
Il New York Times ha in prima pagina il caso Mastrogiacomo: “È la prima volta che dei prigionieri vengono apertamente scambiati con un ostaggio nella guerra che gli Stati Uniti e i loro alleati stanno combattendo in Afghanistan e Iraq”.
Così l’autorevole quotidiano americano introduce il caso di “Daniele Mastrogiacomo, 52 anni, del quotidiano di sinistra La Repubblica”, e le modalità della trattativa che ha “scatenato le immediate critiche di Washington, Londra e altri capitali europee”. E riporta le dichiarazioni di Sean McCormack, portavoce del dipartimento di Stato Usa: “Noi non negoziamo con i terroristi e non consigliamo a nessuno di farlo”.
Presente anche la posizione ufficiale del governo italiano, raccontata con questo paragrafo: “Noi crediamo che la vita di una persona sia molto preziosa” ha detto il portavoce di Prodi Silvio Sircana che è anche - sottolinea il New York Times - un amico di Mr Mastrogiacomo. “Così, se c’è una chanche di salvare una vita, noi dobbiamo fare tutto il possibile.”
- Giovedì 22 Marzo 2007
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Commenti
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Il 22 Marzo 2007 alle 19:23 mdp ha scritto:
Sono un italiano in Messico da piú di 30 anni e sono orgoglioso normalmente dell´ítalia. Purtroppo questa volta é vergognoso la doppia morale applicata nel caso Mastrogiacomo.
É chiaro che una vita importa, peró a che prezzo? E le altre vite non valgono?
Credo che abbiamo una legge che non permette negoziare con i rapitori mafiosi e si congelano i beni dei familiari per non permettere che paghino il ridcatto. É che quelle vite non importano ai nostri legislatori?
É veramente penoso questo vergognoso spettacolo che in realtá nasconde una idea che negoziare con i talibani non é un male perché non sono terroristi, ma resistenti a una invasione americana.
Come mi manca la “Stanza” di Indro Montanelli….
Il 22 Marzo 2007 alle 20:22 prometeus78 ha scritto:
si saranno chiesti, i nostri cari governanti, a quale prezzo quelle cinque persone erano state fatte prigioniere? Anche in Afghanistan sono morti soldati, e magari qualcuno anche per catturare proprio quei cinque terroristi. Ma è ovvio che per qualcuno la libertà di un giornalista che deliberatamente si espone al rischio più che concreto di essere fatto ostaggio, vale più della vita di quei soldati…
Il 22 Marzo 2007 alle 21:56 clator ha scritto:
Mi sambra di notare una qualche similitudine di comportamento tra l’affaire del giornalista sinistro e quello del portavoce del governo sinistro. In ambedue i casi si è fatto di tutto per salvarli: per il giornalista si sono liberati un certo numero di assassini tagliagole , per il portavoce si è fatto in fretta e furia un decreto adpersonam per impedire che uscissero sui giornali notizie che potessero danneggiarlo.Bravi compagni!!!!!!
Il 22 Marzo 2007 alle 21:58 Panoramico ha scritto:
anche secondo me è stato un errore assoluto scambiare prigionieri Talebani con il giornalista Mastrogiacomo, è una gran cosa che sia tornato sano e salvo a casa, ma quanti ne erano morti per catturare quei talebani liberati e quanti ne moriranno a causa loro adesso che sono tornati liberi?
A questo punto direi che i giornalisti dovrebbero comprendere che non hanno il diritto di mettere a rischio la vita di nessuno in nome della libertà di informazione, ne la loro, ne quella di coloro che devono poi andare a liberarli…..andare a intervistare Talebani ha per altro una relativa importanza mediatica, si tratta per lo più di notizie che ormai non importano più a nessuno e non apportano novità, intervistare fanatici islamici in territori pericolosi può servire forse come trofeo per qualcuno, ma di sicuro non apporta nessuna novità in un mondo come quello fondamentalista, statico su posizioni che tutti ormai purtroppo conosciamo. Il giornalismo non si è adattato a questo nuovo tipo di guerra fatta di vigliacchi sgozzamenti e uccisioni irrazionali, facendo il reporter vecchio stampo in iraq è una sopecie di suicidio, è possibile che i giornalisti non se ne rendano conto?? cos’è la vita ormai non vale più niente?
Il 23 Marzo 2007 alle 8:51 frank-one ha scritto:
sono assolutamente daccordo con panoramico e rimarco il suo scritto :
” A questo punto direi che i giornalisti dovrebbero comprendere che non hanno il diritto di mettere a rischio la vita di nessuno in nome della libertà di informazione, ne la loro, ne quella di coloro che devono poi andare a liberarli…..andare a intervistare Talebani ha per altro una relativa importanza mediatica, si tratta per lo più di notizie che ormai non importano più a nessuno e non apportano novità, intervistare fanatici islamici in territori pericolosi può servire forse come trofeo per qualcuno, ma di sicuro non apporta nessuna novità in un mondo come quello fondamentalista, statico su posizioni che tutti ormai purtroppo conosciamo.”
queste parole in italiano semplice e non in “politichese” bisognerebe che le leggesse i nostri amici di centrosinistra_
frank-one_
Il 27 Marzo 2007 alle 18:15 rmarin ha scritto:
Non dimentichiamoci che il NY Times e’ un quotidiano liberal. In italia diremmo di sinistra.
http://www.theabsenteeballot.c.....om
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