Martedì 24 Luglio 2007 alle 16:43
Domenica sono stato a un multi-battesimo. Uno dei battezzati era il figlio del mio migliore amico B.
Ogni volta che, mio malgrado, mi capita di entrare in una chiesa e assistere a una qualche cerimonia resto sempre colpito dai riti e dalla ritualità. Io non la capisco, faccio fatica a capire chi la trova sensata. Nel corso del battesimo sono stati usati alcuni unguenti, che diventano speciali dopo che il vescovo li ha benedetti nel corso di non ricordo quale giornata durante i riti pasquali. Mah! Ritualità quasi tribali che non mi sembra abbiano nulla a che vedere con la fede.
A parte ciò, la cosa davvero divertente è successa verso la fine della cerimonia. Il prete:
auguri ai padri e alle loro spose
sorvolo sul maschilismo della frase (sì, ok, il ruolo della donna, Maria, eccetera: maschilismo allo stato puro), quello che davvero faceva ridere era il fatto che dei tre battezzati nessuno aveva una famiglia così come la chiesa cattolica le intende: i genitori erano conviventi oppure separati oppure divorziati.
Questi genitori sono tutti credenti e forse fanno bene a battezzare i loro figli; io credo che forse sarebbe più giusto comportarsi come dovrebbe fare lo Stato, cioè essere - da genitori - laici e lasciare la scelta ai figli, quando potranno davvero scegliere.
Io un po’ di tempo fa ho aderito alla campagna dell’Uaar per lo sbattezzo: non voglio avere nulla a che fare con i rituali della chiesa cattolica e non voglio nemmeno finire in quella percentuale di popolazione italiana che viene appunto considerata cattolica in modo del tutto arbitrario. Alla mia richiesta di sbattezzo il parroco ha risposto con qualche resistenza, ma io intendo andare avanti. Tutto il dossier dell’Uaar è interessante e dovrebbe essere letto anche da chi non si è mai posto il problema.