Panorama – Marco Mazzei

Anche in California si parla di omosessuali e pedofili

Dennis Herrera, il procuratore generale di San Francisco ha depositato ieri la documentazione (attenzione è un Pdf di 120 pagine) nella causa che la città ha aperta presso la Corte Suprema della California per vedere riconosciuti i diritti di tutti a sposarsi. Il braccio di ferro tra la città e lo stato va avanti da 3 anni, da quando cioè a San Francisco sono stati autorizzati e celebrati i matrimoni omosessuali, con lo Stato che impugnava questa decisione ribadendo che l’istituto del matrimonio era riservato alle coppie etero. Oggi parte la resa dei conti finale.

Basta leggere qualche passaggio del documento del procuratore per capire che qui da noi in Italia, nella provincia del mondo civilizzato, ci vorranno secoli per arrivare a una simile dialettica (si parla di matrimonio, perché le coppie di fatto sono da tempo riconosciute):

Negando il matrimonio e relegando le coppie lesbiche e gay in un contesto normativo creato apposta per loro (che sarebbero i nostri Dico, ndr), lo Stato isola loro e le loro famiglie dal resto della società, e le discrimina. Questo è un messaggio forte, un messaggio che rafforza nell’opinione pubblica l’idea che le lesbiche e i gay siano esseri inferiori. Il messaggio è semplice: lo stato riconosce, ma non onora, le relazioni familiari lesbiche e gay.
Non solo, l’esclusione dall’istituto del matrimonio dice alle lesbiche e ai gay che sono peggiori dei pedofili, degli stupratori e degli assassini perché, in fondo, a queste persone lo Stato riconosce il diritto di sposarsi e di creare una famiglia.

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Commenti

C'è un commento a Anche in California si parla di omosessuali e pedofili

  1. Il 4 Aprile 2007 alle 15:58 luca66genova.blogspot.com ha scritto:

    Per storia, cultura, istituzioni, legislazione, giustizia, gli USA sono completamente diversi da noi. Non credo si possano fare paragoni. Ciò, ovviamente, non vuol dire che non si possa discutere della questione.
    Luca ge

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