I gay fanno dividere la Chiesa anglicana
Oggi è domenica e ho saputo tutto sulle dichiarazioni del papa da tutti i telegiornali. Ho fatto, però, molta fatica a trovare informazioni su quanto sta succedendo nella Chiesa anglicana, che trovo assai - più - interessante. In questi giorni i vescovi anglicani americani (più precisamente, i vescovi della Chiesa episcopale americana, che fa parte della Comunione anglicana) sono riuniti a New Orleans per decidere di fatto se provocare il più grande scisma nella chiesa d’Inghilterra dopo quello dalla Chiesa cattolica romana che ne ha decretato la nascita. Materia del contendere? Credeteci o no, gli omosessuali.
Dopo che Gene Robinson, gay dichiarato con un compagno, è da 3 anni il vescovo del New Hampshire, dopo infinite polemiche sull’accoglienza dei gay, sul sacerdozio femminile e su molti altri temi legati alla capacità della Chiesa di capire la società che cambia e cresce, siamo arrivati al dunque: martedì è atteso il voto di un documento nel quale i vescovi episcopali nordamericani potrebbero formalizzare l’apertura verso i gay e le lesbiche sia all’interno della Chiesa sia all’esterno, dichiarando quindi che queste coppie hanno il diritto di sposarsi. Un documento che porterebbe probabilmente alla rottura con altre Chiese anglicane, quelle più tradizionali, come la Chiesa anglicana africana. L’incrinatura della Comunione anglicana spaventa molto l’arcivescovo di Canterbury, Dr Rowan Williams, che infatti è volato a New Orleans per tentare un’ultima mediazione.
Le prossime ore diranno come andrà a finire, ma comunque vada un dibattito è aperto, un confronto è stato avviato.
Update 26/9: hanno prevalso i conservatori.