbano? Quasi quasi lo compro”. E poi ci sono quelli, sempre di più, che acquisteranno L’Intermittenza (Mondadori, 181 pagine), il nuovo romanzo di Camilleri uscito ieri in libreria, ad occhi chiusi.
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Gli scontri di via Padova a Milano: intervista allo scrittore Giorgio Fontana

Credits: Terre di Mezzo editore - particolare della copertina di Babele 56

Credits: Terre di Mezzo editore - particolare della copertina di Babele 56

Stranieri, paura, città che cambiano: ne abbiamo parlato con Giorgio Fontana, autore di Babele 56, reportage sull’immigrazione a Milano.
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Il reading della Marsilio in ricordo di Stieg Larsson

Stieg Larsson

Il 9 novembre ricorre l’anniversario della morte dello scrittore svedese Stieg Larsson, autore della ormai celebre trilogia Millenium, che con i volumi Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco sta scalando da mesi la vetta della classifica dei libri più venduti in Italia, un vero e proprio fenomeno di culto letterario non solo italiano ma anche europeo.
Per ricordarlo la rete delle librerie italiane sarà coinvolta nel promuovere in ogni città italiana momenti di lettura e ricordo di questo autore, precocemente scomparso prima di poter vedere il travolgente successo di critica e di pubblico che lo ha poi visto protagonista.
Marsilio Editori, che ha pubblicato i suoi romanzi in Italia, promuove un reading che vedrà protagonisti gli appassionati di Larsson e che si terrà presso la libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, a partire dalle ore 15.30.
I fan dello scrittore svedese, mandando una e-mail di adesione a Marsilio ( info at marsilioeditori.it), potranno raccontare la loro esperienza di lettura dei primi due volumi della trilogia e scoprire alcune anticipazioni del terzo volume La regina dei castelli di carta, che sarà in libreria a partire dai primi giorni del prossimo gennaio.

Il giornalismo dal basso a partire dai clienti di un locale milanese

Nordest caffè2
Un locale raccontato in un libro, a partire dai suoi clienti: è Nordest caffè , il primo volume della collana editoriale Your space, un progetto tutto milanese che vuole raccontare i luoghi di aggregazione della città attraverso le testimonianze di chi quei luoghi li vive ogni giorno. Il primo a essere messo nero su bianco è appunto il Nordest, un bar nel cuore dello storico quartiere Isola che dalla colazione fino al brunch domenicale diventa la casa di affezionati e clienti di passaggio. Cento di loro hanno accettato di raccontare i propri gusti e le proprie abitudini: dal cocktail preferito al giornale più letto, sino ad arrivare alla vita privata, ai sogni e ai ricordi. Come quelli di Eugenio Viganotti, ladro di galline che frequentava il locale fin dagli anni Ottanta, quando “c’era gente della malavita … quando venivano grandi boss come Turatello”, fino a Marisa Nidasio, classe 1938, compagna di giochi di Silvio Berlusconi “lui abitava qui vicino”, racconta, “Ci incontravamo in strada, era molto galante con me. Ma a me non piaceva, era goffo”. Dalla fotografia ai dati personali, i clienti diventano protagonisti e si mettono in rete. Se infatti il libro è acquistabile nel locale da cui prende il nome, le sue storie si trovano anche in una pagina di MySpace, dove è possibile sfogliare le cento pagine di racconti accompagnati dalla musica di John Coltrane.
Nordest caffè
In un momento in cui tutti vogliono apparire e raccontarsi, il fotoreporter Marcello Mencarini e il giornalista Paolo Papi hanno raccolto le testimonianze di uomini e donne, che oltre ai loro vissuti hanno deciso di dare i propri dati personali, compreso l’indirizzo e-mail, per creare, a partire dai racconti di vita reale, una rete virtuale dove confrontarsi e incontrarsi.
Da Isola della mala a Isola della moda, il crocevia temporale e locale di un quartiere in continua trasformazione diventa così un locale e la sua gente. I prossimi volumi di Your space potrebbero raccontare le storie di vita dei clienti di una libreria come di un supermercato. Insomma un esperimento di giornalismo dal basso che attraverso un’indagine sugli spazi della contemporaneità ha voluto spezzare il luogo comune che vede oggi, nell’era del virtuale, la socialità solo attraverso un click e una webcam.
Un archivio emozionale di microracconti che descrive, dall’aiuto regista alla stilista, dall’edicolante single all’impiegato separato, passando per il famoso dj al designer di Tel Aviv, un mondo reale che sa anche diventare virtuale.

