Leggi tutte le notizie su:


prostituzione

Minorenni in vendita: la prostituzione minorile raccontata da chi la combatte

(Credits: Ansa/Percossi)

(Credits: Ansa/Percossi)

L’argomento è noto e drammatico. L’indifferenza che lo circonda pure, o forse ancora di più. La prostituzione minorile non è una novità, non lo è mai stata. Il punto è che adesso il fenomeno è in mostruosa crescita.

Continua

Venduta di Patricia McCormick: la schiavitù in un bordello di Calcutta

Venduta: particolare della copertina del libro edito da Salani

Venduta: particolare della copertina del libro edito da Salani

Una ragazza è come una capra: “buona finché ti dà latte e burro. Ma non vale la pena piangerci sopra quando è ora di farci lo stufato”. È molto difficile riuscire a sintetizzare un destino di violenze e abusi in una sola frase, specie se quel destino è raccontato in modo insolitamente asciutto e scabro. Continua

Quelle signore: la storia di Marchetta e dei suoi facili costumi

Quelle signore

Prima di tutto, una notizia di cronaca. Milano, 26 maggio: Cgil, Cisl e Uil organizzano un convegno “Cara Merlin ti scrivo”. Si scopre così che, nella sola metropoli lombarda, almeno centomila uomini ha avuto rapporti sessuali con una prostituta. Un milanese su dieci, quindi.
Adesso, invece, ecco l’incipit di un libro: “C’è un uomo tra i diciotto e i cinquant’anni residente a Milano o che a Milano sia venuto per affari o per svago, il quale non abbia fatto almeno una visita a una famosa casa che la burocratica verecondia della Pubblica Sicurezza, che ne ha l’alta sorveglianza, e lo spirito pecoresco dei reporter di giornali, han qualificato per innominabile?”.
Se non fosse per il riferimento alla casa di tolleranza, sembrerebbe pura cronaca. Ma ovviamente non lo è. Il libro porta la data 1904 ed è a firma di Umberto Notari, direttore e fondatore dell’ “Ambrosiano”, nonchè amico e sodale di Filippo Tommaso Marinetti. Si intitola Quelle signore e costa al suo autore un processo per oltraggio al pudore. Ecco: basterebbe questo a spiegare il motivo per cui la casa editrice Otto/Novecento lo ripubblica ora a distanza di ottantaquattro anni.
Basterebbe, ma non basta: il libretto è un rutilante affresco di una città distratta, tutto smog (si, proprio così, smog) ed affari, dietro la cui ipocrisia si nascondono in controluce edonismo e sfruttamento.
Di qui, prende le mosse la storia di Marchetta, bella, esperta e sensualissima femme fatale che smania e si divincola dalla cronaca quotidiana di lenoni, viscidi signori e sfruttatori. È un ritratto di un secolo fa, ma sembra un’ istantanea scattata ieri sera.

