Quale è la realtà che si cela dietro al femminicidio in Chihuahua?
Molto di quanto successo va letto in prospettiva di una multivulnerabilità delle donne - risponde Michela Gaito, coordinatrice delle campagne della sezione italiana di Amnesty International -. Le vittime sono donne sole, emigrate nel nord del Messico alla ricerca di un futuro migliore, per lavorare in maquiladoras, fabbriche di assemblaggio di multinazionali, sfruttate, spesso lontano dalle famiglie. Si approfitta di questa solitudine. Due sono le condizioni che portano alle violenze: la discriminazione di genere e l’impunità. Chi vuole abusare di una donna può farlo nella tranquillità di non essere punito.
A cos’è dovuto lo sconvolgente disinteresse della polizia locale?
C’è un contatto tra ufficiali di polizia e perpetratori di omicidi, una collusione che fa mettere in secondo piano i delitti. La tendenza è quella di considerare questi crimini come una questione privata e non - come invece è - come una questione di diritti umani.
Cosa ha fatto finora Amnesty?
Alla fase di ricerca iniziale, conclusa con il Rapporto del 2003, abbiamo fatto seguire l’azione, attivando una campagna mondiale. Com’è tradizione di Amnesty abbiamo agito soprattutto inviando lettere, fax, e-mail e cartoline alle autorità messicane, elencando le nostre richieste.
Ci sono state risposte?
Alcune, ma un po’ di circostanza. Sono state messe in campo azioni per cercare di risolvere il problema, non sufficienti. Il Procuratore generale federale ha portato a termine un’indagine, dalla quale però non è emersa la reale dimensione della situazione. La Camera bassa del Parlamento messicano ha introdotto una legge sui diritti delle donne, ma ancora non ha superato il vaglio dell’altra Camera.
Com’è l’eco della vostra campagna nel mondo?
I nostri interlocutori privilegiati sono i governi, ma ci rivolgiamo anche all’opinione pubblica, lavorando sulle leve giuste, come può essere patrocinare un film come Bordertown, per determinare un impatto generale che porti a misure contro la fine delle violenze. Le nostre campagne sono accolte con entusiasmo: in un mese, sul nostro sito, per ogni appello è stato raccolto oltre un migliaio di firme.
- Sabato 10 Marzo 2007

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