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Nobel a Tranströmer: “Chi l’ha detto che il Premio debba andare a un autore già santificato?”

Tomas Tranströmer (Credits: Ansa/Epa/Fredrik Sandberg)

Tomas Tranströmer (Credits: Ansa/Epa/Fredrik Sandberg)

@fmbattaglia

Ci sono almeno tre ragioni che danno una forte, fortissima carica innovativa all’assegnazione dell’ultimo Nobel per la letteratura deciso il 6 ottobre scorso dall’Accademia reale svedese. È vero: Tomas Tranströmer (leggi la sua biografia) era da anni uno dei candidati più probabili alla vittoria del Premio, tanto che, al momento dell’annuncio, la folla di giornalisti scandinavi presenti in sala ha accolto con un applauso liberatorio la decisione degli eredi di Alfred Nobel. Eppure questa decisione incrina certe consuetudini per almeno tre circostanze. Continua

Libri premiati: dal Nobel allo Strega, i vincitori del 2010/2011

Un'immagine di Mauro Corona - Credits: ALBERTO LANCIA / ANSA / KUM

Un'immagine di Mauro Corona - Credits: ALBERTO LANCIA / ANSA / KUM

Dal Nobel per la Letteratura al Booker Prize, dallo Strega al Premio Pulitzer: ecco un breve giro panoramico tra i detentori di alcuni dei più importanti premi letterari internazionali e nostrani. Per cimentarsi in letture impegnate, ma non necessariamente impegnative. Continua

Scelti per voi: i tre romanzi da leggere del Premio Nobel Vargas Llosa

Mario Vargas Llosa (Credits: Ansa/Epa/Mario Guzman)

Mario Vargas Llosa (Credits: Ansa/Epa/Mario Guzman)

L’Accademia di Svezia lo ha premiato per “la sua cartografia delle strutture del potere e per le acute immagini della resistenza, rivolta e sconfitta dell’individuo”. Una bella frase, ma una motivazione niente affatto esaustiva: Mario Vargas Llosa è certamente uno dei più grandi scrittori viventi e, come spesso capita a molte delle prime lame della letteratura mondiale, soffre decisamente ad essere rinchiuso in una breve, per quanto laudatoria, definizione.

Il narratore peruviano è  il più noto Premio Nobel degli ultimi anni. Più conosciuto di Imre Kertész, più rinomato di Elfriede Jelinek, più famoso di Herta Müller. Eppure, non è certamente uno degli autori stranieri più venduti in Italia. Proviamo allora a segnalarne tre romanzi da non perdere. Continua

Il Premio Nobel per la Letteratura 2010 va a Mario Vargas Llosa

Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la Letteratura 2010

Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la Letteratura 2010

È Mario Vargas Llosa il Premio Nobel per la Letteratura del 2010. Nonostante le previsioni.

Ad annunciarlo, oggi alle 13 (ora italiana) è stata la commissione dell’Accademia Svedese, che ha premiato l’autore peruviano

per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua tagliente immagine della rivolta, della resistenza e della sconfitta dell’individuo.

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Nobel per la letteratura. Le previsioni dicono Ngugi wa Thiong’o

Ngugi wa Thiong'o, favorito per il Nobel della letteratura? ( EPA/UNIVERSITY OF CALIFORNIA/HO)

Ngugi wa Thiong’o, favorito per il Nobel della letteratura? ( EPA/UNIVERSITY OF CALIFORNIA/HO)


Sarà annunciato domani, giovedì 7 ottobre a mezzogiorno (diretta sul sito del Premio ) il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura.
Il favorito dell’ultima pare essere lo scrittore del Kenya, Ngugi wa Thiong’o. Almeno questo dicono i bookmaker di Ladbrokes.
Romanziere, drammaturgo, teorico e studioso delle società post-coloniali oltre che attivista sociale, Ngugi wa Thiong’o insegna Inglese e Letteratura comparata all’Università della California. Anche se ha iniziato la sua carriera scrivendo in inglese, Ngugi wa Thiong’o è successivamente passato alla lingua madre, il Gikuyu.
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Ufficiale: il Nobel di Salvatore Quasimodo spettava a Karen Blixen

Credits: Fabio Deotto

Credits: Fabio Deotto

La Reale Accademia di Svezia ha svelato documenti che spiegano perché Karen Blixen non ha ricevuto il Nobel nel 1959: era scandinava.
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Nobel per la Letteratura 2009 a Herta Muller… Chi?

Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009 (AP Photo/Jens Meyer)

Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009 (AP Photo/Jens Meyer)

Herta Muller ha vinto il Nobel per la letteratura. Motivazione: “Con la forza della poesia e la franchezza della prosa, descrive il panorama dei diseredati”. Bene. Ma chi è Herta Muller? Continua

Nobel per la letteratura 2009: al via le scommesse. Favorito (anche quest’anno) Amos Oz

Amos Oz

Amos Oz

Il più grande bookmaker inglese, Ladbrokes, ha messo sul piatto delle scommesse i nomi dei possibili Nobel per la letteratura 2009. Il vincitore si conoscerà giovedì 7 ottobre alle 12.00, con l’annuncio sul sito ufficiale nobelprize.org. Nel frattempo ecco i papabili. Continua

Le Clézio e il gioco della torre all’Accademia di Svezia

Jean-Marie Gustave Le Clézio

Di Roberto Barbolini
Magari sarà capitato anche a voi: con il gioco della torre hanno cominciato a tormentarci fin da piccoli. “Vuoi più bene al papà o alla mamma?” era la domanda che la cugina nubile oppure lo zio prete, la moglie del dirimpettaio o il marito della tata ci scodellavano col loro più bel sorrisino all’alchermes. “A tutti e due uguale” rispondevamo. “A tutti e due”, sentendoci intanto pungere il cuore dall’incertezza.
Con il Nobel per la letteratura (se volete fare bella figura pronunciate Nobèl) succede un po’ la stessa cosa. Immaginate la fatidica cinquina finale composta, che so, da Philip Roth, Milan Kundera, Àlvaro Mutis, Joyce Carol Oates, più un quinto personaggio il cui nome non verrà per ora rivelato. Oppure da Amos Oz, Mario Vargas Llosa, Martin Amis, Don De Lillo, più l’anonimo di cui sopra. Aggiungete, alla rinfusa, i nomi di Thomas Pynchon, Mo Yan, Alice Munro, Claudio Magris. E poi figuratevi tutti questi egregi signori delle lettere spiaccicati al suolo, dopo un volo virtuale ma senza scampo giù dalla fatidica torre. E lassù in cima, solo ed unico trionfatore sul podio della letteratura mondiale, l’uomo di cui abbiamo finora taciuto il nome: Jean-Marie Gustave Le Clézio. Che non sarà magari uno scrittore mediocre, come si è affrettato a definirlo il nostro Pietro Citati; piuttosto uno scrittore medio, con un curriculum buono ma non eccezionale, anche se molto premiato nel suo paese, la Francia.
Esordio precoce all’epoca del “nouveau roman”, quando la star era Alain Robbe-Grillet; scrittura in senso lato sperimentale fino agli anni Settanta (ma in quel periodo era vivo e vegeto un certo Georges Perec…); approdo nella maturità a uno stile più quieto, con tematiche che vanno dall’autobiografia al viaggio e all’ambiente: ai severi accademici svedesi Le Clézio è parso avere tutte le carte in regola.
Ma, puntuali come ogni anno, sono scoppiate le polemiche. E via con il tormentone, la dietrologia, i sospetti sull’effettiva competenza della giuria, ricorrentemente accusata di pensare più alla “political correctness” che alla letteratura: a conferma, è sempre stato di prammatica rammentare il riconoscimento negato a Jorge Luis Borges per le sue posizioni politiche considerate troppo di destra.
In effetti la sequela dei Nobel letterari mancati è ben lunga e piena di stranezze. Possibile che tra i 14 francesi finora premiati (la rappresentanza più numerosa) manchi un certo Marcel Proust? E che l’Austria abbia visto laureare Elfriede Jelinek ma non Robert Musil o Thomas Bernhard? “Tra i russi” ci ha ricordato Paolo Di Stefano sul Corriere della sera “c’ è Bunin ma non ci sono Tolstoj, Mandel’ stam e Salamov. Tra gli svizzeri c’è un certo Spitteler e mancano Dürrenmatt e Frisch. E se tra gli irlandesi non c’è traccia di Joycee tra gli americani mancano Scott Fitzgerald e Nabokov, perché Deledda sì e Verga no?”.
L’impressione, a pelle, è che l’Accademia svedese sia una parodia involontaria del Congresso del mondo immaginato proprio da Borges in una sua novella: nell’impossibilità di valutare davvero la totalità delle letterature mondiali, si punta a una certa equità distributiva, a equilibrismi diplomatici, più che a premiare davvero i migliori o a sorprendere con scelte coraggiose e impreviste.
In realtà le cose sono più complesse, come ci ha ben raccontato di recente Daniela Marcheschi nel saggio Alloro di Svezia (Mup editore), sfatando molti equivoci e superficialità sull’operato dei fatali accademici. Ma il risultato rimane spesso di una deludente medietà. La scelta di autori come Le Clézio o la Jelinek sarebbe, in questo senso, l’equivalente letterario della “vita da mediano” cantata da Ligabue. Eppure la contesa per l’”alloro di Svezia” continua, come ogni anno, a fare rumore. Non a caso, Alfred Nobel è ricordato come l’inventore della dinamite.

