
Porzio: dovevo essere con lui
Essere reporter in Afghanistan oggi
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Daniele Mastrogiacomo è vivo, secondo il giornalista pachistano Hamid Mir. E’ finito nelle mani delle milizie talebane perché voleva raccontare, come molti inviati, una delle aree tribali più pericolose del mondo: il sud pashtun dell’Afghanistan. Una pattuglia di alpini è stata colpita da un razzo Rpg (per fortuna senza conseguenze) nella notte, a soli otto km a sud di Kabul, in una zona tradizionalmente considerata più tranquilla. Un cooperante tedesco è stato ucciso da un gruppo di uomini armati nell’Afghanistan del nord.
Da un paese dilaniato da trent’anni di guerre, arrivano fino a noi non solo le cronache puntuali dei reporter tradizionali, ma anche le testimonianze dei bloggers soldato e di un pugno di citizen journalist di Kabul. Che ci riflettono l’immagine di un Paese, a cinque anni dall’inizio dell’Operazione Enduring Freedom, sempre più spaccato, diviso, violento.
Sono esponenzialmente cresciuti negli ultimi tempi i blog dei militari in giro per il mondo: preziosi documenti storici per ricostruire la verità sui conflitti in corso. Su Millblog, il più grande archivio digitale dei bloggers in divisa, sono 44 i diari online scritti dai militari di stanza in Afghanistan. Diari per lo più embedded, censurati. Ma non tutto passa attraverso il filtro delle gerarchie. C’è chi si avventura oltre il limite dell’insubordinazione. E viene punito. Come Justanothersoldier, alias Jason Christopher, sospeso dall’esercito statunitense per aver riferito, su un post da Baghdad, informazioni troppo delicate per la sicurezza nazionale.
Anche i giornalisti italiani, come Pino Scaccia, ci inviano utili testimonianze in rete provenienti da Kabul. L’interpretazione che ha dato il cronista Rai sul rapimento del collega di Repubblica è stata battuta da tutte le agenzie: “Da giorni fra i producer afghani girava la voce che i capi talebani erano disponibili a farsi intervistare da giornalisti occidentali. Evidentemente a Mastrogiacomo hanno teso una trappola”.
Di grande aiuto, per comprendere il conflitto in Afghanistan, sono anche i racconti postati da Okke Orstein, un’acclamata giornalista digitale che scrive su Newsmax.com. Perché i talebani stanno riacquistando forza? Lo spiega, con parole che arrivano dritte al punto, in una serie di post che hanno fatto scuola. Come quello in cui rende evidente cosa mina alla base la sicurezza del paese: i poliziotti afghani sono pagati pochissimo, certamente meno di quanto ricevono i guerriglieri talebani.
Manca ancora, in Afghanistan, un blogger anticonformista come l’iracheno Salman Pax, capace di dileggiare il regime di Saddam e al contempo la guerra di Bush. Ci sono però alcuni giovani come l’embedded Waheed, il 23enne hazaro Sohrab Kabuli (alias Afghan Lord), il pacifista Sanjar Qiam. E’ anche grazie a loro se riusciamo ancora a raccontare, fuori dalle verità ufficiali, l’Operazione Enduring Freedom.
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- Giovedì 8 Marzo 2007

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Commenti
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Il 9 Marzo 2007 alle 11:51 topodifogna ha scritto:
Ma che fine ha fatto la “più grande offensiva” annunciata martedì dai generali della Nato? A me pare che se in questo momento c’è un’offensiva in Afghanistan è quella dei talebani!!!
Il 9 Marzo 2007 alle 12:30 cuauhtemoc ha scritto:
E’ già iniziata. Per ora hanno fatto in tempo ad accorgersene una ventina di civili afghani che non ci sono più
Il 9 Marzo 2007 alle 19:05 anonimoromano ha scritto:
Caro “cuauhtemoc”, il tuo commento sembra frutto dell’utopica “panzana” che una guerra possa non causare vittime civili, ed è superfluo dire “purtroppo”.
Citando a memoria credo solo il combattimento tra Orazi e Curiazi sfuggì a questa impietosa realtà . Comprendo come sia oggi “politically correct” evidenziare questo aspetto, soprattutto se rivolto ad attizzare un anti-americanismo alla moda e, nel caso specifico persino un anti-ONU. Ricordati quante vittime civili ha contato l’Europa nell’ultima guerra, su entrambi i fronti. Il vero punto della questione è se lo scopo giustifica i mezzi. In Afghanistan, come allora in Europa, credo proprio di sì.
Il 9 Marzo 2007 alle 19:44 Panorama.it – Mondo » Blog Archive » Reporter rapiti. Le testimonianze ha scritto:
[...] Afghanistan, la voce degli inviati. E del web [...]
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