All’aperto e al chiuso: la prostituzione che cambia faccia

La prostituzione in Italia negli ultimi anni ha cambiato faccia. È il concetto fondamentale su cui ruota All’aperto e al chiuso, il libro che analizza il fenomeno prostituzione in Italia, a cura di Francesco Carchedi e Vittoria Tola, pubblicato dalle edizioni Ediesse.
E così se a livello planetario le Nazioni Unite stimano in circa 4 milioni le donne e le bambine comprate e vendute ogni anno, nel nostro paese la prostituzione riguarda circa 12 mila donne l’anno. Una cifra che va poi declinata nel quotidiano. E che si traduce spesso in mera lotta per la sopravvivenza e la conquista di un mercato che si fa sempre più difficile. Oltre alle nigeriane, alle europee dell’Est e alle sudamericane sono in crescita le cinesi e le maghrebine. Ma la convivenza non sempre è facile. Anche per questo forse, e anche per la legge Bossi-Fini sull’immigrazione, l’ultima in termini cronologici, una delle novità è che si stanno abbandonando le strade in favore di luoghi al chiuso: case private, alberghi, appartamenti in condivisione, club dove ci si vende senza pestarsi i piedi. Cresce, dunque, la prostituzione da interno mentre avanza anche un altro fenomeno più subdolo ma non per questo meno pericoloso. Le organizzazioni criminali, infatti, da qualche anno stanno cercando di venire a patti con le loro vittime offrendo loro condizioni di vita migliori. Ma in questa “umanizzazione” dello sfruttamento è inquietante perché offre un finto potere decisionale a quelle che restano comunque le vittime di questo tipo di mercato. Insieme al traffico di armi e di droga, il traffico di esseri umani a sfruttamento sessuale è diventato uno dei principali business illegali del pianeta. Da qui parte poi la parte “construens” del libro. Quella delle proposte e delle alternative utili. Come il progetto Roxanne varato dal Comune di Roma: un programma d’intervento che parte dalla strada grazie ad una rete di unità mobili per arrivare a servizi di segretariato sociale e a piani di reinserimento sociale e lavorativo. La particolarità del progetto è stata quella di aver coinvolto tutti: le vittime come gli operatori sanitari e sociali nonché le forze dell’ordine. Tutti uniti per dare a queste persone un’altra chance.

Laura D: mi pago gli studi con un po’ di sesso

“Pochi soldi in tasca, un affitto da pagare, le bollette, la tessera del metrò… La mia vita è vagamente insopportabile. Talvolta scomoda, spesso imbarazzante quando devi sborsare l’euro, ma ci si abitua a tutto. Mi convinco che i “massaggi” mi concederanno il lusso di poter condurre una vita più consona alle mie esigenze. E invece non realizzo in tempo che sta accadendo tutto il contrario: non avrò mai più scelta”. Frasi stringate, ritmo incalzante, il libro di Laura D. (in uscita in questi giorni nelle librerie francesi) rischia di diventare il caso letterario dell’anno. Il titolo di questa singolare autobiografia è Miei cari studi. Studentessa, 19 anni. Lavoro alimentare: prostituta, (titolo originale: Mes chères études. Etudiante, 19 ans. Job alimentaire: prostituée, Ed. Max Milo, 288 p., 18 euro) e la dice lunga su un fenomeno sociale che secondo il sindacato d’oltralpe “SUD-étudiants” colpisce almeno 40.000 studenti.
Di giorno la testa immersa nei libri universitari; di notte disposta a vendere il proprio corpo: il caso di Laura D. potrebbe essere uno dei tanti esempi di ragazze della classe media francese impegnate tra lo studio e il lavoro. “I miei genitori non guadagnavano abbastanza per pagarmi l’università” racconta la nostra protagonista al sito d’informazione Rue89.com. Ironia della sorte, “non erano nemmeno sufficientemente poveri per consentirmi di chiedere borse di studio”. Risultato: venti ore di corsi universitari alla settimana non bastano per costruirsi un futuro. La precarietà la costringere a lavorare in una società di telemarketing. Un destino comune a molti studenti, ma che diventa eccezionale dopo che l’accumulo di spese in uscita la spingono a prostituirsi. Le porte dell’inferno si aprono con discrezione attraverso un paio di click sulla rete e la proposta di un cinquantenne in cerca di massaggiatrice occasionale. Naturalmente, i massaggi sono solo il contorno del piatto forte dell’incontro: fare sesso a pagamento. “Mi sentivo protetta dallo schermo” ricorda “ma era soltanto un’illusione. Quando mi sono presentata all’appuntamento ero da sola e nessuno avrebbe potuto aiutarmi”. Nella sua solitudine, il primo rendez-vous le frutta 250 euro. Un guadagno che equivale a quasi la metà dei soldi di cui dispongono 100.000 studenti francesi costretti a vivere con 650 euro al mese, ovvero al sotto della soglia della povertà.

segui panoramalibri-su-twitter

FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Archivi

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!