Gli anni di piombo visti con gli occhi del cronista

Pistola P 38
Gli anni di piombo raccontati da un giornalista che per anni si è occupato di mafia. Quello che veramente ami di Riccardo Arena, Dario Flaccovio Editore, è un romanzo intinto nella cronaca dove i sentimenti dei singoli si muovono incrociandosi con i sentimenti del loro tempo. Panorama.it ha incontrato l’autore.

Perché ha scelto il 1977 per ambientare la sua storia? E perché Milano?

Perché era l’anno della giovinezza, mia e del nostro Paese. E poi perché, come recita il titolo di un’ottima, e per questo misconosciuta, trasmissione Rai dedicata proprio al ’77, quello fu “l’anno che non finì mai”. Ho provato io, allora, a immaginarne una conclusione. Milano l’ho scelta perché per me era il centro del mondo e poi perché è la città dei due personaggi esistenti che hanno ispirato la storia.

Alla sua sicilianità che posto ha dato, invece, nel romanzo?

E’ il sole della mia Isola e delle zone in cui ci sono le origini della mia famiglia: Vittoria, il Ragusano, territori in cui sono cresciuto e dove terrò sempre un pezzo del mio cuore.

Quanto le è servita la sua esperienza di cronista giudiziario nella costruzione della trama e dei personaggi? Ci può fare qualche esempio?

E’ servita, anche se scrivere un romanzo è cosa ben diversa dal fare un articolo di cronaca. Ho fatto dei cenni ad aspetti processuali, ho costruito la figura dell’avvocato di Soccorso rosso che però soccorre anche il protagonista-fascista…

Lei affronta nel suo libro lo scontro generazionale (il ’77 in opposizione alla seconda guerra mondiale). Perché? Cosa le interessava?

Volevo cercare di capire il perché di tanti contrasti tra la mia generazione e quella precedente, compreso ovviamente il contrasto tra me e mio padre. Non so se ci sono riuscito. Ognuno rivendicava la propria guerra e le proprie sconfitte e se le è tenute.

La violenza è sempre presente nel suo volume, come aria che si respira, come azioni che coinvolgono i personaggi. Perché? Crede sia una condizione alla quale l’essere umano è condannato? O solo in certi momenti storici?

Ho sempre creduto all’importanza della violenza nella storia e al fatto che i grandi rivolgimenti avvengono soprattutto con l’uso delle armi. Tuttavia questo è un libro fondamentalmente pacifista, sull’assurdità di tutte le guerre: quelle vere, cui partecipa il padre del protagonista, e quella non dichiarata, cui prende parte “il Tunisi”.

Ma il suo libro è anche una storia d’amore, un amore difficile. Anche questo sentimento è forse una metafora? Di cosa?

È la metafora dell’amore impossibile, tra una destra e una sinistra che si sono rivelate sempre, in ultima analisi, ottuse: non hanno capito cioè che la vera rivoluzione è fare qualcosa di unico, di sconvolgente, di veramente grande. Unirsi, ad esempio, buttando via i vecchi arnesi della retorica e di culture-non culture che oggi ci hanno portato al veltrusconismo. Come diceva, quel signore? “Questo di tanta speme oggi mi resta…”.

Quelle signore: la storia di Marchetta e dei suoi facili costumi

Quelle signore

Prima di tutto, una notizia di cronaca. Milano, 26 maggio: Cgil, Cisl e Uil organizzano un convegno “Cara Merlin ti scrivo”. Si scopre così che, nella sola metropoli lombarda, almeno centomila uomini ha avuto rapporti sessuali con una prostituta. Un milanese su dieci, quindi.
Adesso, invece, ecco l’incipit di un libro: “C’è un uomo tra i diciotto e i cinquant’anni residente a Milano o che a Milano sia venuto per affari o per svago, il quale non abbia fatto almeno una visita a una famosa casa che la burocratica verecondia della Pubblica Sicurezza, che ne ha l’alta sorveglianza, e lo spirito pecoresco dei reporter di giornali, han qualificato per innominabile?”.
Se non fosse per il riferimento alla casa di tolleranza, sembrerebbe pura cronaca. Ma ovviamente non lo è. Il libro porta la data 1904 ed è a firma di Umberto Notari, direttore e fondatore dell’ “Ambrosiano”, nonchè amico e sodale di Filippo Tommaso Marinetti. Si intitola Quelle signore e costa al suo autore un processo per oltraggio al pudore. Ecco: basterebbe questo a spiegare il motivo per cui la casa editrice Otto/Novecento lo ripubblica ora a distanza di ottantaquattro anni.
Basterebbe, ma non basta: il libretto è un rutilante affresco di una città distratta, tutto smog (si, proprio così, smog) ed affari, dietro la cui ipocrisia si nascondono in controluce edonismo e sfruttamento.
Di qui, prende le mosse la storia di Marchetta, bella, esperta e sensualissima femme fatale che smania e si divincola dalla cronaca quotidiana di lenoni, viscidi signori e sfruttatori. È un ritratto di un secolo fa, ma sembra un’ istantanea scattata ieri sera.