Nobel della letteratura al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio

Jean-Marie Gustave Le Clézio
Il Nobel della letteratura è andato al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio. Lo scrittore, nato a Nizza nel 1940 e che ha cominciato a scrivere a 7 anni, ha ormai un repertorio di oltre 30 pubblicazioni (libri, fiabe, saggi e novelle) che lo hanno reso un autore di successo in tutto il mondo. Il primo Il Verbale a 23 anni.
Tra i suoi lavori, quelli tradotti in Italia sono: Il continente invisibile (Instar Libri, 2008); L’africano (Instar Libri, 2006); Diego e Frida (Net, 2004); Stella errante (Il Saggiatore, 2000); Le due vite di Laila (Il Saggiatore, 1999); Il cercatore d’oro (Rizzoli, 1990).

Qui la sua scheda aggiornata su Wikipedia.

Nobel per la letteratura, ecco i superfavoriti

Amos Oz

Il vincitore del premio Nobel per la letteratura sarà noto domani alle 13.00. Una conferenza stampa alla Accademia svedese di Stoccolma annuncerà il nome, che comparirà nello stesso momento sul sito web del premio.
Nel frattempo circolano i nomi dei possibili italiani. Alcuni sono gli stessi dell’anno scorso: Claudio Magris, Antonio Tabucchi e anche Umberto Eco. Tra gli stranieri, si piazzano favoriti l’americano Philip Roth e il giapponese Haruki Marukami. E circolano anche i nomi del poeta australiano Les Murray, del romanziere nigeriano Chinua Achebe e del poeta siriano Ali Ahmad Said, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Adonis. In Svezia, patria del Nobel, si fa il tifo per il poeta Tomas Transtroemer: una sorta di icona nazionale che ha avuto una grande influenza fuori e dentro i confini del Paese. Di Transtroemer si parla da anni vista la sua notevole e profonda produzione letteraria.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Anche l’anno scorso, quando il premio fu vinto a sorpresa dall’inglese Doris Lessing o anche l’anno prima con il turco Orhan Pamuk, la rosa dei candidati era pressapoco la stessa, con qualche leggera modifica. Tra i tormentoni degli ultimi anni, nella rosa dei papabili c’è anche il nome di Bob Dylan: da tempo, molte voci concordano sul fatto che sia giunto il momento di premiare il folk singer americano, considerato poeta della modernità. Tanto che lo scorso aprile la Columbia University di New York ha assegnato il premi Pulitzer proprio al menestrello di Duluth, che si è aggiudicato lo speciale Oscar del giornalismo nella categoria “Special citations & awards”. Mentre tra i superfavoriti c’è l’israeliano Amos Oz.
Ora la parola passa direttamente alla Fondazione che ha vagliato le migliaia di indicazioni provenienti dalle decine di professori, scrittore e istituzioni, che si sono espressi per vari candidati in una specie di “nomination” per il premio.

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