Letterature, Festival internazionale di Roma: word in progress

[i](Foto: Ansa)[/i]

Nick Hornby, Carlo Lucarelli, Sandro Veronesi

Staffetta letteraria tra Milano e Roma. Dal 14 al 16 maggio la letteratura trova voce sotto la Madonnina, con Officina Italia e la creatività artistica italiana ad alternarsi nella lettura di opere inedite, in fase di creazione, presso la Palazzina Liberty. Quest’anno un occhio particolare è rivolto alla cosiddetta Terza Generazione, i nuovi talenti nati tra gli anni ‘70-’80, che si avvicendano con i maestri. Gli autori sono Silvia Avallone, Andrea Bajani, Andrea Cortellessa, Mario Desiati, Barbara Di Gregorio, Igino Domanin, Gian Arturo Ferrari, Giuseppe Genna, Paolo Giordano, Sergio Luzzatto, Michele Mari, Laura Pariani, Valeria Parrella, Rosella Postorino, Veronica Raimo, Walter Siti, Sebastiano Vassalli, Sandro Veronesi, Alessandro Zaccuri.
Dal 20 maggio al 19 giugno invece la letteratura si trasferisce in Capitale con “Letterature - Festival internazionale di Roma“. Presso la basilica di Massenzio, tra le antichità dei Fori imperiali, la settima edizione della rassegna porta i maggiori scrittori delle scena mondiale contemporanea a leggere loro brani inediti. Il tema su cui si confrontano quest’anno è “Parola, Silenzio”. Gli autori sono stati chiamati a comporre su questo binomio di termini, in apparente dicotomia ma così complementari e imprescindibili nella letteratura.
La serata inaugurale si apre con il progetto “La storia siamo noi”, in cui tredici scrittori di generazioni diverse raccontano l’Italia dal 1848 ad oggi: Giosuè Calaciura, Andrea Camilleri, Leonardo Colombati, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Mario Desiati, Antonio Franchini, Giuseppe Genna, Nicola Lagioia, Helena Janeczek, Laura Pariani, Sandra Petrignani, Laura Pugno, Antonio Scurati.
La serata del 22 maggio è dedicata al giallo, con due maestri del genere, il giornalista e giallista americano Jeffery Deaver, l’autore de Il collezionista di ossa, e il nostro Carlo Lucarelli, abile penna di gialli e noir.
Per gli amanti dell’immaginario e del surreale la data è il 27 maggio, con due massimi esponenti dei generi “cyberpunk” e “pulp”, William Gibson (Negromante, 1984), leader del movimento Cyberpunk, che si muove tra nuove tecnologie e le loro conseguenze funeste, e il texano Joe R. Lansdale, l’autore underground di maggior successo al mondo.
Il 29 maggio è protagonista Massimo Carlotto, giallista italiano, tra i maggiori in Europa.
Letteratura al femminile il 4 giugno con l’americana Katherine Dunn, romanziera, poetessa, giornalista e insegnante di scrittura creativa, e l’enfant terrible della letteratura spagnola contemporanea, Lucía Etxebarría. Il 5 giugno tira vento d’Oltremanica, con il londinese Nick Hornby e l’irlandese Joseph O’Connor. L’appuntamento del 10 giugno è interamente dedicato allo scrittore, poeta, autore di testi teatrali, giornalista e sceneggiatore Vincenzo Cerami.
Spazio agli esordienti, il 12 giugno, con il lancio dei due giovani autori ritenuti più interessanti e validi dai selezionatori: l’italiano Paolo Giordano e il texano Stefano Merrill Block. Il 17 giugno Letterature ospita il premio Nobel Vidiadhar Surajprasad Naipaul, britannico nato nell’isola caraibica di Trinidad da genitori indiani di casta braminica. È una festa corale quella della serata conclusiva del 19 giugno e segna l’inizio della presenza della poesia nel festival. Partecipano in video i due grandi poeti italiani contemporanei Andrea Zanzotto e Alda Merini, mentre sul palco della Basilica di Massenzio si alternano i poeti Antonella Anedda, Milo De Angelis, Silvia Bre, Franco Loi, Patrizia Cavalli, Valerio Magrelli, Patrizia Valduga, Valentino Zeichen.

Qui il programma dettagliato di Officina Italia.
Qui il programma dettagliato di Letterature 2008.

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